Salvatore De Meo
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INTERVISTE E RASSEGNA STAMPA

INTERVISTE E RASSEGNA STAMPA

Qui potrai guardare tutte le mie interviste, i miei interventi al Parlamento europeo a Bruxelles, in plenaria a Strasburgo e nelle varie trasmissioni televisive e radiofoniche. Potrai, inoltre, ascoltare i miei podcast e leggere la rassegna stampa con gli articoli di giornale che mi riguardano.

INTERVISTE

WEB

GIORNALI

L’IMPORTANZA DI CONOSCERE E SFRUTTARE LE OPPORTUNITA’ DELL’UE: IL CORSO DI EUROPROGETTAZIONE

L’IMPORTANZA DI CONOSCERE E SFRUTTARE LE OPPORTUNITA’ DELL’UE: IL CORSO DI EUROPROGETTAZIONE

Troppo spesso non riusciamo a utilizzare le tante opportunità che l’Europa ci offre, sotto forma di finanziamenti, per la difficoltà di riuscire a verificare la fattibilità di un progetto e la possibile candidatura ad un determinato bando. Il secondo Corso di Europrogettazione che ho organizzato per i giovani che intendessero affacciarsi a questa nuova professione ha avuto, unitamente al primo, un enorme successo con una grande ed attiva partecipazione di tanti ragazzi e ragazze. Oggi siamo tutti più consapevoli che l’impegno concreto con il quale l’Europa interviene per l’attuazione delle sue politiche è attraverso i programmi comunitari con un investimento di ingenti risorse per azioni mirate e obiettivi da raggiungere. I fondi dell’UE vengono distribuiti attraverso finanziamenti diretti e indiretti e questo Corso di Europrogettazione, supportato anche dalla partecipazione di molti relatori esperti, è stata un’opportunità per capire concretamente come accedere ai vari bandi offrendo una formazione qualificata e aggiornata con esercizi di pratica sulla progettazione europea. I partecipanti, infatti, hanno potuto avere un approccio teorico e pratico ai programmi come Horizon Europe (ricerca e innovazione), il Fondo InvestEU (sostenibilità, PMI e innovazione), LIFE (in risposta alle sfide in campo ambientale e climatico) ed Erasmus Plus (studio, tirocini, scambi di giovani, formazione e sport). Sono rimasto positivamente sorpreso dalla determinazione dei ragazzi in un campo che fino a qualche anno fa era per tanti completamente nuovo. La loro curiosità, la loro voglia di conoscenza e di essere partecipanti effettivi ed attivi dell’Europa mi ha fatto capire quanto sia sempre importante dare loro i mezzi per poter essere costantemente protagonisti di oggi e del loro futuro che è anche il nostro. Durante il corso i partecipanti hanno potuto anche conoscere e consultare la mia piattaforma www.insiemeineuropa.it, realizzata in collaborazione con il Gruppo del Partito Popolare Europeo, proprio per favorire a tutti la conoscenza delle varie opportunità dei tanti bandi europei, nazionali e regionali. La piattaforma viene costantemente aggiornata e, una volta effettuata la registrazione, l’accesso consente di ricevere, automaticamente e gratuitamente, le notifiche di tutti i bandi relativi alle diverse aree tematiche, come l’agricoltura, il turismo, lo sport o la cultura, indicate in fase di registrazione. A tutti i ragazzi che hanno partecipato a questo secondo Corso di Europrogettazione rinnovo i miei complimenti e, a chi volesse partecipare in futuro al prossimo, ribadisco l’invito a tenere costantemente d’occhio la piattaforma Insieme in Europa per essere sempre aggiornati su tutto.

