Insieme al collega spagnolo del partito popolare europeo Pablo Arias Echeverría ho organizzato a Bruxelles un evento dedicato al futuro delle concessioni e dei partenariati pubblico-privati (PPP), nell’ambito del dibattito sulla prossima revisione della normativa UE in materia di appalti pubblici e concessioni.
L’iniziativa ha incluso la presentazione della nuova European Chamber of Concessionaires and PPPs e dello studio “Building Tomorrow’s Roads: Public-Private Partnerships and Europe’s Infrastructure Challenges”, che analizza il ruolo dei PPP nel sostenere gli investimenti necessari alla modernizzazione delle infrastrutture europee e al rafforzamento della competitività dell’Unione.
Nel mio intervento ho sottolineato come la revisione del quadro normativo europeo debba essere un’opportunità per rendere gli appalti pubblici più semplici, efficienti e strategici. In una fase in cui l’Europa è chiamata a investire sempre di più in infrastrutture, innovazione e resilienza, è fondamentale superare ogni approccio ideologico nei confronti del coinvolgimento dei privati.
Il partenariato pubblico-privato non sostituisce il ruolo delle istituzioni, ma rappresenta uno strumento attraverso il quale pubblico e privato possono collaborare per perseguire obiettivi di interesse generale, mettendo a disposizione risorse, competenze e capacità di investimento.
Il confronto si inserisce in una più ampia riflessione che riguarda il futuro degli investimenti europei, anche alla luce delle indicazioni del Rapporto Draghi sul futuro della competitività europea, che individua nei partenariati pubblico-privati e nella finanza mista leve strategiche per colmare il significativo divario di investimenti necessario per sostenere innovazione, decarbonizzazione e difesa. Ho inoltre evidenziato la necessità di costruire un quadro normativo che favorisca investimenti di lungo periodo, garantendo certezza giuridica e condizioni favorevoli allo sviluppo delle infrastrutture strategiche di cui l’Europa ha bisogno per affrontare le sfide future.
Dal confronto è emerso un messaggio chiaro: la competitività europea passa dalla capacità di attrarre investimenti e di creare un ecosistema regolatorio che renda possibile una reale collaborazione tra pubblico e privato, al servizio dei cittadini e dello sviluppo del continente.









