Salvatore De Meo
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Nel 2017 la Commissione europea annunciò con grande entusiasmo la fine delle tariffe di roaming per tutti i cittadini europei. Questa iniziativa ci ha permesso negli ultimi anni di poter viaggiare liberamente negli altri Paesi europei senza pagare costi di telefonia aggiuntivi in caso di utilizzo della rete per telefonate, messaggi e internet. Il Regolamento dell'UE dovrebbe scadere nel 2022 ed è per questo che, qualche mese fa, la Commissione europea ha pubblicato una nuova proposta al fine di garantire che i cittadini possano continuare a usufruire del roaming senza costi aggiuntivi quando viaggiano in Europa. Il nuovo Regolamento prorogherà di altri 10 anni le norme vigenti e garantirà, inoltre, migliori servizi di roaming per i viaggiatori. Ad esempio, all'estero i consumatori avranno diritto, se sono disponibili reti equivalenti, a usufruire di una connessione di rete mobile pari a quella del proprio Paese in termini di qualità e velocità. Le nuove norme, inoltre, garantiranno un accesso efficiente ai servizi di emergenza, anche sensibilizzando in merito ai mezzi alternativi per le persone con disabilità, e contribuiranno a far conoscere meglio ai consumatori gli eventuali costi derivanti dall'utilizzo di servizi a valore aggiunto durante il roaming. Ho accolto con estremo favore il testo proposto dalla Commissione, in particolare per quanto riguarda la sua ambizione nel voler garantire ai cittadini una qualità del servizio ottimale su tutto il territorio dell'Unione secondo il principio "roam like at home" affinché chi viaggia non venga discriminato perché non abbonato ad una compagnia nello Stato membro in cui si trova e penalizzato con una qualità peggiore del servizio. Tuttavia, ho ritenuto importante intervenire nel corso dei lavori della Commissione ITRE (industria, ricerca ed energia) poiché ritengo che la proposta di Regolamento sia sbilanciata in termini di relazioni contrattuali tra i diversi operatori. L'attuale testo, rispetto alla proposta della Commissione europea, vorrebbe abbassare ulteriormente le tariffe del roaming all'ingrosso, cioè i prezzi che gli operatori di telefonia si applicano a vicenda per l'utilizzo delle rispettive reti quando i loro clienti viaggiano all'estero. Va sottolineato che queste tariffe tra operatori, cosiddette massimali all'ingrosso, non hanno alcun effetto sulle tariffe fatte al consumatore, ma sono legate alla sfera contrattuale privata tra diverse compagnie di telecomunicazioni. La scelta di abbassare i valori dei massimali all'ingrosso interessa soprattutto le aziende di telecomunicazioni i cui servizi vengono maggiormente utilizzati in modalità roaming: ne sono un esempio quelle del sud Europa dove, per motivi turistici, vi sono più utenti stranieri che utilizzano il roaming. Questa ulteriore riduzione significa che le aziende avranno quindi minori risorse e di conseguenza faranno meno investimenti per il miglioramento dei loro servizi. Al contrario, io credo che dobbiamo lavorare affinché le nostre aziende abbiano più forza per competere, al fine di evitare ogni distorsione del mercato interno ed assicurare i servizi migliori ai nostri cittadini.

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