In un contesto internazionale segnato da conflitti aperti, dalla guerra in Ucraina alle tensioni in Medio Oriente, fino al crescente utilizzo di strumenti ibridi di pressione politica ed economica, la sicurezza europea e transatlantica è chiamata a un salto di qualità.
È in questo scenario che si inserisce il lavoro che porto avanti in ambito NATO ed europeo, con l’obiettivo di rafforzare la capacità di risposta delle nostre istituzioni e garantire maggiore protezione ai cittadini. In qualità di Presidente della Delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con l’Assemblea parlamentare della NATO, ho partecipato alla Sessione di Primavera della NATO PA, svoltasi dal 29 maggio al 1° giugno 2026 a Vilnius in Lituania.
Un appuntamento di particolare rilievo che ha visto riuniti i delegati delle assemblee parlamentari dei Paesi alleati dell’Alleanza, in una fase in cui lo scenario di sicurezza globale è in rapida e continua evoluzione. Il confronto si è concentrato su tre priorità strategiche: il rafforzamento della capacità industriale della difesa comune; la protezione delle infrastrutture strategiche e dei sistemi democratici dalle minacce ibride e dalle forme di coercizione; il pieno sostegno all’Ucraina per assicurarne un futuro libero, sovrano e prospero. Temi che confermano la necessità di una risposta sempre più coordinata e condivisa tra gli alleati.
A questo impegno internazionale si affianca il lavoro svolto in sede europea. Durante la scorsa sessione plenaria a Strasburgo abbiamo infatti raggiunto un importante accordo di Trilogo con Consiglio e Commissione sul pacchetto Omnibus Difesa relativo all’accelerazione delle autorizzazioni per i progetti di prontezza alla difesa.
In un contesto globale che impone decisioni rapide ed efficaci, ritengo fondamentale che l’Unione europea rafforzi la propria capacità di azione e la propria autonomia strategica. Per questo, nei negoziati abbiamo lavorato per ridurre gli ostacoli burocratici e semplificare le procedure introducendo tempi certi per le autorizzazioni, meccanismi di risposta espressa o tacita e sportelli unici per accelerare l’iter amministrativo.
Si tratta di un passo concreto verso un’Europa più efficiente e consapevole che la sicurezza non è solo una questione militare ma anche industriale, organizzativa e politica. Rafforzare la capacità di risposta significa, in ultima analisi, tutelare la stabilità del nostro continente e la sicurezza dei cittadini europei.









