“Dalla Visione all’Azione – Rilanciare la competitività europea”

Nella sessione Plenaria di febbraio a Strasburgo abbiamo approvato, con voto unanime (555 voti favorevoli, nessun contrario e 26 astensioni), il nuovo regolamento che rafforza la tutela degli agricoltori europei contro le pratiche commerciali sleali. Un risultato importante raggiunto dal Parlamento europeo per rendere più efficace l'applicazione della direttiva sulle unfair trading practices del 2019.

In un mercato agroalimentare sempre più integrato e transfrontaliero, dove una quota significativa dei prodotti consumati nell'Unione proviene da altri Stati membri, le norme esistenti sono deboli senza un coordinamento reale tra le autorità nazionali. Con questo regolamento rafforziamo proprio la cooperazione: gli Stati membri potranno intervenire di propria iniziativa per bloccare pratiche sleali tra operatori situati in Paesi diversi, anche senza una denuncia formale da parte del produttore.

Introduciamo inoltre strumenti per impedire che gli acquirenti con sede al di fuori dell'Unione possano eludere le regole europee. Chi opera dall'estero dovrà designare un referente nell'UE in caso di indagine, garantendo maggiore trasparenza e responsabilità. Parallelamente sarà potenziato lo scambio di informazioni tra le autorità nazionali attraverso il sistema europeo già esistente, così da assicurare risposte rapide, coordinate ed efficaci.

Si tratta di un intervento concreto a tutela soprattutto dei piccoli produttori, spesso la parte più debole della filiera. Penso in particolare al settore ortofrutticolo, dove l'elevata deperibilità dei prodotti, la frammentazione dell'offerta e il forte potere contrattuale della grande distribuzione espongono gli agricoltori a ritardi nei pagamenti, modifiche unilaterali dei contratti e vendite sottocosto.

Difendere chi produce qualità significa rafforzare la trasparenza della filiera, garantire un giusto prezzo ai consumatori e salvaguardare la competitività e l'autonomia strategica dell'Europa.