Salvatore De Meo
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Negli ultimi anni e specialmente con la pandemia per Covid-19 si è assistito ad un’accelerazione dei processi di digitalizzazione che hanno cambiato i nostri modi di produrre, lavorare, apprendere e consumare. Il progresso tecnologico e digitale è uno degli obiettivi fondamentali delle politiche europee, in quanto essenziale per tutelare la sovranità e la competitività dell’Unione Europea nello scacchiere internazionale. Non bisogna però sottovalutare i rischi connessi ad una maggiore digitalizzazione, in particolare quelli connessi alla sicurezza cibernetica. Secondo l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, negli ultimi tre anni c’è stato un aumento del 66% degli attacchi informatici, con oltre 1800 attacchi gravi nel solo 2020 e spesso a pagarne le maggiori conseguenze sono state le categorie più deboli come i consumatori. Gli attacchi cibernetici minano la fiducia dei cittadini nelle nostre imprese e nella nostra democrazia e mettono in pericolo un bene sempre più prezioso come i dati, la cui tutela è strettamente legata ai diritti fondamentali: la riservatezza e la proprietà intellettuale. Ritengo che con le nuove proposte legislative in materia digitale, l’Unione Europea e gli Stati Membri dovranno prevedere, attraverso uno stretto dialogo con le imprese del settore, adeguati investimenti in infrastrutture tecnologiche e in formazione affinché vi siano professionisti dotati delle necessarie competenze per affrontare questa sfida. Occorre, inoltre, pensare ad agevolazioni fiscali per le imprese che si dotano di sistemi di sicurezza moderni: proteggere le imprese, infatti, significa proteggere le Istituzioni nazionali ed europee.

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