I lavori della plenaria del 16 Aprile tenutasi a Bruxelles, seguita da me come da altri europarlamentari da casa, sono stati introdotti dagli interventi del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, dalla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e dal Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. Il Presidente Sassoli ha puntualizzato: “L’Unione europea è già pienamente impegnata a soddisfare le esigenze dei cittadini e degli Stati membri nel loro interesse comune durante questa crisi e successivamente lo sarà in maggior modo perché vuole uscirne più forte, più robusta, in grado di affrontare domani le sfide che il mondo globale ci presenterà. Siamo la voce dei cittadini e dobbiamo essere orgogliosi e fieri in questo momento di contribuire con disciplina ad essere utili per costruire, per i nostri popoli, un futuro migliore”. La Presidente von der Leyen è intervenuta dicendo: “E’ vero che molti erano assenti quando l’Italia ha avuto bisogno di aiuto all’inizio di questa pandemia. Ed è vero, l’Ue ora deve presentare una scusa sentita all’Italia, e lo fa. Ma le scuse valgono solo se si cambia comportamento. C’è voluto molto tempo perché tutti capissero che dobbiamo proteggerci a vicenda. Sarà un mondo nuovo quello del post Covid-19, diverso da quello che avevamo immaginato. È arrivato il momento in cui dobbiamo saper scartare i vecchi fardelli, essere pronti per il nuovo mondo che sta arrivando e sarà così diverso da quello che abbiamo immaginato”.  Significativo nel suo intervento la citazione di un passo del “Manifesto di Ventotene” e alcune riflessioni di Ernesto Rossi e Altiero Spinelli per ricordare che è giunto il momento di “lasciare alle spalle le divisioni, le dispute e le recriminazioni e pensare a come ripartire dopo la crisi”. Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha rafforzato lo spirito europeista parlando di “un rilancio” ma anche di “una necessaria trasformazione economica. Dovremo cambiare qualcosa del nostro stile di vita e difendere i nostri valori anche al di fuori dell’Ue”. “Nulla sarà come prima”. Questa dichiarazione rende bene l’idea di come questo momento storico debba essere interpretato da ognuno di noi e dalla stessa Unione Europea chiamata a dimostrare la sua credibilità ed affermare i principi ed i valori con cui il progetto europeo è nato.