Salvatore De Meo
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Strasburgo, 9 marzo 2022. Bisogna riconoscere che, a differenza di quanto accaduto in passato dove abbiamo sostenuto politiche ambientali a favore del fotovoltaico senza avere una produzione europea, in questa occasione l’Unione europea sta allineando le sue politiche ambientali con quelle industriali e mira ad avere una sua graduale autonomia produttiva di qualità da contrapporre ai paesi terzi. Certo il fattore tempo rappresenta una variabile essenziale anche alla luce del conflitto bellico in corso che, ove malauguratamente dovesse protrarsi, ci obbliga a perseguire sì i nostri obiettivi ma allo stesso tempo aprire un confronto per valutare in modo pratico quale correttivo eventualmente adottare alle modalità di attuazione delle nostre strategie ambientali. Precisato questo, credo che il lavoro fatto per questo Regolamento rappresenta un modello da replicare per l’approccio olistico con cui si è proceduto a definire una normativa riferita all’intero ciclo di vita di un prodotto, così da poterne sfruttare al massimo le potenzialità e creare un virtuoso sistema circolare. È stato detto, la domanda di batterie crescerà in maniera esponenziale per favorire la mobilità sostenibile e l’accumulo delle energie rinnovabili, ma sappiamo che purtroppo l’Europa è dipendente da altri Paesi per i necessari componenti chimici. L’attuale blocco della Russia ad esportare nichel evidenzia ancora di più la necessità e l’urgenza di un nostro sistema produttivo circolare ed il più possibile autonomo. Voglio ringraziare la relatrice Bonafe che ha saputo condividere e definire testo innovativo, ambizioso, ma equilibrato. Spero, tuttavia, che ci possa essere ancora margine di miglioramento in sede di negoziato, soprattutto per alcuni punti che andrebbero meglio precisati. Penso, in particolare, alle definizioni di batteria e di produttore o alla formulazione dell’articolo 11 sulla sostituibilità e rimovibilità delle batterie per le quali credo si debba consentire una sostituzione pratica senza compromissioni per i dispositivi nè rischi per il consumatore. Infine mi auguro che la nuova regolamentazione sia anche accompagnata da una riduzione del carico burocratico sulle imprese affinché esse non perdano competitività, perché ricordiamoci che saremo in grado di raggiungere gli obiettivi ambientali se non indeboliamo la nostra economia.
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