LA MINACCIA DEL NUTRISCORE PER TUTTI I PRODOTTI EUROPEI

LA MINACCIA DEL NUTRISCORE PER TUTTI I PRODOTTI EUROPEI

Più volte e in più occasioni Forza Italia ha ribadito il suo NO al Nutriscore perché rappresenta un sistema di etichettatura alimenti a semaforo fuorviante e discriminatorio per molti prodotti europei appartenenti alla dieta mediterranea, soprattutto per quelli provenienti dall'agroalimentare italiano che, adottando questo sistema di etichettatura, ne verrebbe fortemente danneggiato. Il Nutriscore, infatti, è un sistema che non informa, ma condiziona il consumatore. Non si basa su criteri scientifici unanimi ed è per questo che va scongiurata la possibilità che esso diventi il modello europeo di etichettatura. A tal proposito, con Antonio Tajani e Herbert Dorfmann, nelle scorse settimane, ho scritto una lettera alla Commissaria europea per la salute e la sicurezza alimentare, Stella Kyriakides, manifestando la forte preoccupazione sulla possibilità che l'Ue possa adottare questo modello di etichettatura alimentare. Il Parlamento europeo ha già espresso la sua posizione alla Commissione ovvero quella di garantire un'etichettatura basata su dati scientifici validi, indipendenti e su una comprovata comprensione da parte dei consumatori. Alla Commissaria Kyriakides, inoltre, abbiamo rappresentato la necessità di un sistema come ad esempio il Nutrinform Battery, sostenuto fortemente dalla delegazione di Forza Italia e da tutti i settori del Made in Italy, in quanto esso garantisce più informazioni per aiutare i consumatori a comprendere meglio i valori nutrizionali guidandoli verso scelte alimentari consapevoli. In ogni caso, voglio sottolineare che qualsiasi sistema venga adottato non potrà prescindere da una più forte ed incisiva azione di educazione alimentare soprattutto tra i giovani che vanno indirizzati ad una alimentazione sana privilegiando i prodotti della dieta mediterranea che l'Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce tra i migliori modelli nutrizionali per la nostra salute.

EMERGENZA SICCITÀ, CONSEGUENZE ALL’AGRICOLTURA E ALL’APPROVVIGIONAMENTO ENERGETICO: L’UE AGISCA SUBITO

EMERGENZA SICCITÀ, CONSEGUENZE ALL’AGRICOLTURA E ALL’APPROVVIGIONAMENTO ENERGETICO: L’UE AGISCA SUBITO

L’emergenza siccità in Europa sta portando gravissime conseguenze all’agricoltura e all’approvvigionamento energetico. L’Europa intera ha risentito, fino a pochi giorni fa, di una straordinaria situazione meteo. Gli ultimi mesi non sono solo stati i più caldi di sempre, ma sono stati tra i più secchi mai registrati con il 47% dell’Europa, ad agosto, in condizioni critiche, il 17% di essa in condizioni di estrema allerta e con un aumento del rischio di siccità in 13 Stati. La siccità non è un problema solo di alcuni Stati e non dobbiamo compiere lo stesso errore fatto di fronte ai primi casi Covid quando si pensava che la pandemia interessasse esclusivamente l’Italia. La siccità e la crisi alimentare sono una sfida comune che va affrontata tutti insieme con un approccio strutturato da parte di tutta l’Unione europea. La delegazione Italiana del PPE e Forza Italia, promotrice anche di un dibattito avvenuto lo scorso luglio in occasione della sessione plenaria, tramite l’intenso lavoro del Presidente Tajani, ha nuovamente posto l’attenzione su questa situazione drammatica chiedendo alla Commissione Ue di agire tempestivamente e dotarsi di un piano a medio e lungo termine per la gestione delle risorse idriche. Giovedì 15 settembre abbiamo votato al Parlamento europeo una risoluzione sulla siccità e gli incendi che rispecchia gli obiettivi indicati dalla nostra Delegazione quali alzare l’attenzione sul fenomeno siccità e sulla drammaticità delle sue conseguenze. “L’Europa non può affrontare il problema delle ricorrenti siccità solo con interventi d’emergenza” - ha sottolineato il coordinatore nazionale di Forza Italia ed eurodeputato del PPE, Antonio Tajani, aggiungendo: “Chiediamo che la Commissione Europea presenti un piano a lungo termine perché l’attuale crisi idrica sta danneggiando in maniera molto seria la produzione agricola in Europa”. La nostra Delegazione ha chiesto alla Commissione europea di adottare un piano invasi che garantisca le forniture idriche durante la stagione della siccità, sia ai cittadini che alle attività agricole, e che, allo stesso tempo, andrebbe a creare un grande progetto di energia pulita e rinnovabile attraverso il sistema dei pompaggi e dei pannelli solari galleggianti. Inoltre, ha chiesto di aumentare gli investimenti nelle nuove tecnologie da applicare all'agricoltura come quelle satellitari per il monitoraggio e lo steering delle risorse idriche che porterebbero a ridurre anche gli sprechi determinando il fabbisogno idrico delle diverse tipologie di coltivazioni e terreni. Forza Italia ritiene anche necessario ed urgente che la Commissione acceleri le nuove tecniche genomiche (TEA), diverse dagli OGM, aumentando quindi la resilienza delle colture europee ai sempre più purtroppo frequenti fenomeni climatici estremi e ai nuovi agenti patogeni. 

