Con il via libera definitivo del Senato al disegno di legge delega sul nucleare sostenibile, l’Italia compie un passo strategico verso una maggiore autonomia energetica e apre una nuova fase dopo decenni in cui il tema è rimasto sostanzialmente fermo.
Il provvedimento affida ora al Governo il compito di definire il quadro normativo necessario per il ritorno del nucleare nel nostro mix energetico, con particolare attenzione alle tecnologie di nuova generazione, alla sicurezza e alla gestione dell’intero ciclo.
È una scelta che Forza Italia ha sostenuto con convinzione definendo il voto definitivo una giornata storica per il Paese. L’obiettivo non è contrapporre il nucleare alle rinnovabili, ma costruire un sistema energetico più equilibrato e sicuro, riducendo la dipendenza dalle forniture estere.
Una direzione coerente con il percorso intrapreso anche a livello europeo, dove il nucleare è stato incluso, a determinate condizioni, nella Tassonomia UE degli investimenti sostenibili e la Commissione europea ha rafforzato il proprio impegno sulle tecnologie di nuova generazione con una strategia dedicata agli Small Modular Reactors (SMR), riconoscendone il possibile contributo alla decarbonizzazione, alla sicurezza energetica e alla competitività industriale.
Di questi temi ho avuto modo di confrontarmi anche a Formello, in occasione della rassegna “Itaca – Viaggio tra le idee”, con il Senatore Claudio Fazzone, primo firmatario di una delle proposte legislative iniziali e relatore di maggioranza del testo finale in Senato.
Un confronto nel quale ho ribadito la necessità di guardare al nucleare di nuova generazione come parte di una strategia energetica più ampia, insieme alle fonti rinnovabili, soprattutto in un contesto internazionale nel quale instabilità e tensioni geopolitiche rendono sempre più importante ridurre la nostra dipendenza dall’estero.
Con questa legge non si costruiscono domani nuove centrali, ma si creano le condizioni normative per valutare tecnologie e progetti e programmare il futuro energetico del Paese con una prospettiva di lungo periodo.
Autonomia energetica, innovazione, rinnovabili e nucleare di nuova generazione devono procedere insieme, seguendo quel principio di neutralità tecnologica che deve guidare anche la transizione europea, per rafforzare la sicurezza e la competitività dell’Italia e dell’intera Unione.









