“Dalla Visione all’Azione – Rilanciare la competitività europea”

Il Parlamento europeo ha approvato con 389 voti a favore l'avvio dei negoziati con il Consiglio dell'UE sul nuovo regolamento sui rimpatri, dando un mandato solido per affrontare uno dei nodi più critici della politica migratoria europea, considerando che oggi solo il 20% delle decisioni di rimpatrio viene effettivamente eseguito.

Il voto è arrivato dopo che la sinistra europea aveva contestato le decisioni della commissione per le libertà civili dello scorso 9 marzo. Il Parlamento ha risposto con una maggioranza chiara introducendo misure concrete e praticabili.

Chi riceve un ordine di rimpatrio è tenuto a cooperare con le autorità per lasciare il territorio dell'Unione. In caso di non cooperazione, è prevista la possibilità di detenzione fino a 24 mesi.

I rimpatri potranno essere effettuati verso paesi terzi anche attraverso accordi specifici con gli Stati membri o con l'UE, inclusi i cosiddetti hub di rimpatrio, con esclusione dei minori non accompagnati e con le garanzie fondamentali pienamente preservate.

Per chi rappresenta un rischio per la sicurezza, le norme diventano più stringenti, con la possibilità di introdurre divieti d'ingresso a tempo indeterminato.

Sul fronte degli appelli, viene eliminato l'effetto sospensivo automatico: sarà il giudice a decidere caso per caso. È un approccio equilibrato, che coniuga fermezza e rispetto dei diritti fondamentali.

Non si tratta di chiudere le porte, ma di garantire che le regole esistenti vengano rispettate e che chi non ha diritto a restare nell'Unione possa essere accompagnato fuori in modo ordinato e dignitoso.

Questo lavoro si inserisce in un percorso che alcuni Stati membri, tra cui l'Italia, hanno avviato da tempo. Il governo italiano ha infatti promosso iniziative concrete per rafforzare i rimpatri, migliorare la cooperazione con i paesi terzi e rendere più efficace la gestione dei flussi migratori.

L'esperienza italiana maturata a livello nazionale dimostra che una politica migratoria credibile passa necessariamente da procedure di rimpatrio più rapide, coordinate e realmente applicabili. Il nuovo regolamento europeo va proprio in questa direzione, trasformando buone pratiche nazionali in strumenti comuni a livello dell'Unione.

Considero questo voto un risultato importante e necessario, la politica migratoria europea ha bisogno di strumenti che funzionino davvero, non di dichiarazioni di principio.

I negoziati con il Consiglio, che partiranno a breve sotto la Presidenza cipriota, saranno il banco di prova decisivo. L'obiettivo è adottare il regolamento sui rimpatri e il Patto su migrazione e asilo: un percorso legislativo coerente, finalmente all'altezza delle aspettative dei cittadini europei.