Salvatore De Meo
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In tutta Europa viaggia inarrestabile l’ascesa della variante Delta, con bollettini che mettono in allarme gli Stati per una recrudescenza dei contagi assai difficile da contenere. C’è la necessità di lavorare ad una risposta reattiva che ponga le basi su campagne vaccinali efficaci e veloci, ma anche su una responsabilità di tutti che, in alcuni casi, è davvero mancata. La decisione adottata dalla Francia ha fatto molto discutere in questo senso: il presidente Macron, infatti, in diretta tv, qualche settimana fa ha annunciato l'estensione del Green Pass per accedere a ristoranti, caffè e trasporti. Il suo intervento ha fatto molto discutere, ma il Parlamento francese, il 26 luglio, ha poi approvato in via definitiva il progetto di legge che, tra le altre cose, prevede il Pass sanitario anche per i viaggi nazionali e impone la vaccinazione obbligatoria a tutti gli operatori sanitari entro il 15 settembre, pena la sospensione. Non solo in Francia, ma anche in Italia tale decisione ha scaturito una reazione soprattutto da parte dei cosiddetti No vax che si sono riversati nelle piazze per manifestare il loro dissenso a ciò che reputano essere una limitazione alla propria libertà. L’appello del nostro Presidente del Consiglio, Mario Draghi, è stato un invito a vaccinarsi perché “se non ti vaccini, ti ammali, muori o fai morire”. Un messaggio chiaro e diretto all’uso del Green pass e alle vaccinazioni soprattutto tra i più giovani che, con i loro assembramenti e la loro voglia di divertirsi, spesso sono facili vettori del virus. A volte sembra scontato dirlo, ma scontato non lo è per niente: il vaccino rappresenta, allo stato attuale, l’unica strada percorribile, congiuntamente al rispetto delle distanze, all’utilizzo delle mascherine e al rispetto delle norme anti assembramento, per sconfiggere il virus. Senza vaccinazione e in ragione del crescente tasso di contagio della variante Delta, si rischia un ritorno alle restrizioni e alle chiusure con un impatto negativo su aziende e famiglie, già in gravissime difficoltà. Non possiamo permetterci un altro anno come quello passato e tutti siamo preoccupati per l’inizio dell’anno scolastico perché dalle elezioni in presenza può e deve ripartire la corsa alla nostra normalità. In questo delicato momento storico, credo sia importante che ognuno scelga in funzione della propria coscienza: fare il vaccino è una scelta libera, è vero, ma non dobbiamo dimenticare che facendolo salviamo la nostra vita e quella di chi ci sta vicino.

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