Salvatore De Meo
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Ancora una volta l’Europa dimostra la sua coesione e la sua forza nell’aiutare i cittadini, le imprese e le comunità a uscire dalla crisi economica. Il Parlamento europeo, infatti, ha approvato in via definitiva la stesura del Recovery fund e del Recovery e Resilience Facility con una ampia maggioranza di voti a favore. Ciò porterà 672,5 miliardi di euro a favore di una Europa più verde, più digitale, più resiliente a beneficio di tutti nel lungo termine. Una svolta importante per l’Europa stessa che sosterrà le riforme e gli investimenti di ogni Stato membro in modo da non lasciare nessuno indietro e rendere la nostra Unione europea ancora più forte nel tempo. Attraverso prestiti e sovvenzioni gli Stati Europei potranno fare gli investimenti strutturali necessari ad uscire dall’attuale crisi sanitaria, economica e sociale. Nel dibattito in Parlamento la maggioranza dei partiti ha evidenziato come questo piano rappresenti un importante cambio di paradigma per le Istituzioni Europee. Si è infatti compreso come dinanzi alle sfide globali l’Europa debba rispondere ponendo al centro la solidarietà e la comunanza di intenti. La delegazione italiana del PPE ha inoltre sottolineato come la scelta di combinare investimenti e riforme strutturali sia fondamentale per avere Stati più solidi e, di conseguenza, un’Europa capace di tornare ad essere protagonista nello scacchiere globale e leader nelle sfide del cambiamento climatico e della digitalizzazione. Attraverso le linee guida Bruxelles ha definito i criteri che gli Stati membri devono rispettare nel preparare i Piani nazionali di ripresa e resilienza per accedere ai fondi europei. Questa sarà una sfida alla quale si rischia di non poter partecipare se non si rispettano le regole stabilite dall’Ue. I tempi per portare a termine la preparazione dei Piani nazionali di ripresa e resilienza, con la consegna delle versioni definitive dei vari documenti entro aprile 2021, diventano sempre più stretti e questo è ciò che accomuna tutti i 27 Paesi membri i quali dovranno fare una panoramica che delinei in che modo il Piano può dare una risposta esauriente e bilanciata al contesto economico e sociale specifico. Sono fiducioso su quello che sarà il lavoro del nostro nuovo esecutivo e credo fortemente che l’Italia, saldamente ricondotta ai valori dell’europeismo, debba sfruttare questa straordinaria opportunità per eliminare i vincoli e le inefficienze che attualmente bloccano le migliori risorse del settore privato e pubblico ed acquisire una nuova centralità per plasmare l’Europa del futuro.

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