Salvatore De Meo
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A dieci giorni dall’insediamento del nuovo governo Meloni, la comunità italiana nel mondo attende ancora, e con ansia, di conoscere il nome del parlamentare e del partito di Centrodestra a cui verrà assegnata la delega per i rapporti con gli italiani residenti stabilmente all’estero.

E questo ritardo e il poco cortese atteggiamento conseguente, da parte di Palazzo Chigi, nei confronti della nostra gente oltre confine, non è stato considerato precisamente come un segnale di buon auspicio da quest’ultimi.

Tante belle parole, da parte dei vertici politici nei loro discorsi inaugurali e, come al solito, nessun fatto concludente che possa certificare una qualche, sia pur minima attenzione, nei confronti della nostra gente all’estero.

Ma a scongiurare le poco rosee previsioni, già intraviste dai nostri sin troppo dimenticati connazionali fuori dal Paese, ecco giungere un primo, piccolo, ma pur sempre significativo, segnale di garbata attenzione. E ciò, unicamente ed esclusivamente, dal vice premier e ministro degli Esteri sen. Antonio Tajani (nella foto).

Il giorno sette corrente, alle ore 15 italiane, data da segnalare, in un’apposita teleconferenza dalla Farnesina, promossa ed anche organizzata dall’euro parlamentare di FI on. Salvatore De Meo, ecco un primo contatto del ministro degli esteri Tajani con rappresentanti delle nostre comunità all’estero.

In particolare, con i coordinatori residenti in ogni nazione, in particolare in Sudamerica, con i quali consultarsi e poter conoscere le problematiche più  urgenti da contribuire a risolvere, attestando loro, in tal modo, tangibilmente, vicinanza, disponibilità e premura.

Sull’avvenimento, da segnalare come molto favorevoli i primi commenti provenienti da oltre confine.

Ora, comunque, sulla scorta di questo iniziale entusiasmo, i nostri connazionali in tutto il mondo invitano il governo Meloni a non adagiarsi e raccomandano di porre una particolare attenzione nel redigere una oculata delega, da conferire a politico, vice ministro o sottosegretario che sia, dotato,  però, di adeguata, reale competenza e di sperimentata esperienza nello specifico settore dell’italianità nel mondo.

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