Molto spesso mi trovo a raccontare quanto sia difficile avvicinare l’Europa ai territori. Non soltanto perché Bruxelles o Strasburgo sono ancora percepite come distanti, ma anche per l’ampiezza della circoscrizione che rappresento al Parlamento europeo: 968 Comuni e quasi 12 milioni di abitanti tra Lazio, Toscana, Umbria e Marche.
Un territorio vasto e profondamente diversificato, che per essere rappresentato ha bisogno prima di tutto di essere conosciuto e ascoltato.
È anche per questo che durante la pausa estiva dei lavori parlamentari ho continuato a visitare la mia circoscrizione. Un’estate intensa, trascorsa tra imprese, aziende agricole, amministrazioni locali, associazioni e momenti di confronto, con l’obiettivo di raccogliere esperienze ed esigenze da riportare nel mio lavoro a Bruxelles e Strasburgo.
A Perugia, l’iniziativa per i 15 anni dell’accordo di filiera tra Coldiretti e Philip Morris è stata l’occasione per confrontarsi sul rapporto tra agricoltura e industria e sul futuro di un comparto importante per la nostra economia.
Nelle Marche, tra Fermo e Macerata, ho invece incontrato amministratori e imprese e conosciuto da vicino alcune importanti realtà produttive. Ad Amandola sono poi tornato alla Sibillini Summer School, dove quest’anno il confronto si è concentrato sulla sicurezza, sulla difesa comune e sulla necessità di rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione europea.
Nella provincia di Latina ho incontrato i produttori di kiwi che mi hanno rappresentato le criticità di una filiera strategica per la nostra agricoltura che, in aggiunta alle difficoltà delle altre filiere, deve fare i conti con le politiche commerciali del colosso mondiale neozelandese.
Lo stesso spirito ha accompagnato la visita nel Reatino, tra aziende e incontri con gli amministratori, conclusa insieme al nostro Segretario nazionale Antonio Tajani con l’inaugurazione del Circolo Forza Italia Sabina e la partecipazione alla Fiera Mondiale del Peperoncino.
Poi è stata la volta della Toscana, dove in due giornate ho potuto mettere insieme mondi apparentemente molto diversi ma strettamente legati tra loro: formazione professionale, agricoltura, industria, ricerca e innovazione.
Dalla Madonnina del Grappa alle aziende agricole, da Industrie Antonini ad Empoli ai laboratori Renaissance Fusion di Pisa o all’azienda di ritorcitura filati di Prato di Giuseppe Fabiano fino al confronto con Confindustria Firenze, ho trovato esperienze che raccontano un tessuto produttivo dinamico e con una grande capacità di innovare.
E naturalmente non sono mancati i tanti appuntamenti con gli amministratori locali dei comuni della Regione Lazio. A Fondi abbiamo accolto Antonio Tajani in occasione dell’incontro con la Comunità di Sant’Egidio, mentre numerose altre iniziative, anche legate alla valorizzazione delle produzioni locali, mi hanno consentito di continuare il confronto con cittadini, amministratori e imprese.
Luoghi e realtà differenti, dai quali emergono però esigenze spesso comuni. Meno burocrazia, costi energetici più sostenibili, sostegno all’agricoltura e alle imprese, infrastrutture e servizi per le aree interne, formazione, innovazione e maggiori opportunità per i giovani. Sono richieste concrete che devono trovare spazio anche nelle scelte che assumiamo soprattutto a livello europeo.
È questo il senso della presenza sul territorio. Non semplicemente partecipare agli appuntamenti, ma ascoltare, conoscere e trasformare esigenze ed esperienze in iniziative politiche.
Perché il mio impegno continuerà ad avere questa direzione: portare l’Europa nei territori e, soprattutto, portare i territori in Europa.