STATO DELL’UNIONE, VON DER LEYEN: “VIVA L’EUROPA!”

STATO DELL’UNIONE, VON DER LEYEN: “VIVA L’EUROPA!”

“Questo è il momento di mostrare determinazione, non remissività” – è l’incitazione della Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, all’emiciclo di Strasburgo sullo stato dell’Europa. Un’esortazione decisa e forte. Con la presenza in aula di Olena Zalenska, moglie del Presidente Zelensky, le parole della Presidente von der Leyen hanno puntato a rafforzare il concetto di Europa guardando con audacia al futuro di tutti gli Stati membri. Il suo discorso ha fatto il punto sui risultati conseguiti nell’ultimo anno e presentato le priorità per il successivo, le sfide più urgenti per l’Unione europea e le idee per plasmare il futuro dell’UE: la guerra in Ucraina e la crisi del gas, l’inflazione, le difficoltà economiche e il rischio di una nuova recessione. È quasi scontato dire che viviamo un periodo storico economicamente e politicamente delicato e difficile, ma le parole della Presidente hanno dato un’ulteriore conferma di come l’Europa sia pronta a puntare sul proprio futuro in modo determinato, ambizioso e lungimirante con l’intenzione di vincere le sfide attuali e future in modo coeso e concreto. La Presidente von der Leyen ha parlato di un’Europa che deve continuare ad ottenere la fiducia dei cittadini, lottare per la democrazia e proteggere lo stato di diritto, ma questo sarà possibile solo con un ampio pacchetto, già preventivato dalla Commissione, di nuove iniziative finalizzate a creare strumenti con cui affrontare le crisi in atto e traghettare l'Ue verso la transizione energetica, accelerando così, in primis, la sua autonomia. Per liberare l'Ue dalla sua dipendenza dai combustibili russi, infatti, come affermato dalla stessa Presidente von der Leyen, bisognerà concordare lo stoccaggio congiunto di gas per cui la Commissione ha lavorato in questi mesi al fine di diversificare dalla Russia a fornitori affidabili come Stati Uniti, Norvegia, Algeria. Si è parlato anche di un pacchetto di aiuti per le PMI, necessario per quelle aziende messe in ginocchio sia dalla pandemia che dal rincaro dei prezzi. Questo pacchetto comprenderà una proposta per un insieme unico di norme fiscali rendendo più facile fare affari nella nostra Unione prevedendo meno burocrazia quindi migliore accesso al mercato continentale per milioni di aziende anche familiari. Ciò che il discorso della Presidente von der Leyen ha messo in evidenza è però questo: l’Europa è forte solo se unita. La coesione e l’unione di intenti che hanno permesso all’Europa di gestire la crisi pandemica e che, con le sanzioni alla Russia ed una presa di posizione netta ed atlantista, le stanno permettendo di avere credibilità a livello globale, non devono venire meno perché significherebbe mettere in discussione l’intero progetto europeo. Ho apprezzato l’incitamento incoraggiante della Presidente che ha concluso il suo discorso sullo stato dell’Unione con un eloquente e deciso: “Viva l’Europa!”.

