Salvatore De Meo
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L’Unione europea ha bisogno di una strategia unica, coordinata, più ambiziosa e forte in materia di cyber sicurezza. Settori critici quali trasporti, energia, sanità o finanza dipendono sempre di più dalle tecnologie digitali. La pandemia ha impresso una accelerazione al processo di digitalizzazione della nostra società facendo però emergere ancora più chiaramente tutti i rischi legati alla cyber sicurezza. Gli attacchi informatici e la criminalità informatica stanno aumentando in tutta Europa sia in termini di quantità che di sofisticazione. Una tendenza destinata a crescere in futuro se si pensa che già nel 2025 avremo oltre 25 miliardi di apparecchi connessi. È necessario quindi che ci sia un impegno serio da parte di tutti gli Stati membri e un rafforzamento della diplomazia informatica. Questo è il concetto che ho voluto rafforzare in sede di lavori durante la plenaria di ottobre. L’aumento degli attacchi informatici rappresenta, infatti, un serio rischio per l'Europa che sicuramente si presenta facile preda e in ritardo. L’Ue sta facendo passi in avanti per condividere una strategia difensiva capace di proteggere i cittadini e le imprese per rendere le nostre infrastrutture critiche più resilienti. Gli scenari internazionali, anche alla luce di quanto accaduto in Afghanistan, ci devono mettere nella condizione di essere ancora più consapevoli che abbiamo bisogno di un sistema europeo di difesa comune per reagire e resistere agli attacchi presenti e futuri portati avanti soprattutto da chi vede nella democrazia europea il più grosso nemico. Così come abbiamo reagito alla pandemia, è necessario mostrare la stessa forza per contenere il rischio degli attacchi informatici che possono diventare più pericolosi della stessa pandemia.

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