Nella plenaria di novembre abbiamo approvato in via definitiva il primo Programma europeo per l’industria della difesa, l’EDIP. Con questo regolamento l’Europa compie una scelta strategica: rafforzare la propria capacità industriale nel settore della difesa, aumentare gli appalti congiunti e ridurre la dipendenza da fornitori extra-UE per tecnologie e componenti critiche.
In qualità di membro della commissione Sicurezza e Difesa e presidente della delegazione per i rapporti UE-NATO, considero questo accordo un passaggio fondamentale. Significa sostenere la crescita di un sistema industriale moderno e competitivo, capace di garantire forniture tempestive e di qualità alla nostra Difesa, migliorando l’efficienza nell’utilizzo delle risorse comuni.
Con una regola chiara: per essere finanziati, i programmi non potranno superare il 35% di componenti provenienti da paesi terzi non associati. È la conferma del principio Buy European che tutela lavoro, competenze e innovazione in Europa.
Il programma introduce, inoltre, un nuovo strumento di sostegno per l’Ucraina, con 300 milioni di euro dedicati alla modernizzazione del suo settore della difesa e alla sua integrazione con la filiera europea. Una scelta coerente con il nostro impegno politico e morale al fianco di Kiev.
L’EDIP non è soltanto un quadro giuridico: è un volano per investimenti qualificati, occupazione specializzata e sviluppo tecnologico nei nostri territori. È un segnale forte in un contesto internazionale complesso, in cui la sicurezza del continente non può più essere data per scontata o demandata ad altri.
Oggi l’Europa dimostra di voler essere protagonista del proprio destino strategico.
Non stiamo rinunciando alla cooperazione tra Stati membri, ma la rendiamo più solida, più strutturale e più autonoma. Con questa votazione abbiamo rafforzato la nostra industria, la nostra sicurezza e il futuro della difesa europea.









