LA SICUREZZA DELL’EUROPA SI COSTRUISCE CON RESPONSABILITÀ E COOPERAZIONE

Quanto accaduto a Ceuta ha riportato al centro del dibattito europeo un tema che da tempo sosteniamo debba essere affrontato con maggiore responsabilità. La gestione dell’immigrazione non può essere lasciata esclusivamente agli Stati maggiormente esposti, né può prescindere dalla sicurezza delle frontiere esterne dell’Unione, soprattutto quando i flussi migratori rischiano di diventare anche uno strumento di pressione geopolitica.

È una posizione che ho ribadito anche al Parlamento europeo, sostenendo la necessità di rafforzare il controllo delle frontiere esterne, contrastare l’immigrazione irregolare, rendere più efficaci i rimpatri e intensificare la cooperazione con i Paesi di origine e di transito.

La sicurezza dei confini nazionali riguarda infatti tutta l’Europa, come ha ricordato anche Antonio Tajani sottolineando, proprio dopo i fatti di Ceuta, che proteggere i confini italiani significa contribuire alla protezione delle frontiere dell’intera Unione.

Su questo terreno l’Europa ha compiuto passi importanti. Dal 12 giugno 2026 è entrato in applicazione il nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, che introduce un sistema comune per gestire gli arrivi in maniera più ordinata, rafforzare le frontiere esterne, rendere più efficienti e uniformi le procedure e distribuire più equamente le responsabilità tra gli Stati membri.

Le nuove regole prevedono inoltre procedure obbligatorie alla frontiera per determinate categorie di richiedenti, così da valutare più rapidamente le domande infondate o inammissibili, e rafforzano la cooperazione con i Paesi terzi per prevenire le partenze irregolari e contrastare il traffico di migranti.

La direzione è quella giusta, ma adesso sarà fondamentale verificare che le nuove regole producano risultati concreti. Accogliere e proteggere chi ne ha realmente diritto deve andare di pari passo con il contrasto agli ingressi irregolari e con rimpatri più efficaci per chi non ha titolo a rimanere in Europa. 

L’immigrazione è una sfida europea e come tale deve essere governata, attraverso responsabilità condivise, cooperazione con i Paesi di origine e transito e una maggiore capacità dell’Unione di proteggere i propri confini.

È su questa strada che dobbiamo continuare a lavorare per costruire una politica migratoria europea più efficace, ordinata e sicura.