Salvatore De Meo
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Il 16 ottobre si è celebrata la Giornata Mondiale dell'Alimentazione, una ricorrenza istituita per ricordare l'anniversario della data di fondazione della FAO, condivisa da 150 Paesi del mondo, ma anche un monito per un futuro alimentare sostenibile e migliore per tutti, soprattutto per le nuove generazioni. In questo momento storico di grande cambiamento sociale, economico e ambientale questa giornata acquista un valore ancora più importante per apportare cambiamenti reali e concreti. Attualmente 828 milioni di persone soffrono la fame e quasi il 40% della popolazione mondiale non può permettersi una dieta sana. L’emergenza climatica, i conflitti, l’aumento dei prezzi, il degrado ambientale e gli effetti a catena della pandemia hanno avuto tutti un impatto sull’accesso al cibo e sulla sicurezza alimentare. È fondamentale quindi puntare su una solidarietà globale per trasformare i sistemi agroalimentari in modo da promuovere una crescita economica inclusiva, affrontare le disuguaglianze, aumentare la resilienza e raggiungere lo sviluppo sostenibile. Un pensiero particolare lo dobbiamo rivolgere soprattutto ai giovani ai quali bisogna far capire l'importanza dell'alimentazione e del grande lavoro che c'è dietro la catena alimentare. È proprio ad essi che l'Europa pone l’attenzione con il “Programma di educazione alimentare nelle scuole” affinché possano essere educati e sensibilizzati ad una dieta alimentare sana ed equilibrata, diventando consumatori attenti e responsabili in grado di fare scelte prive di condizionamento e di pregiudizio. Questo Programma ogni anno investe molte risorse economiche, alle quali si aggiungono anche quelle dei singoli Stati membri, per coinvolgere le scuole affiche i ragazzi comprendano l’importanza di consumare frutta, verdura e latte fresco, alimenti indispensabili nella nostra alimentazione. La priorità, infatti, è proprio quella di educare i bambini ad una dieta sana ed equilibrata tramite il maggior consumo di frutta, verdura e latte fresco al fine di contrastare la tendenza di consumo di alimenti trasformati con alti contenuti di zuccheri, sale, grassi e additivi che sono tra le principali cause di patologie importanti come l’obesità. In questi mesi in Commissione agricoltura stiamo discutendo la proposta di modifica del suddetto Programma per aumentarne maggiormente la sua potenzialità. In molti crediamo nella necessità di dotare il Programma di più risorse per raggiungere un maggior numero di ragazzi e di escludere categoricamente prodotti processati o bevande che qualcuno intende promuovere in sostituzione del latte fresco. Come relatore PPE, infatti, ho espresso la mia netta contrarietà alla proposta di alcuni colleghi di voler includere nel programma di educazione alimentare anche le bevande a base di soia o di altri vegetali che si pensa possano sostituire il latte fresco, le cui proprietà e caratteristiche, invece, non sono minimamente paragonabili. La mia contrarietà è anche motivata dal fatto che qualcuno crede che il latte debba essere sostituito da bevande vegetali, di produzione industriale, in quanto maggiormente sostenibili e salutari. Io credo che questa motivazione sia completamente assurda perché il latte è un alimento naturale dietro il quale ci sono intere filiere produttive che non solo vanno salvaguardate per quello che rappresentano in termini economici e sociali, ma rappresentano un forte elemento identitario dei territori europei ai quali non possiamo minimante rinunciare.

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