La sicurezza e la salute sul lavoro (SSL) in Europa e in Italia restano una sfida centrale. A livello europeo si registrano oltre 2,8 milioni di infortuni non mortali all’anno e circa 3.300 decessi, mentre in Italia le vittime superano le 1.000 unità annue tra incidenti sul lavoro e in itinere, con forti disomogeneità territoriali.
Numeri che impongono un impegno costante su prevenzione, controlli e cultura della sicurezza. In questo contesto si inserisce il lavoro del Parlamento europeo che, nel mese di maggio, ha adottato in commissione EMPL e successivamente in Plenaria una risoluzione per rafforzare la tutela dei lavoratori e ridurre incidenti e malattie professionali.
Tra le misure anche la proposta, sostenuta fortemente da Antonio Tajani, di istituire l’8 agosto come Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro e per la dignità dei lavoratori. L’obiettivo è mantenere alta l’attenzione su un tema che riguarda la vita delle persone e la qualità del nostro modello sociale europeo, accompagnando la ricorrenza con iniziative nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nelle istituzioni.
Il Parlamento ha inoltre richiamato la Commissione ad affrontare le nuove sfide legate alla sicurezza, dai rischi connessi all’intelligenza artificiale e ai sistemi algoritmici fino agli effetti dei cambiamenti climatici, come lo stress termico e gli eventi estremi, sottolineando anche la necessità di rafforzare gli ispettorati del lavoro negli Stati membri. La direzione è quella della “Vision Zero”, l’azzeramento delle vittime sul lavoro.
Un obiettivo ambizioso ma necessario, che richiama istituzioni, imprese e lavoratori a una responsabilità condivisa. La memoria di tragedie come Marcinelle resta un monito attuale: la sicurezza sul lavoro è un diritto fondamentale e un indicatore concreto di civiltà.









