In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre, la plenaria del Parlamento europeo ha dedicato un dibattito al rafforzamento delle azioni dell’UE contro questa drammatica violazione dei diritti umani.

 La violenza di genere, infatti, è una forma di discriminazione strutturale che colpisce una donna su tre nell’Unione Europea e provoca conseguenze devastanti per le vittime e per l’intera società.

 L’attenzione è stata posta su tutte le forme di violenza: psicologica, fisica, sessuale, online, matrimoni forzati e femminicidio. Alcune categorie di donne, come le migranti, le donne con disabilità o coloro che vivono in istituti di assistenza, risultano particolarmente esposte. I dati confermano che la maggior parte degli abusi si consuma tra le mura domestiche, spesso per mano di partner o familiari.

 Anche in Italia, come nel resto d’Europa, si è intervenuti con misure legislative importanti, tra cui il riconoscimento del femminicidio come reato specifico.

 Parallelamente, l’Unione Europea ha adottato strumenti normativi e finanziari significativi per prevenire e contrastare la violenza. La Direttiva UE 2024/1385 introduce standard minimi per garantire protezione e accesso alla giustizia, riconosce nuove forme di reato come il cyberstalking e prevede procedure più sicure e rispettose delle vittime.

 Con la ratifica della Convenzione di Istanbul nel 2023, l’UE si è inoltre dotata di un quadro giuridico completo per proteggere le donne, sostenere chi subisce violenza e punire i responsabili.

 La sensibilizzazione resta un pilastro fondamentale. Il Parlamento europeo aderisce alla campagna delle Nazioni Unite “Orange the World”, illuminando di arancione l’edificio di Strasburgo il 25 novembre, per ribadire che la lotta alla violenza sulle donne riguarda tutti noi. È necessario continuare a migliorare la raccolta dei dati, rafforzare la cooperazione tra autorità e servizi territoriali e garantire che ogni donna possa accedere a sostegno, formazione e protezione adeguati.

 Come europarlamentare, ritengo essenziale che l’Europa e l’Italia proseguano con determinazione su questa strada: solo affrontando le radici culturali della violenza, potenziando gli strumenti di prevenzione e assicurando giustizia alle vittime, potremo costruire una società realmente più sicura, equa e rispettosa della dignità di tutte le donne.