Nei giorni scorsi c’è stato il sedicesimo BTP Italia, con i suoi quasi 23 miliardi di euro di raccolta, che ha segnato un record assoluto sia per quanto riguarda l’emissione nel suo complesso sia per quanto riguarda la tranche dedicata ai piccoli investitori, tanto in termini di contratti che di controvalore. Sul piano del dibattito economico e politico è sorto immediatamente il dualismo tra chi è propenso ad una soluzione che preveda l’utilizzo del MES e chi ritiene, invece, che la soluzione migliore siano i BTP. Io faccio solo qualche riflessione e spero che il Governo faccia la sua scelta senza pregiudizi o tatticismi politici: utilizzando il Mes, l’Italia potrebbe usufruire in prestito, con un tasso dello 0,1%, risorse fino a 36 miliardi di euro da destinare obbligatoriamente al potenziamento della nostra sanità che sicuramente ne ha bisogno. Se si considera, invece, lo strumento dei BTP, l’Italia prende in prestito dagli investitori italiani risorse che non hanno una destinazione specifica, pagando un interesse dell’1,4%. Alla luce di tutto questo, non mi trovo d’accordo con l’esultanza di tanti simpatizzanti del BTP Italia. Le somme ottenute dal collocamento dei giorni scorsi, tra l’altro, in prevalenza istituzionali, la dicono lunga su quanto è appetibile questa emissione rispetto al panorama dei mercati europei, ma è solo convenienza per chi acquista. Avere drenato i risparmi degli italiani per creare debito pubblico è come dire che l’occhio destro non vede quello che fa il sinistro. C’è anche un altro punto importante da considerare: nel momento in cui è fondamentale incentivare i consumi aumentando la liquidità in circolazione, il bond patriottico spinge, invece, a risparmiare. Voi quale soluzione scegliereste per la ripresa dell’Italia?