Ci sono voluti quattro giorni e quattro notti, ma, alla fine, i capi di Stato e di Governo riuniti nel Consiglio europeo sono riusciti, non con poca fatica e diplomazia, a trovare un accordo comune che ha segnato la storia del progetto europeo. Il negoziato sul Recovery Fund si è concluso, infatti, con un compromesso che ha portato alla firma dell’intesa alle 5:32 del 21 luglio, dopo una notte di lunghe trattative, segnando questa data come storica. Il piano per la ripresa dell’UE dopo l’emergenza Coronavirus sarà fondamentale per tutta l’Europa. I leader, alla fine, sono stati in pieno accordo sul Recovery Fund ed il Bilancio UE 2021-2027 con una dotazione di 750 miliardi di euro, di cui 390 miliardi di sussidi. Purtroppo, il bilancio pluriennale è stato ridimensionato a 1.074 miliardi. All’Italia arriveranno 209 miliardi, una cifra maggiore rispetto a quella proposta inizialmente dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, ma composta da meno sussidi a fondo perduto e più prestiti. È stato dato dall’Europa un aiuto concreto per la ripartenza del nostro Paese oltre che un segnale forte ed importante per il rilancio della stessa Europa e dei principi che hanno segnato la sua nascita. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che nella fase delle trattative ha avuto il pieno sostegno di Forza Italia, ha dichiarato di aver conseguito questo risultato tutelando la dignità del nostro Paese e l’autonomia delle istituzioni comunitarie. Adesso reputo necessario che il Governo italiano prenda consapevolezza dell’impatto che l’Italia ha avuto a livello europeo e, principalmente, sia responsabile su come vorrà e dovrà utilizzare queste risorse affinché diventino uno strumento concreto per rilanciare realmente la nostra economia e far ripartire fattivamente il nostro Paese. Il problema tempo in questo caso è determinante e il Governo dovrà necessariamente aprire un confronto in Parlamento per condividere proposte e soluzioni con tutte le forze politiche. Nel corso della seduta plenaria tenutasi a Bruxelles il 23 luglio, i parlamentari europei hanno apprezzato gli interventi della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e del presidente del Consiglio Charles Michel ammirando lo sforzo fatto dal Consiglio sul Recovery Fund, ma il Parlamento europeo non ha accettato i tagli fatti sul bilancio 2021/2027. Non si può permettere, infatti, ha sostenuto il Parlamento, che vengano ridotte le risorse per la ricerca, per la difesa delle frontiere, per i progetti Erasmus e per la salute. Le sfide che attendono l’intera Europa sono troppo ambiziose e non sono ammissibili questi tagli. Per questa ragione, con tutti i colleghi parlamentari di Forza Italia e del Gruppo PPE al Parlamento Europeo, chiamati a votare in merito, ci siamo espressi a favore della risoluzione per ribadire il nostro dissenso ad ogni diminuzione di budget per i programmi dei prossimi anni.