FORZA ITALIA: UNICO PARTITO DI CENTRO ATLANTISTA ED EUROPEISTA

FORZA ITALIA: UNICO PARTITO DI CENTRO ATLANTISTA ED EUROPEISTA

Durante queste elezioni, è stato importante evidenziare, e gli elettori lo hanno coscientemente capito, le radici cristiane e, soprattutto, i valori che sono alla base proprio della politica di Forza Italia e del Partito Popolare Europeo. L’Italia è a pieno titolo parte dell'Europa, dell'Alleanza Atlantica e dell'Occidente. Forza Italia è, da sempre, sostenitrice e promotrice di questi valori e di quelli fondanti dell’Unione Europea, ma, soprattutto di quei principi che caratterizzano il Partito Popolare Europeo che, non a caso, è stato inserito anche nel logo del partito. Come sempre ribadito anche dal Presidente Berlusconi, sarà ora più che mai costante l’impegno di far valere nel centro destra di governo i principi liberali, cristiani, garantisti ed europeisti che sono alla base della nostra azione politica. È arrivato il momento di rendere fattivamente l’Italia protagonista nell’Unione europea rimuovendo qualsiasi perplessità sul suo posizionamento europeista, come qualcuno aveva incoscientemente provato a fare in campagna elettorale, promuovendo, invece, ogni azione necessaria per rendere l’Europa più solidale, vicina agli Stati membri ed ai cittadini, ma, soprattutto, più forte e credibile nei confronti di tutti i partner mondiali. Forza Italia continuerà ad essere uno dei perni del PPE e del governo italiano poiché rappresenta per il nostro Paese la forza maggiore nelle istituzioni comunitarie, ai vertici della Commissione europea e del Parlamento Ue, nonché la forza di maggioranza relativa all'assemblea di Strasburgo con l’obiettivo costante di garantire, anche a nome della coalizione di centro destra, l'appartenenza all'Europa, alla Nato, all'Occidente.

ELEZIONI 2022: LA VITTORIA DEL CENTRODESTRA, LA CONFERMA DI FORZA ITALIA

ELEZIONI 2022: LA VITTORIA DEL CENTRODESTRA, LA CONFERMA DI FORZA ITALIA

Le ultime elezioni in Italia hanno delineato un quadro preciso di quella che è la volontà degli italiani con la vittoria del centrodestra e la conferma di Forza Italia come partito determinante per il nuovo esecutivo. Forza Italia ha presentato liste forti e competitive, privilegiando la qualità, proponendo agli elettori nomi di alto profilo, donne e uomini che hanno dimostrato competenza e coerenza, onestà e impegno, ed un programma di governo che prevede meno tasse, meno burocrazia, meno processi, più sicurezza, l’importanza e la tutela dei giovani, la rilevanza degli anziani e dei bisognosi, l’ambiente e la politica estera. I cittadini italiani hanno saputo scegliere la credibilità, la serietà, l’efficienza, la coerenza e la concretezza. Forza Italia, infatti, con il grande impegno profuso dal nostro Presidente Silvio Berlusconi e dal coordinatore nazionale Antonio Tajani, nonché con il lavoro sul territorio di tutti i candidati, gli eletti ed i dirigenti di ogni livello, ha saputo spiegare e motivare le ragioni di un voto utile non solo per vincere le elezioni, ma per iniziare un’esperienza di governo stabile del Paese sulla base di scelte politiche responsabili e proposte pragmatiche che sappiano dare risposte concrete alle esigenze dei cittadini. È necessario adesso sostenere imprese e famiglie per affrontare il caro bollette ed aumentare la capacità di spesa dei lavoratori, ma anche lavorare su una riforma fiscale e del lavoro che permetta alle nostre aziende di essere sempre più competitive anche in previsione delle sfide europee della transizione verde e digitale. Forza Italia, nella coalizione, ha portato i suoi principi fondanti rappresentando i valori liberali, cristiani, europeisti, atlantisti e garantisti dimostrando di essere la parte moderata e liberale che potrà garantire un autorevole interlocuzione del prossimo governo con l’Europa e con l’alleanza atlantica. La fiducia ottenuta da Forza Italia da tantissimi italiani va interpretata, a mio avviso, proprio come mandato per garantire che la coalizione del centro destra resti compatta, moderata e, soprattutto, non perda mai il suo chiaro posizionamento in Europa.

FORZA ITALIA RAPPRESENTA IL PARTITO POPOLARE EUROPEO

FORZA ITALIA RAPPRESENTA IL PARTITO POPOLARE EUROPEO

L’Italia è a pieno titolo parte dell'Europa, dell'Alleanza Atlantica e dell'Occidente. Forza Italia è da sempre sostenitrice e promotrice di questi valori e di quelli fondanti dell’Unione Europea, ma, soprattutto di quei principi che caratterizzano il Partito Popolare Europeo. La scelta di inserire nel logo di Forza Italia il riferimento al PPE dimostra proprio il legame tra i valori del Partito Popolare Europeo, che in tutt’Europa rappresenta il centro, e quelli di Forza Italia che, come lo stesso Presidente Berlusconi ha più volte sottolineato, è, ad oggi, testimone della tradizione liberale, cristiana e atlantista quindi la vera alternativa alla sinistra anche in Europa.

