L’accordo di libero scambio Mercosur, al centro di un ampio e acceso dibattito politico, metterà in relazione l’Unione europea con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, creando uno spazio economico che supera i 700 milioni di persone. Un’intesa discussa, ma strategica, che permetterà all’Europa di rafforzare la propria competitività sui mercati globali e di aprire nuove opportunità di export per le imprese europee e italiane. Forza Italia ha sostenuto questo accordo fin dall’inizio, nella convinzione che l’Europa debba saper dialogare con i grandi mercati globali senza chiudersi in sé stessa, ma allo stesso tempo tutelando le proprie produzioni di qualità, il lavoro e le eccellenze che la rendono unica. 

Proprio per questo, il lavoro svolto in questi mesi ha portato all’introduzione di garanzie concrete a tutela degli agricoltori europei. L’accordo prevede clausole di salvaguardia rafforzate, con la possibilità di sospendere le preferenze tariffarie per prodotti agricoli sensibili, soglie più rigorose per l’attivazione delle misure di protezione e tempi di indagine più rapidi. La Commissione europea sarà inoltre chiamata a monitorare costantemente l’andamento del mercato e a riferire ogni tre mesi, così da consentire interventi tempestivi in caso di squilibri. 

Purtroppo il recente voto del Parlamento europeo, che ha chiesto alla Corte di giustizia di valutare la conformità dell’accordo ai Trattati, rischia di tradursi in uno  stallo che non possiamo permetterci. I ritardi nella ratifica stanno già producendo costi economici rilevanti per l’Unione europea, con miliardi di euro di esportazioni mancate e una perdita di competitività rispetto ai nostri principali partner globali. 

Si aggiunga inoltre che dopo il voto favorevole del Consiglio europeo sul Mercosur, tra cui anche l’Italia, il voto contrario del Parlamento indebolisce la credibilità dell’Europa nei confronti dei players mondiali. All’indomani delle scelte della Presidenza americana, questo accordo non è solo un’intesa commerciale ma è anche uno strumento geopolitico con cui l’Europa intende rafforzare la sua autonomia strategica aprendosi ai mercati globali, governando il commercio con regole chiare e tutele efficaci. Questa è la strada giusta per un’Europa più forte, competitiva e capace di difendere il proprio modello economico e produttivo.