Salvatore De Meo
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Il Parlamento Europeo ha votato la legge sui cambiamenti climatici con cui intende disciplinare gli obiettivi climatici contenuti nel Green Deal ed in particolare il raggiungimento di una Unione Europea ad impatto climatico zero entro il 2050. Si tratta della prima legge con cui un continente si propone di trasformare l’obiettivo politico di eliminare le emissioni di gas ad effetto serra in un obbligo vincolante, al fine di dare ai cittadini e alle imprese europee la certezza giuridica e la prevedibilità di cui hanno bisogno per pianificare questa transizione. Nella proposta della Commissione Europea, che ho votato insieme agli altri eurodeputati del Gruppo PPE, era previsto che le emissioni venissero ridotte del 55% nel 2030, rispetto ai livelli del 1990. Purtroppo questo limite è stato aumentato al 60% e c’era anche chi ha proposto il 65 o 70%. La delegazione italiana di Forza Italia, pur condividendo pienamente la finalità delle Legge, ha ritenuto che la proposta inziale della Commissione del 55% fosse più equilibrata e sostenibile. Non sfugge a nessuno che il 2030 è tra circa 9 anni e un obiettivo troppo ambizioso potrebbe avere un impatto negativo sul sistema produttivo che in un termine così ravvicinato potrebbe non essere in grado di effettuare la sua conversione green. Nella battaglia contro il cambiamento climatico, infatti, è importante che l’ambizione ecologica vada di pari passo con misure realistiche e sostenibili per tutti i settori dell’economia affinché questa transizione verde possa effettivamente creare le condizioni di nuove opportunità e non trasformarsi, per una sua eccessiva accelerazione, come un ostacolo al raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica.

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