ERASMUS+, INVESTIRE NEI GIOVANI E RENDERE L’EUROPA PIÙ ACCESSIBILE

Erasmus+ è uno dei programmi che meglio rappresentano il valore concreto dell’Unione europea nella vita dei cittadini. In quasi quarant’anni ha permesso a milioni di giovani di studiare, formarsi e vivere esperienze all’estero, contribuendo non soltanto alla crescita delle competenze, ma anche alla costruzione di una generazione capace di sviluppare un forte senso di appartenenza europea. È questo lo spirito che ha accompagnato gli Erasmus Days, dal 12 al 17 ottobre, una settimana di iniziative dedicate alla mobilità, all’istruzione e alla collaborazione tra scuole e giovani di tutta Europa. In questa occasione ho voluto portare il mio saluto e la mia testimonianza a numerose iniziative organizzate sul territorio, condividendo con studenti e insegnanti alcune riflessioni sul valore delle opportunità offerte dall’Unione europea e sull’importanza di vivere esperienze di studio e formazione all’estero. Ho voluto ricordare anche la straordinaria intuizione di Sofia Corradi, conosciuta come “Mamma Erasmus”, che già negli anni Sessanta aveva immaginato la possibilità di studiare all’estero vedendo riconosciuto il proprio percorso formativo. Un’idea che ha contribuito a cambiare il modo di vivere l’Europa e che oggi offre opportunità non soltanto agli universitari, ma anche agli studenti delle scuole, agli insegnanti e a chi desidera acquisire nuove competenze attraverso esperienze internazionali. Proprio per rafforzare queste opportunità, il 22 ottobre abbiamo approvato al Parlamento europeo di Strasburgo la nostra posizione sul futuro programma Erasmus+ per il periodo 2028-2034, chiedendo di portare il bilancio a circa 47,4 miliardi di euro, rispetto ai 40,8 miliardi proposti dalla Commissione europea. Ma l’obiettivo non è soltanto aumentare le risorse: vogliamo rendere le borse di mobilità più adeguate al costo della vita nei Paesi ospitanti, semplificare l’accesso al programma e favorire la partecipazione di chi incontra maggiori difficoltà economiche o sociali. Si tratta di un primo importante passaggio, al quale seguiranno i negoziati con il Consiglio dell’Unione europea per definire le risorse e le regole definitive del programma. Sono convinto che investire su Erasmus+ significhi investire direttamente sul futuro dell’Europa, offrendo alle nuove generazioni strumenti per crescere, confrontarsi e costruire nuove opportunità. Per questo dobbiamo continuare a lavorare affinché Erasmus+ sia sempre più inclusivo e accessibile, superando gli ostacoli economici e burocratici che ancora oggi possono limitare la partecipazione. Perché le opportunità offerte dall’Europa devono essere alla portata di tutti i giovani, indipendentemente dalle condizioni economiche delle famiglie o dal territorio in cui vivono, consentendo a ciascuno di mettere a frutto il proprio talento e costruire il proprio futuro.