Salvatore De Meo
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Il prezzo dell’amianto in vite umane è stato, e purtroppo lo è ancora, altissimo non solo per l’Italia ma per tutta l’Europa. Questa fibra killer costa ogni anno circa 15.000 morti. Le malattie correlate rappresentano, infatti, la causa di circa la metà di tutte le morti avvenute a causa del cancro e sviluppatosi in contesti lavorativi. Nonostante la messa al bando estesa a tutta l’Europa nel 1999 però, nel nostro continente e nel resto del mondo, ci sono ancora milioni di edifici, uffici, navi e tubature che contengono amianto. L’Europa sta lavorando affinché ci siano ulteriori norme che permettano di individuarlo e monitorarlo e, soprattutto, di arrivare alla sua bonifica. Nel corso dei lavori della Commissione IMCO (Mercato interno e protezione dei Consumatori), in merito all’iniziativa legislativa sui residui di amianto negli ambienti pubblici e privati, ho sottolineato come sia necessario proteggere maggiormente i lavoratori impegnati nelle opere di ristrutturazione, attraverso una specifica formazione professionale, e garantire finanziamenti adeguati ai proprietari degli immobili interessati. Durante il mio intervento, ho messo in evidenza la volontà costante dell’Europa di voler tutelare la salute dei suoi concittadini. Il dato di fatto che è però emerso durante i lavori in Commissione è che la principale fonte di esposizione all'amianto sia negli edifici più vecchi e in quelle strutture che nei prossimi anni saranno oggetto di ristrutturazione straordinaria o di demolizione per migliorare l'isolamento termico e consentire un risparmio energetico. Tali lavori, infatti, presentano il rischio potenziale di essere tutti esposti alle polveri di amianto ed è per questo che è importante individuarli ed eseguirli in maniera controllata e sicura. Lo screening prima di una vendita o della locazione di un edificio è una proposta giusta e accettabile che ho condiviso insieme a tutti i colleghi membri del PPE. È importante soprattutto che ci siano dei certificati che attestino la regolarità e la presenza di amianto negli edifici costruiti prima del 2005. Questa rilevanza deve essere poi comunicata e registrata in un organismo nazionale. Come PPE siamo d'accordo sulla richiesta di ottenere dei finanziamenti a favore dei proprietari degli edifici per favorire lo screening e la rimozione dell’amianto. Abbiamo invitato, inoltre, la Commissione a presentare un'iniziativa sulla base di una valutazione di impatto per una proposta legislativa che stabilisca i requisiti minimi per lo screening degli edifici costruiti prima del 2005, tenendo conto dei costi di rimozione e anche dell'esenzione per i lavori minori di ristrutturazione degli edifici. Come PPE, abbiamo chiesto anche di intraprendere un’azione di sensibilizzazione sull’amianto negli edifici costruiti prima del 2005 e di produrre delle linee guida procedurali comuni a tutti gli Stati membri per la individuazione e la rimozione della fibra in questione. Come Partito Popolare europeo, infine, abbiamo sottolineato che bisogna prestare particolare attenzione agli edifici e alle strutture pubbliche e private abbandonate che potrebbero contenere amianto e abbiamo invitato la Commissione e gli Stati membri a trovare una soluzione praticabile per la loro inclusione ma, soprattutto, per il loro utilizzo di tecnologie non invasive per effettuare le ispezioni e accertare la presenza di amianto pericoloso.

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