Il Parlamento europeo ha dato via libera a due emendamenti chiave sull'euro digitale, inseriti nella risoluzione annuale sull'attività della Banca centrale europea. Si tratta di un passaggio politico rilevante che rafforza il sostegno al progetto e lo definisce uno strumento essenziale per la sovranità europea nei pagamenti, segnando una chiara volontà di portare avanti il dossier dopo mesi di rinvii e dibattiti.
Gli emendamenti sottolineano che l'accesso ai pagamenti è cruciale per la partecipazione economica e mettono in guardia dal rischio di affidare la digitalizzazione solo ad attori privati, spesso non europei. In un contesto di crescente diffusione di stablecoin e criptovalute, oltre alla dipendenza da infrastrutture di Paesi terzi, dotarsi di una moneta digitale della banca centrale rappresenta una scelta strategica per la sovranità monetaria.
L'euro digitale sarebbe una forma elettronica del contante, garantita dalla banca centrale, disponibile gratuitamente in tutta l'area dell'euro, utilizzabile sia online sia offline. Non sostituirebbe il contante, ma lo affiancherebbe, con piena tutela della privacy e con il sistema bancario europeo al centro della distribuzione.
A differenza delle carte private o delle stablecoin, l'euro digitale offrirà un'opportunità inclusiva e sicura per cittadini e imprese, senza competizione tra pubblico e privato. Rallentare o indebolire oggi questo progetto significherebbe perdere terreno strategico: già una larga parte degli europei mostra interesse verso la possibilità di pagare in digitale con moneta della banca centrale. Procedere rapidamente permetterebbe di avviare una fase pilota già nel 2027 e una possibile emissione entro il 2029.
L'UE sta portando avanti un percorso di autonomia strategica su tutti i fronti e in tutti i settori, e l'euro digitale rappresenta un primo passo concreto in ambito economico e finanziario verso questo obiettivo.









