Salvatore De Meo
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In questi giorni stanno avvenendo i negoziati finali per definire i metodi di implementazione della nuova PAC. La negoziazione rappresenta il momento di incontro e confronto tra i rappresentanti del Consiglio Europeo, della Commissione, e naturalmente del Parlamento Europeo, che ha prodotto il testo di legge. La Politica Agricola Comune è uno strumento che nasce dall’incontro dello spirito comunitario che ha caratterizzato la realizzazione delle politiche fondanti dell’UE, e di una attenta strategia industriale agricola che ha permesso la prosperità del settore fino ad oggi. Attraverso i lavori in Commissione Agricoltura prima, e in sede plenaria poi, noi deputati abbiamo definito un testo equilibrato e innovativo, che pone solide basi per il futuro degli agricoltori e di tutti i soggetti coinvolti nella filiera agroalimentare. Il Green Deal europeo è un ampio progetto che spinge per una rinnovazione di tutte le macro-aree della nostra economia verso modelli più sostenibili. Ho dovuto però constatare con rammarico che proprio in fase di negoziazione tra le Istituzioni europee alcune forze politiche insistono nel voler inserire i giusti propositi del Green Deal all’interno della riforma della PAC, amplificandone la portata e obbligando gli agricoltori ad oneri che non sono di loro competenza. C’è chi vorrebbe scaricare sull’agricoltura le principali responsabilità dei mutamenti climatici e ambientali, senza avere contezza invece di quanto le imprese agricole siano indispensabili per il bene di tutti. Forza Italia crede che siano gli agricoltori i primi ambientalisti, in quanto il loro benessere deriva direttamente dai frutti della terra: una terra sana è una terra prospera che garantisce una attività economica più stabile e remunerativa. La PAC deve rimanere una politica economica concepita per stabilizzare e sostenere il reddito degli agricoltori, come affermato nel Trattato UE, affrontando contemporaneamente le attuali sfide ambientali.

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