Agricoltura sotto pressione: sostegno immediato e visione europea per il futuro
Le tensioni in Medio Oriente e le ripercussioni sui mercati energetici stanno mettendo a dura prova il settore agricolo europeo, già esposto a forti pressioni sui costi di produzione. In queste settimane ho raccolto le preoccupazioni di tanti agricoltori, che si trovano a fare i conti con l’aumento dei carburanti, delle materie prime e con una crescente incertezza legata agli scenari internazionali. È evidente che, in una fase come questa, l’agricoltura non può essere lasciata sola.

Ho accolto e apprezzato la decisione del Governo italiano di introdurre un credito d’imposta del 20% sul gasolio agricolo. Si tratta di una misura concreta e tempestiva, che va nella giusta direzione e che consente di dare immediato respiro alle imprese, evitando il rischio di blocchi produttivi e garantendo la continuità delle attività stagionali. È un segnale importante di attenzione verso un comparto strategico per la nostra economia e per la sicurezza alimentare del Paese.

Allo stesso tempo, è necessario che anche l’Unione europea faccia la sua parte. In Commissione Agricoltura sto lavorando per rafforzare e migliorare la politica di promozione dei prodotti agroalimentari, che rappresenta uno strumento fondamentale per sostenere la competitività delle nostre eccellenze sui mercati internazionali. I risultati raggiunti finora sono positivi, ma è indispensabile intervenire per semplificare le procedure e rendere questi strumenti più accessibili, soprattutto per le piccole e medie imprese agricole.

Oggi più che mai serve un approccio pragmatico e non ideologico. Dobbiamo garantire risorse adeguate, valorizzare le indicazioni geografiche e sostenere il marchio europeo, rendendolo complementare alle specificità nazionali. Ma soprattutto, dobbiamo evitare di demonizzare alcuni prodotti come il vino e la carne escludendoli dalle politiche di promozione.

Bisogna accompagnare gli agricoltori in questa fase di transizione e crisi, rafforzando la loro capacità di competere perché l’agricoltura è un pilastro della nostra economia e della nostra identità. Per questo l’Unione europea e il Governo devono continuare a essere in prima linea, con interventi concreti e una visione di lungo periodo che metta al centro chi ogni giorno lavora per garantire qualità, sicurezza e futuro al nostro sistema agroalimentare.