Forza Italia è uno di quei partiti che ha spinto l'Ue a passare da una visione meno rigorosa ad una più solidale senza la quale non si sarebbe arrivato al Recovery plan, alla sospensione del patto di stabilità, ma, soprattutto, ad una maggiore fiducia nelle stesse Istituzioni europee. Per questo motivo, Forza Italia può e deve continuare ad essere uno dei perni nel PPE e nel governo italiano poiché rappresenta per il nostro Paese la forza maggiore nelle istituzioni comunitarie, ai vertici della Commissione europea e del Parlamento Ue, nonché la forza di maggioranza relativa all'assemblea di Strasburgo con l’obiettivo costante di garantire, anche a nome della coalizione di centro destra, l'appartenenza all'Europa, alla Nato, all'Occidente.  

Il 25 settembre sarà importante quindi rimarcare le nostre radici cristiane e, soprattutto, i valori che sono alla base proprio della politica di Forza Italia e del Partito Popolare Europeo.

Bisognerà lavorare affinché l’Europa diventi protagonista nello scacchiere mondiale con i suoi valori liberali e cristiani che si identificano con la cultura di Forza Italia.

Non possiamo farci trovare impreparati e senza una visione europea concreta, coesa e lungimirante. Proprio per questo motivo, è necessario che queste elezioni diano uno slancio maggiore all’Italia, sia in ottica europea che in ottica globale, e questo può essere garantito solo scegliendo e votando Forza Italia, unico partito davvero atlantista ed europeista.

L’IMPORTANZA DEL VOTO ANCHE PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO, AMBASCIATORI DEL MADE IN ITALY

L’IMPORTANZA DEL VOTO ANCHE PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO, AMBASCIATORI DEL MADE IN ITALY

Sono circa 6 milioni gli italiani nel mondo che saranno chiamati a votare per eleggere i loro rappresentanti nel Parlamento italiano. Forza Italia avrà propri candidati anche nella circoscrizione estera nella lista unitaria del centro destra “Salvini, Berlusconi, Meloni”.

Crediamo fortemente nel rapporto con i nostri connazionali nel mondo che, con le loro esperienze umane e professionali, rappresentano i veri ambasciatori del “Made in Italy”, messaggeri e promotori anche dei nostri valori, dei nostri principi e della storia culturale e sociale del nostro Paese. Il Presidente Berlusconi è stato il primo a riconoscerne l’importanza tanto da istituire uno specifico Ministero, poi soppresso, che lo stesso Berlusconi ha proposto di nominare nuovamente in caso di vittoria.

Abbiamo scelto candidati radicati nelle comunità italiane nel mondo, con la necessaria esperienza per poter rappresentare e far crescere Forza Italia anche all’estero.

 

I CANDIDATI DI FORZA ITALIA ALL’ESTERO SONO:

  1. ANTONIO CENINI - Europa (Camera);
  2. LUIGI BILLE’ - Europa (Senato);
  3. FUCSIA NISSOLI FITZGERALD - America Nord e Centro (Camera);
  4. ANDREA DORINI - America meridionale (Camera);
  5. ROCCO PAPAPIETRO - Asia, Antartide, Oceania e Africa (Camera).

 

Per sostenere i nostri candidati è necessario scrivere il loro cognome vicino al simbolo “Salvini, Berlusconi, Meloni”.

Gli italiani all'estero iscritti AIRE e quelli momentaneamente residenti all’estero che hanno fatto richiesta all’ufficio elettorale del proprio comune, voteranno per corrispondenza tramite un plico contenente la scheda elettorale che arriverà loro nella prima decade di settembre e che, tramite posta, dovrà poi pervenire alla sede consolare competente entro il 22 settembre.

L’Italia ha bisogno di validi rappresentanti all’estero e i candidati di Forza Italia hanno tutte le caratteristiche per essere validi ambasciatori del nostro Paese.

