Nell’Unione europea circa il 44% dei cittadini possiede un animale domestico e cresce costantemente la domanda di una maggiore tutela. In questo contesto, il Parlamento europeo nell’ultima sessione plenaria ha approvato le prime norme dell’Unione dedicate alla protezione di cani e gatti da maltrattamenti e pratiche commerciali abusive. Un risultato su cui ho lavorato in qualità di relatore per il Partito Popolare Europeo, contribuendo a un testo che segna un passo concreto verso standard comuni di benessere animale in tutta l’Unione.
Il nuovo regolamento introduce regole comuni su allevamento, detenzione, tracciabilità e importazione. Tutti i cani e i gatti dovranno essere identificati con microchip e registrati in banche dati interoperabili, rafforzando i controlli e contrastando traffici illeciti e irregolarità nel mercato unico. In italia c’è già l’obbligo del microchip per i cani così come nella stragrande maggioranza degli stati europei. Per i gatti, considerato che solo in alcuni stati e’ già obbligatorio, abbiamo condiviso che per gli altri, inclusa l’Italia, l’obbligo ci sarà fra 15 anni. Il testo vieta inoltre pratiche che compromettono il benessere animale e rafforza la tracciabilità anche per gli animali provenienti da Paesi terzi, per evitare ingressi che eludano le regole e garantire maggiore trasparenza lungo tutta la filiera.
È un risultato importante per l’Unione europea, che afferma con chiarezza un principio di fondo: un animale domestico non è un bene qualsiasi, ma parte della famiglia e come tale merita protezione.
Con questo intervento rafforziamo il contrasto a chi ne fa uno strumento di profitto e, al tempo stesso, garantiamo condizioni più giuste per chi opera correttamente nel rispetto del benessere animale e della legalità nel mercato europeo.









