Salvatore De Meo
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Dal 27 dicembre scorso, da quando in Italia e in tutta Europa sono arrivate le prime dosi del vaccino Pfizer-BioNTech che hanno dato vita, contemporaneamente in tutti gli Stati membri, ad una massiccia campagna vaccinale senza precedenti, la speranza che la luce in fondo al tunnel fosse più nitida e vicina era nell’animo di molti. Il vaccino è l’unica arma concreta che abbiamo per sconfiggere il virus e mettere fine ad una pandemia che ha segnato per sempre l’intera popolazione mondiale. La ricerca che in meno di un anno ha progettato il vaccino ha compiuto un vero e proprio miracolo. Tanta soddisfazione per i vaccini, ma anche tante problematiche per le modalità della sua produzione, distribuzione e somministrazione. Il contratto firmato dalla Commissione europea con le aziende che producono il vaccino prevede, infatti, che la fornitura debba essere omogenea in tutti gli Stati membri ed eventuali modifiche debbano essere comunicate con un anticipo congruo. L’attuale riduzione di fornitura da parte di alcune aziende rischia di compromettere la funzionalità del piano vaccinale. Non è accettabile quindi il comportamento di Pfizer, Moderna e AstraZeneca che hanno rallentato l’unica via reale per combattere il virus e far ripartire la nostra economia. L’atteggiamento dell’Unione Europea è assolutamente di condanna perché gli sviluppatori dei vaccini hanno obblighi morali ma soprattutto contrattuali verso gli Stati membri. Per sovvertire questa situazione, la Commissione europea ha proposto l’istituzione di un meccanismo di trasparenza delle esportazioni che permetta di regolamentare la distribuzione del vaccino all’interno dell’Unione, evitando ritardi e intralci. Credo sia fondamentale garantire le giuste dosi di vaccino a tutti gli Stati europei ed è per questo che io e gli altri eurodeputati di Forza Italia - PPE, in testa Silvio Berlusconi e Antonio Tajani, abbiamo inoltrato una interrogazione scritta alla Commissione Europea nella quale abbiamo chiesto se fosse a conoscenza di quanto stia accadendo in Italia e nel resto dell’Unione e come intendesse intervenire per verificare il mancato rispetto dei termini contrattuali da parte delle case farmaceutiche. Abbiamo chiesto, inoltre, se intendesse rivelare quali clausole contenute nel contratto definiscono i termini temporali e quantitativi della distribuzione dei vaccini, ed eventualmente quali penali siano previste. Ciò che soprattutto ci premeva sapere, alla luce del continuo crescere del numero dei contagi, è quali iniziative intenda adottare per ovviare alla carenza nella distribuzione delle dosi. La battaglia contro il virus è anche una battaglia per la nostra economia ed il rilancio di tutti gli Stati, possiamo vincerla solo con tempistiche celeri e con una diffusione su larga scala.

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