FORZA ITALIA: PARTITO GARANTE DEI VALORI LIBERALI, CRISTIANI ED EUROPEISTI NEL SISTEMA POLITICO ITALIANO

FORZA ITALIA: PARTITO GARANTE DEI VALORI LIBERALI, CRISTIANI ED EUROPEISTI NEL SISTEMA POLITICO ITALIANO

Il prossimo 25 settembre gli italiani saranno chiamati ad eleggere il nuovo Parlamento che dovrà sostenere il nuovo Governo. È un appuntamento che anticipa la prevista data della primavera 2023 a causa di una crisi di Governo che, non posso non ricordare, è stata determinata dal comportamento irresponsabile del Movimento 5 Stelle. Tutti ricorderanno, infatti, che sul voto di fiducia, posto dal Governo Draghi sul c.d. “Decreto aiuti bis”, nato per dare un concreto aiuto alle imprese e famiglie italiane in difficoltà per la crisi in atto, i parlamentari pentastellati hanno abbandonato l’aula venendo meno all’impegno assunto con le altre forze politiche a sostegno del Governo di unità nazionale. Conseguentemente il presidente Draghi, pur avendo ottenuto la fiducia sul citato “Decreto aiuti bis”, ha presentato le sue dimissioni al Capo dello Stato Mattarella il quale ha rimesso al Parlamento per la verifica della relativa e necessaria maggioranza politica. A fronte di ciò, Forza Italia e Lega che, è importante sottolineare, non hanno mai fatto mancare la fiducia a Draghi votandola per ben 55 volte, hanno semplicemente ribadito la loro disponibilità a sostenere un Governo Draghi bis senza i 5 Stelle. Tale condizione non è stata gradita dal Partito Democratico che ha, invece, chiesto di proseguire tutti insieme, compresi i 5 Stelle, come se nulla fosse successo.
Andare al voto è stata l’unica decisione democratica e liberale per i cittadini italiani che adesso potranno scegliere chi avrà l’onore e l’onere di rappresentarli al Governo tramite le prime elezioni politiche dopo il taglio dei parlamentari.
In questa competizione Forza Italia, ancora una volta, sarà il perno di una coalizione di centrodestra che comprende anche Lega, Fratelli d’Italia e una lista centrista.
Forza Italia, nella coalizione, porta i suoi principi fondanti rappresentando i valori liberali, cristiani, europeisti, atlantisti e garantisti. La coalizione è denominata di centro destra perchè c’è Forza Italia che rappresenta il centro, la parte moderata e liberale, e sarà determinante non solo per vincere, ma, soprattutto, per garantire un autorevole interlocuzione del prossimo Governo con l’Europa e con l’alleanza atlantica.
Il programma di Governo che Forza Italia ha presentato per le prossime elezioni è ambizioso e, come lo ha definito lo stesso Berlusconi, “avveniristico”. Si baserà su otto punti chiave: meno tasse, meno burocrazia, meno processi, più sicurezza, l’importanza e la tutela dei giovani, la rilevanza degli anziani e dei bisognosi, l’ambiente e la politica estera. Per questo motivo, Forza Italia ha presentato liste forti e competitive, privilegiando la qualità, proponendo agli elettori nomi di alto profilo, donne e uomini che hanno dimostrato competenza e coerenza, onestà e impegno. Vogliamo essere protagonisti anche in questa campagna elettorale con le idee, la professionalità e la concretezza che ci hanno sempre contraddistinto. Purtroppo, quello che forse preoccupa maggiormente è il possibile assenteismo.
In un momento storico, politico e sociale, così difficile e delicato, io spero che ogni cittadino voglia, invece, fare la sua parte. Agli indecisi ed a coloro che pensano di non andare a votare rivolgo un appello a scendere in campo per prendere decisioni coscienziose che riguarderanno anche e soprattutto il loro futuro, quello delle loro famiglie e del lavoro in generale. A loro rivolgo l’invito a scegliere e sostenere Forza Italia per realizzare programmi concreti per l’Italia con meno tasse, più pensioni, meno burocrazia, più opportunità per i giovani, giustizia più equa, europeismo e atlantismo.
Siamo pronti alla sfida decisiva per tornare alla guida del Paese.
Il centrodestra deve e può vincere queste elezioni solo con il ruolo determinante di Forza Italia!

