Il mare rappresenta uno dei pilastri dello sviluppo economico italiano, e i numeri lo confermano. Nel Lazio, nel 2023, l'economia del mare ha generato 14,4 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 6,7% dell'intera economia regionale, con una crescita del 13,9% rispetto all'anno precedente. L'impatto complessivo della filiera sale a 37,2 miliardi, con oltre 205.000 occupati e quasi 36.000 imprese.
Lo studio presentato nel IX Rapporto 2025 dalla CCIAA di Frosinone e Latina dimostra che la Blue Economy non è un settore di nicchia, è un motore di sviluppo strutturale.
La stessa Unione europea ha identificato l'economia del mare come uno dei settori chiave per la transizione verde e digitale, con investimenti significativi attraverso il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura. L'Italia, con oltre 8.000 chilometri di coste e una tradizione marittima secolare, ha tutto per essere protagonista di questa traiettoria, a patto di presentarsi in Europa con una strategia coerente e non frammentata.
Ma c'è una dimensione che va oltre lo sviluppo economico, e che mi riguarda direttamente come Presidente della Delegazione per le relazioni con l'Assemblea parlamentare della NATO al Parlamento europeo. Il mare e in particolare il dominio subacqueo sono diventati uno spazio di competizione geopolitica in cui l’Europa e l'Italia non possono permettersi di arrivare impreparate.
Lo dimostra l'approvazione definitiva, alla Camera, della legge n. 9 del 26 gennaio 2026 sulla sicurezza delle attività subacquee: per la prima volta l'Italia si dota di una cornice normativa organica su questo fronte, con la tutela delle infrastrutture critiche sottomarine, dai cavi e condotte ai sistemi energetici e di comunicazione, criteri di controllo delle operazioni subacquee e l'istituzione di una nuova Agenzia nazionale dedicata.
L'Italia si colloca ora tra i primi Paesi dell'Unione europea ad essersi dotata di una disciplina organica in questo campo con l’obiettivo di colmare un vuoto normativo che va rafforzata nel confronto europeo e atlantico.
I fondali marini ospitano infrastrutture strategiche da cui dipende il funzionamento delle nostre economie e delle nostre comunicazioni. Con il Mediterraneo sempre più conteso, la protezione di quegli asset è una questione di sicurezza nazionale e globale prima ancora che economica.









