Salvatore De Meo
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Tempo fa leggevo di una notizia di un orsacchiotto di peluche interattivo che permetteva di inviare messaggi tra bambini e adulti. Questo giocattolo è stato hackerato e ha consentito a persone malintenzionate di acquisire immagini, video e audio privati, ma, soprattutto, riferiti a minori. È solo uno degli spiacevoli scenari a cui si va incontro se non saranno assicurati maggiori ed adeguati standard di sicurezza nella produzione di giocattoli e di dispositivi elettronici per i bambini. Nel mio intervento durante i lavori della plenaria ho voluto evidenziare come non siano da sottovalutare gli insidiosi pericoli derivanti dai giocattoli sempre più connessi in rete che interagiscono quotidianamente con i nostri piccoli. I giocattoli smart possono raccogliere una quantità infinita di dati sensibili e il problema è che spesso non si conosce dove siano memorizzati e se il produttore del giocattolo intelligente li venda o li ceda a terzi e per quale utilizzo. Sono contento che, durante i lavori all’emiciclo di Strasburgo, tutti abbiano condiviso la necessità di aggiornare l’attuale legislazione in materia di sicurezza per adeguarla a quelli che sono i notevoli e potenziali rischi presenti sul mercato. In particolare, nella fase di produzione, in merito alla presenza di sostanze chimiche o sintetiche, ho ritenuto necessario sottolineare l’importanza di stabilire requisiti e valori chiari e aggiornati anche alle nuove risultanze scientifiche per garantire soglie di sicurezza che escludano ogni forma di pericolo. Ho voluto concludere il mio intervento sottolineando come sia necessario prevedere, in generale, regole più stringenti per i giocattoli provenienti da Paesi extraeuropei e, soprattutto, per quelli venduti sulle piattaforme online sia per garantire gli standard qualitativi sia per non esercitare una concorrenza sleale nei confronti dei nostri produttori europei. 

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