Dall’Europa è arrivato un segnale concreto a sostegno del nostro sistema agricolo, con il via libera della Commissione europea a 285 milioni di euro di aiuti di Stato per le imprese italiane dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura, chiamate a fronteggiare l’aumento dei costi di produzione determinato dalle tensioni internazionali.
Una risposta importante per tutelare il reddito delle imprese e la competitività delle nostre filiere, alla quale deve accompagnarsi un impegno altrettanto deciso per avere regole più semplici e una maggiore tutela delle produzioni europee.
Il confronto diretto con gli operatori resta fondamentale e lo scorso 18 settembre, ad AgriLazio Expo a Cisterna di Latina, ho avuto modo di approfondire anche la delicata situazione del comparto del kiwi, dove i produttori segnalano una crescente pressione sul mercato europeo tra ritardi nelle vendite, prodotto invenduto e criticità qualitative, in uno scenario sul quale incide anche l’Accordo di libero scambio UE-Nuova Zelanda, che dal maggio 2024 ha eliminato il precedente dazio dell’8,8% sul kiwi neozelandese.
Ho quindi portato la questione all’attenzione della Commissione europea, chiedendo di monitorare l’impatto delle importazioni sui produttori dell’Unione e di valutare se vi siano le condizioni per ricorrere agli strumenti di salvaguardia previsti dall’accordo.
Sono intervenuto anche sul nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi, chiedendo chiarimenti su disposizioni che rischiano di creare nuovi oneri per il settore ortofrutticolo, perché gli obiettivi di sostenibilità e riutilizzo devono tenere conto delle specificità delle nostre filiere e delle esigenze di sicurezza alimentare, senza tradursi in ulteriori complicazioni burocratiche.
La tutela dell’agricoltura passa inoltre dalle scelte sul bilancio europeo 2028-2034. Ho apprezzato le parole del Presidente del Consiglio europeo António Costa sulla necessità di finanziare le nuove priorità senza sacrificare agricoltura e coesione, perché l’Europa deve certamente investire di più in competitività, sicurezza e difesa, ma non può farlo riducendo le risorse destinate a politiche strategiche come PAC e coesione, né mettendole in competizione all’interno di un unico contenitore.
Le nuove sfide richiedono nuove risorse e su questo sarà fondamentale il negoziato dei prossimi mesi.
È su questa linea che continuerò a lavorare a Bruxelles, per garantire all’agricoltura risorse adeguate, regole chiare e maggiore tutela per chi produce, portando nelle istituzioni europee le esigenze che raccolgo direttamente dalle imprese e dagli agricoltori dei nostri territori.









