Salvatore De Meo
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La notizia della scomparsa del presidente David Sassoli ha rattristato tutti. Ci ha lasciato uno stimato giornalista e politico, un grande europeista, un uomo garbato e generoso. Con Sassoli l'Ue e l'Italia perdono un uomo che credeva in un'Europa baluardo dei diritti e delle opportunità, nell'impegno a favore delle persone più deboli e indifese, nella lotta contro ogni forma di ingiustizia e prevaricazione. Ci lascia una grande eredità: le sue parole piene di tolleranza e fraternità, cardini dell’Europa per cui lui si è sempre battuto. “L’Unione europea non è un incidente della storia” – disse nel suo discorso di insediamento a Presidente del Parlamento quando si trovò ad affrontare prima i rischi dei movimenti nazionalisti e sovranisti di alcuni Paesi e poi la volontà, degli stessi Paesi, di erigere muri e barriere per impedire l’ingresso di migranti nell’Unione. Solidarietà e accoglienza erano perni fondamentali del suo operato sui quali si è sempre speso con passione e con sacrificio nei momenti e nei luoghi dove il dibattito politico era più acceso e la sua testimonianza rappresentava un contributo importante. Davanti ad un vuoto causato dalla sua perdita, è importante ricordare soprattutto ciò che egli ha saputo fare nel momento più critico e difficile per l'Europa. Nel suo discorso a tutti i gruppi politici e ai lavoratori del Parlamento, al termine della seduta straordinaria di luglio 2020, dopo mesi di duro lavoro e criticità, con la voce interrotta dall’emozione, ci disse con orgoglio: "Abbiamo fatto funzionare l'Unione europea". L’applauso da tutta la platea che ne è scaturito è stato il ringraziamento di ognuno di noi a colui che, prima di tutti, non ha permesso che il Coronavirus fermasse il cammino europeo ed ha fatto sì che il Parlamento mantenesse attive le proprie funzioni fondamentali per consentire alle Commissioni e alla plenaria di operare decisioni importanti in merito a Covid, Green deal, i servizi digitali, la PAC e il bilancio. La sua difesa e la sua costante promozione dei valori europei fondanti di libertà, dignità e solidarietà deve continuare ad essere perseguita. Nel suo ultimo discorso istituzionale, Sassoli si rivolse ai capi di Stato e Governo, riuniti a Bruxelles nell’ultimo Consiglio Europeo del 2021, auspicando un nuovo progetto di speranza per l’Europa costruito intorno a tre assi forti: innovazione, protezione e, soprattutto, democrazia. Sassoli ci lascia un grande testamento politico per il futuro dell’Ue: “Serve la forza per rilanciare il cantiere europeo e sostenere un’Europa che discuta, che sappia trovare le giuste convergenze e fornire risposte ai bisogni delle persone”. Un’Europa fatta di cittadini capaci di rafforzarsi insieme e tutelare la propria unità. Il mio auspicio è che le sue parole possano essere un monito per il futuro dell’Ue: “Non è accettabile un'economia senza morale, uno sviluppo senza giustizia, una crescita a scapito delle nuove generazioni. Servono grandi riforme ma, prima ancora, serve rilanciare la centralità della politica intesa come capacità di disegnare il mondo che vogliamo e come dimensione essenziale della convivenza civile”. Ho avuto il piacere di conoscere personalmente il presidente Sassoli. Ricordo con affetto i nostri viaggi in aereo per Roma o Bruxelles e le nostre chiacchierate in albergo durante la plenaria, in una delle quali mi diceva di conoscere i prodotti tipici della mia zona e di apprezzarli molto. In tutte queste occasioni, nei nostri lunghi discorsi non solo sulla politica, ho potuto conoscere ed apprezzare la persona oltre che il professionista. Un uomo gentile, garbato, sorridente con tutti che ha tracciato un solco importante per il futuro europeo.  Ciao Presidente!

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