Salvatore De Meo
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Weber: condividere le risorse disponibili a cominciare dagli stoccaggi

BRUXELLES «Ci dobbiamo preparare ora per l’inverno. Questo significa solidarietà energetica europea. È necessaria, perché un Paese da solo non può garantire la stabilità economica. Nel mercato unico siamo strettamente interconnessi». Manfred Weber, presidente del partito popolare europeo e capogruppo al Parlamento Ue del Ppe, di cui Forza Italia fa parte, oggi sarà a Roma per una serie di incontri politici e per sostenere la campagna elettorale del centrodestra. Domani Weber vedrà Silvio Berlusconi e Antonio Tajani. «Il mio messaggio agli elettori italiani è: votate per Forza Italia, per coloro che credono in un forte processo di integrazione europea. Per il Ppe la cosa più importante è che a Roma ci sia stabilità economica ed è garantita dal centrodestra».

È da ottobre che a Bruxelles si discute dei prezzi alti del gas. La prossima settimana ci sarà un altro consiglio Energia straordinario. Non c’è il rischio che i cittadini perdano fiducia nell’Ue favorendo i partiti euroscettici?

«Sono preoccupato per quello che potrebbe accadere in autunno, rischiamo di ricadere nell’egoismo nazionale mentre avremmo dovuto imparare dalla pandemia. Ci deve essere solidarietà in campo energetico. Se la Repubblica La coalizione Sono per Forra Italia non devo difendere gli altri partiti, l’importante è l’accordo di coalizione Ceca con la Polonia vogliono avere un buono sviluppo economico, devono anche preoccuparsi di ciò che accade ad esempio in Italia e in Germania, perché la catena di approvvigionamento europea è interconnessa. E positivo che la Commissione Ue abbia presentato, prima della pausa estiva, una bozza di un meccanismo di solidarietà energetica ma è debole perché è su base volontaria. Si deve fare il passo successivo».

Cosa accadrà?

«Sono convinto che il prossimo governo italiano darà seguito alla precedente richiesta del premier Draghi di un Consiglio europeo straordinario sull’Energia per preparare il meccanismo di solidarietà: è necessario ora che la crisi e già presente».

L’Olanda con il suo mercato del gas sta approfittando della situazione?

«Sì. Ecco perché dobbiamo considerare anche la prospettiva a medio termine. A breve termine è importante evitare il nazionalismo nell’approvvigionamento energetico e condividere le risorse di cui disponiamo, specie per quanto riguarda gli stoccaggi. Ma a medio termine bisogna anche considerare com’è cambiato il mercato dell’elettricità, il cui prezzo è guidato da quello del gas che non va bene per i consumatori. Quindi l’inflazione è influenzata da una regolamentazione sbagliata. ll mercato attuale è un’architettura progettata in altri tempi, le cose sono cambiate. Siamo in campagna elettorale, dobbiamo tenere presente che la sinistra, i socialisti a livello europeo stanno spingendo sul pacchetto Fit for 55 per aumentare ancora i target per l’industria. Il Ppe è chiaramente impegnato a raggiungere gli obiettivi della lotta al cambiamento climatico ma va fatto in modo ragionevole. Incontrerò a Roma anche il presidente di Confindustria. Dobbiamo fare una politica climatica insieme alle imprese e ai nostri agricoltori e non in opposizione a loro. E questo che ci differenzia dalla sinistra. Non è una scelta ideologica. La nostra ambizione è un’ambizione pragmatica».

L’europeismo di FI non rischia di essere schiacciato dall’euroscetticismo di Lega e Fdl?

«Chi vuole avere la certezza che la maggioranza di centrodestra sarà pro-Europa deve votare per Forza Italia, per Silvio Berlusconi e Antonio Tajani che è stato presidente del Parlamento Ue. Sono rimasto sorpreso positivamente dalla bozza e dal programma finale della coalizione di centrodestra. È chiarissimo che è a favore dell’integrazione europea, ribadisce la cooperazione transatlantica con i nostri amici americani, il ruolo nella Nato e i valori europei».

Meloni è amica di Orbán che lei ha espulso dal Ppe. Non le crea imbarazzo?

«Io sono per Forza Italia, non devo difendere gli altri partiti. La cosa principale è l’accordo di coalizione con il programma comune: l’approccio pro-europeo e atlantista è chiarissimo. Non c’è dubbio su questo».

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