Il 12 ottobre scorso la Commissione ITRE di cui faccio parte ha discusso sull’attuazione della direttiva sull’efficienza energetica e sugli obiettivi raggiunti dell’UE 2020. Il direttore della DG Energia della Commissione europea Hans van Steen nella sua presentazione ha sottolineato come purtroppo non tutti gli Stati membri e soprattutto alcuni settori dell’economia hanno raggiunto gli obiettivi di efficientamento prefissati. Nel mio intervento ho chiesto di approfondire i settori che più sono a rischio di non riuscire a raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica, e di conseguenza quelli climatici, imposti dall’UE. Mi sono riferito, in particolare, ai settori dell’agricoltura, dei trasporti e a quello dell’edilizia. Come tutti sappiamo, l’uso efficiente di energia è fondamentale per il raggiungimento del target climatico per il 2030, ma la transizione deve essere sostenuta sensibilmente attraverso fondi pubblici, che permettano a tutti i settori dell’economia di partecipare in questa transizione verde, nonché attirare capitali verso l’Europa. Alla luce di ciò e dei nuovi target climatici votati dal Parlamento, ho chiesto se, a distanza di 8 anni dalla direttiva sull’efficienza energetica, questi settori hanno avuto dei miglioramenti e in generale se sono state registrate pratiche migliori da poter replicare per evitare che alcuni settori rimangano indietro in vista dei nuovi target previsti per il 2030 e 2050.