Il 1° luglio si è tenuto al Parlamento europeo di Bruxelles il convegno The EU Honey Sector in the New CAP – Problems and Perspectives, un'iniziativa che ho promosso per accendere i riflettori sul futuro del settore apistico europeo. L'evento ha riunito rappresentanti della Commissione europea, del Copa-Cogeca, di Confcooperative e delle principali organizzazioni del comparto, con l'obiettivo di portare le istanze degli apicoltori al centro del dibattito europeo.
Il miele europeo è sinonimo di qualità, sicurezza e rispetto di standard produttivi tra i più elevati al mondo. Dietro ogni vasetto ci sono il lavoro, la competenza e la passione di migliaia di apicoltori che, oltre a produrre un alimento di eccellenza, svolgono un ruolo fondamentale nella tutela della biodiversità e degli ecosistemi attraverso l'attività di impollinazione.
Oggi, però, il settore attraversa una fase particolarmente complessa. I cambiamenti climatici, la diffusione di parassiti e specie invasive, l'aumento dei costi di produzione e una concorrenza internazionale spesso priva degli stessi obblighi imposti ai produttori europei stanno mettendo a dura prova la sostenibilità economica di molte aziende apistiche.
Per questo ritengo indispensabile che l'Unione europea continui a rafforzare gli strumenti di tutela del comparto. La Direttiva Breakfast ha introdotto regole più trasparenti sull'indicazione dell'origine delle miscele di miele, offrendo ai consumatori informazioni più chiare e valorizzando il prodotto autentico. È un passo importante, ma non sufficiente. Servono controlli più efficaci contro le frodi, una tracciabilità sempre più rigorosa e strumenti comuni di analisi che consentano di contrastare con maggiore efficacia le adulterazioni e la concorrenza sleale.
Allo stesso tempo è necessario garantire agli apicoltori un sostegno adeguato attraverso la futura Politica Agricola Comune. Il settore ha bisogno di misure che accompagnino gli investimenti, favoriscano il ricambio generazionale e consentano alle imprese di affrontare le difficoltà senza perdere competitività.
Sono convinto che difendere il miele europeo significhi tutelare un patrimonio di qualità, trasparenza e sicurezza alimentare che tutto il mondo ci riconosce. L'Europa deve continuare a essere al fianco degli apicoltori, garantendo regole uguali per tutti e condizioni di mercato realmente eque. Solo così sarà possibile valorizzare il lavoro di chi produce miele autentico e offrire ai consumatori la certezza di acquistare un prodotto che rappresenta una delle eccellenze del nostro patrimonio agroalimentare.









