Salvatore De Meo
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Da quel 9 agosto, nonostante le proteste di piazza, nulla è cambiato. Alexander Lukashenko resta alla guida del Paese, che governa dal 1994, continuando a reprimere qualsiasi forma di opposizione. La situazione in Bielorussia si fa quindi sempre più delicata. Mentre l’opposizione continua la sua protesta ad oltranza, i media bielorussi scrivono che Lukashenko ha giurato in segreto per il suo sesto mandato e si è insediato alla presidenza giurando di “servire il popolo della Repubblica di Bielorussia, rispettare e proteggere i diritti e le libertà delle persone e dei cittadini”. Il tutto suona proprio come una beffa visto le repressioni e le violenze che si sono perpetrate in queste settimane dall’inizio delle elezioni.  Bisogna che l’Ue decida, nel rispetto dei ruoli, in che modo poter intervenire, fermo restando che non possono esserci interferenze e che quindi bisogna soltanto garantire che ci siano condizioni di democrazia e libertà nei riguardi dei manifestanti che a Minsk sono scesi per le strade in migliaia con la polizia che ha risposto con idranti, lacrimogeni e manganelli. Trovo inaccettabile la repressione delle pacifiche dimostrazioni di dissenso ed è necessario un concreto impegno della comunità internazionale per realizzare le condizioni di libere e regolari elezioni in cui il popolo bielorusso possa decidere del proprio futuro, senza interferenze esterne e senza che sia violato il principio fondamentale della democrazia e della libertà. L’Unione europea ha criticato la violenta repressione della polizia contro i manifestanti pacifici e Bruxelles non ha riconosciuto la validità delle elezioni. Il mio augurio è che questo intervento diplomatico si traduca anche in azioni concrete per fermare le violenze e le forme di oppressione che non possono essere tollerate in uno stato di diritto. I fatti recenti hanno reso ancora più problematica la situazione con una tensione che rischia di degenerare ulteriormente. Il Consiglio europeo si è già pronunciato stigmatizzando qualsiasi forma di violenza e minacciando sanzioni, ma la diplomazia deve impegnarsi maggiormente per trovare una soluzione che faccia chiarezza su questa terribile situazione ed è per questo che il Parlamento europeo ha preso le distanze da qualsiasi interferenza per far sì che possano prevalere ragioni di diritto e di democrazia in uno Stato che ovviamente non può tollerare una situazione del genere.

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