Salvatore De Meo
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Durante la plenaria di giugno, il Parlamento europeo ha tenuto un animato dibattito sulla necessità di vedersi riconosciuto il diritto di iniziativa legislativa in quanto unica istituzione europea democraticamente e direttamente eletta dai cittadini. Nel mio intervento ho voluto porre l’attenzione sul controsenso che l’unico organo istituzionale, chiamato ufficialmente a rappresentare la voce dei cittadini, non ha il potere di iniziativa legislativa, evidenziando come negli anni questa anomalia abbia contribuito ad alimentare il sentimento antieuropeo. Le conclusioni della Conferenza sul Futuro dell’Europa hanno messo in evidenza la necessità di una modifica dei Trattati e, a mio avviso, essendo il Parlamento la base democratica dell’Unione, va da sé come il riconoscimento del diritto di iniziativa sia il primo passo da compiere per conferire all’Ue una maggiore e più forte legittimità democratica, necessaria a renderla credibile agli occhi dei cittadini e dare seguito alle loro richieste. Il futuro dell’Europa è nelle mani dei cittadini ed è a noi parlamentari europei che hanno delegato il compito di rappresentarli affinché queste richieste non restino progetti indeterminati, ma si traducano in soluzioni e provvedimenti concreti. Sarà certamente un processo complesso che dovrà vedere, a mio avviso, “un’azione costituente” nella quale il Partito popolare intende essere protagonista perché è necessario per rimodellare l’Unione sulla base delle esperienze e criticità registrate negli anni e, soprattutto, secondo le raccomandazioni e le aspettative dei suoi cittadini che, senza mezzi termini, hanno reclamato un’Europa più democratica, sicura, equa, capace di agire concretamente e più influente nel mondo.

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