Salvatore De Meo
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Nel quadro del Green Deal europeo, con la normativa sul clima, l'UE si è posta l'obiettivo di conseguire la neutralità climatica entro il 2050. Ciò richiederà, nei prossimi decenni, una considerevole riduzione degli attuali livelli di emissioni di gas a effetto serra. Come passo intermedio verso la neutralità climatica, l'Europa ha innalzato la sua ambizione in materia di clima per il 2030 impegnandosi a ridurre le emissioni di almeno il 55% entro il 2030 con il pacchetto Fit for 55 che prevede nuove regole concrete per la gestione delle emissioni per i trasporti, l'industria, gli edifici e altri settori. Noi del gruppo PPE siamo fortemente convinti che il pacchetto Fit for 55 debba apportare innovazione e sicurezza rafforzando la competitività, salvaguardando e creando posti di lavoro in Europa. Allo stesso modo però ritengo che sia cruciale riuscire ad avere un equilibrio tra le aspirazioni green dell’Ue e la tutela del nostro sistema produttivo e dei tanti posti di lavoro. Nel mezzo della guerra russa in Ucraina e della relativa crisi energetica, vogliamo che le aziende europee di tutti i settori possano continuare il loro ciclo di produttività senza che le proprie catene di approvvigionamento vengano interrotte. In sede di dibattito, Forza Italia aveva chiesto al Parlamento di modificare la proposta iniziale per arrivare ad un testo che potesse coniugare le ambizioni ambientali senza perdere la competitività. Siamo molto preoccupati, infatti, per l’accordo trovato dal Consiglio europeo che prevede la riduzione del 100% delle emissioni di Co2 entro il 2035 per auto e furgoni nuovi con lo stop alla vendita di vetture a benzina e diesel entro quella data. Come PPE e come FI condividiamo pienamente gli obiettivi del Green Deal per combattere il cambiamento climatico, ma abbiamo una visione diversa sul percorso da compiere per raggiungerli. Siamo convinti che la transizione verde debba essere anche sostenibile da un punto di vista economico. Per questo avevamo proposto di abbassare al 90%, anziché il 100%, la percentuale di veicoli elettrici a partire dal 2035. Questo avrebbe coniugato la graduale sostenibilità ambientale con le esigenze dei sistemi produttivi economici e dei tantissimi posti di lavoro impiegati nel settore dell’auto e, soprattutto, avrebbe evitato una sottomissione alla Cina. La riduzione del 100% delle emissioni al 2035 significherebbe un colpo duro per l’industria dell’automotive che rappresenta un settore fondamentale del manifatturiero italiano ed europeo.

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