Salvatore De Meo
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"L'Italia è il Paese che amo" – questo l’incipit che, 30 anni fa, il 26 gennaio 1994, caratterizzò il discorso della discesa in campo di Silvio Berlusconi e quello che poi ha formato il DNA di Forza Italia. Un patto con gli italiani, quello del Presidente, una promessa assolutamente mantenuta che segnò in maniera imprescindibile la politica liberale del centrodestra italiano. “Non voglio vivere in un Paese illiberale” – dichiarava Berlusconi – “governato da forze immature e da uomini legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare". Parole ambiziose che puntavano ai valori fondanti di Forza Italia per un Paese, come diceva spesso il Presidente Berlusconi, “più moderno, efficiente, ordinato e sicuro”.

In questi giorni festeggiamo 30 anni di traguardi, ma anche di difficoltà, di vittorie e di contestazioni che hanno segnato in maniera importante la storia della politica italiana. Tante sono le date importanti da ricordare in cui il nostro Presidente ha lasciato il segno nella storia: il G7 a Napoli nel 1994, il 28 maggio 2002 con la famosa stretta di mano tra Putin e Bush a Pratica di mare, esortata proprio dal presidente Berlusconi, passando per il discorso del Predellino ed a quello fatto al Congresso USA, fino al suo ultimo messaggio, il 6 maggio del 2023, poche settimane prima della sua scomparsa, in cui non è mancata la sua esortazione a tutti noi nell’impegnarci per un’Italia sempre libera e democratica.   

Forza Italia è un partito vivo in cui c’è entusiasmo e l’idea di futuro che non dimentica però le proprie radici. Siamo il perno dell’azione di governo in Italia e la forza che in Europa è destinata a contare sempre di più poiché noi siamo l’unico partito italiano nella grande famiglia del Partito popolare europeo.

Come ha detto il nostro segretario nazionale, Antonio Tajani, dal palco della kermesse per i 30 anni dalla discesa in campo del nostro Presidente, “non esiste l'erede di Berlusconi, c'è un solo presidente. Ci sono tanti eredi e quelli siete voi”. Condivido in pieno questo pensiero: gli eredi di Berlusconi sono soprattutto i sindaci, i consiglieri, gli assessori, gli attivisti, i giovani, gli uomini e le donne che portano avanti quotidianamente i valori del nostro partito perché rappresentano essi stessi le sue fondamenta. Gli eredi di Berlusconi siamo tutti noi e noi abbiamo la responsabilità di proseguire sul cammino da lui tracciato, sulla base dei valori fondanti del nostro partito, impegnandoci ogni giorno a spiegare l’importanza di Forza Italia quale forza politica moderata e centrale nel panorama nazionale ed europeo.

In queste settimane di congressi in giro per la mia circoscrizione, ho avuto il piacere di vedere tanti volti nuovi, soprattutto giovani, che stanno dando maggior vigore e rinnovata ambizione al partito. Ora più che mai gli obiettivi di Forza Italia sono grandi e audaci per il nostro Paese, per tutti i nostri cittadini e le nostre imprese. Approfitto per rinnovare il mio personale in bocca al lupo a tutti i coordinatori e le coordinatrici provinciali eletti in queste settimane che, sono certo, rappresenteranno, con dedizione e competenza, i valori fondamentali del nostro partito.