Ai confini della Grecia e della Bulgaria migliaia di migranti stanno cercando di arrivare in Europa. I vertici europei, il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli e la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, sono stati in Grecia per dimostrare la loro vicinanza precisando che si tratta di difendere i confini dell’UE e non del singolo Stato. Ho apprezzato la vicinanza alla Grecia, ma non posso non rilevare che la stessa difficoltà l’abbiamo avuta noi qualche anno fa in Italia e l’UE avrebbe potuto dimostrare la stessa sensibilità anche verso l’Italia. Probabilmente adesso c’è più consapevolezza che l’immigrazione è un problema con il quale l’Unione Europea deve confrontarsi e questa ondata migratoria, unitamente ad altre sfide che il nostro continente sta affrontando, credo sia uno dei punti critici su cui è necessario chiarire quali siano le nostre posizioni. Non possiamo accettare in alcun modo un ricatto da parte della Turchia che ha tra l’altro messo in campo un abile sotterfugio per sensibilizzare l’attenzione del mondo su un problema umanitario. L’immigrazione sarà un altro importante banco di prova per l’UE e spero che non si verifichino le condizioni che ci sono state negli anni scorsi quando una parte dell’Europa è stata abbandonata a se stessa, basti pensare a ciò che ha vissuto l’Italia in maniera drammatica. Credo che il dibattito debba porre tutti gli Stati membri, da nord a sud, nella condizione di voler accettare e superare questa sfida. Bisogna capire cosa può significare questa ondata di immigrazione tra l’altro in un momento così delicato come quello che sta affrontando l’Europa con il Coronavirus. E’ necessario mettere in agenda la revisione del Trattato di Dublino perché si possano organizzare anche i parametri per cui il problema immigrazione non sia soltanto di alcuni Stati, ma di tutti. Sarà un grande problema da affrontare poiché bisognerà anche ricollocare la quota immigrazione di ogni Stato e bisognerà farlo ponendo la condizione che chi non accetta gli immigrati non potrà nemmeno avere contributi dall’Unione Europea. La mia è una provocazione molto forte, ma credo che bisognerà andare in questa direzione rompendo gli schemi e mettendo sul tavolo una proposta diversa se si vuol dimostrare unità e vera solidarietà.