DI SEGUITO I LINK PER VEDERE I PROGRAMMI POLITICI ED I CANDIDATI ALLE PROSSIME ELEZIONI:

 

PROGRAMMA POLITICO DI FORZA ITALIA: https://bit.ly/3cf9E0U

 

PROGRAMMA CENTRODESTRA (MELONI, BERLUSCONI, SALVINI): https://bit.ly/3KgfPyh

 

LISTA CANDIDATI ELEZIONI POLITICHE: https://bit.ly/3AFeLRm

INTERVISTE E RASSEGNA STAMPA

INTERVISTE E RASSEGNA STAMPA

Qui potrai guardare tutte le mie interviste, i miei interventi al Parlamento europeo a Bruxelles, in plenaria a Strasburgo e nelle varie trasmissioni televisive e radiofoniche. Potrai, inoltre, ascoltare i miei podcast e leggere la rassegna stampa con gli articoli di giornale che mi riguardano.

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FIT FOR 55: I PROSSIMI PASSI PER LA TRANSIZIONE VERDE

FIT FOR 55: I PROSSIMI PASSI PER LA TRANSIZIONE VERDE

L’attuale problema della siccità ha posto più che mai come priorità per l’Europa il cammino verso la transizione verde. Con la normativa europea sul clima, nel quadro del Green Deal europeo, l'UE si è posta l'obiettivo vincolante di conseguire la neutralità climatica entro il 2050. Ciò richiederà, nei prossimi decenni, una considerevole riduzione degli attuali livelli di emissioni di gas a effetto serra. Come passo intermedio verso la neutralità climatica, l'UE ha innalzato la sua ambizione in materia di clima per il 2030, impegnandosi a ridurre le emissioni di almeno il 55% entro il 2030. Noi del gruppo del Partito Popolare Europeo siamo fortemente convinti che il pacchetto Fit for 55 debba apportare innovazione e sicurezza rafforzando la competitività, salvaguardando e creando posti di lavoro in Europa. Allo stesso modo però riteniamo che sia cruciale riuscire ad avere un equilibrio tra le aspirazioni green dell’Ue e la tutela del nostro sistema produttivo. Nel mezzo della guerra russa in Ucraina e della relativa crisi energetica, vogliamo che le aziende europee di tutti i settori possano continuare il loro ciclo di produttività senza che le proprie catene di approvvigionamento vengano interrotte. Purtroppo le misure approvate non soddisfano totalmente le ambizioni di Forza Italia, in particolare alla luce delle difficoltà che le imprese italiane, nello specifico quelle del settore dell’acciaio, dovranno affrontare nell’applicare alcune misure che risultano limitanti per la produzione e la crescita dei posti di lavoro.

IL PROBLEMA DEL GAS E I PIANI DI APPROVVIGIONAMENTO

IL PROBLEMA DEL GAS E I PIANI DI APPROVVIGIONAMENTO

La situazione energetica europea ha subito nelle ultime settimane un’escalation preoccupante dovuta in particolare alla riduzione dei flussi di gas proveniente dai maggior gasdotti russi. I ricatti, non troppo velati, da parte della Russia e le ripercussioni dovute allo stop di Nord Stream 1 si sono subito sentite anche in Italia, dove l’esportatore russo Gazprom sta fornendo ad Eni volumi di gas pari a circa 21 milioni di metri cubi al giorno, rispetto a una media delle ultime settimane pari a circa 32 milioni di metri cubi. I livelli di allerta sono alti, il ministro per la transizione ecologica, Roberto Cingolani, sta promuovendo una campagna di risparmio di acqua e gas con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini ad un comportamento equilibrato e parsimonioso nel loro utilizzo. Per far fronte a questa preoccupante crisi energetica, la Commissione europea ha proposto di aumentare i massimali autorizzati nel quadro temporaneo di crisi sugli aiuti di Stato per sostenere le imprese e i settori più colpiti dal caro energia esacerbato dalla guerra in Ucraina e per sostenere gli importanti e urgenti obiettivi del Piano RE Power EU di accelerare la diversificazione degli approvvigionamenti energetici. Forza Italia ha espresso grande preoccupazione per la questione energetica. Lo scenario che si sta prefigurando per i mesi invernali richiede misure tempestive ed efficaci. Il rischio di avere temperature all’interno delle case più basse di almeno 2 gradi, uffici pubblici chiusi anticipatamente e riduzioni di gas ed elettricità per le imprese, è molto concreto. Per far fronte a tutto ciò, Forza Italia ha proposto già da tempo l’introduzione di un tetto al prezzo del gas. Servono misure nuove ed urgenti e questo rappresenterebbe uno strumento indispensabile per difendere i nostri cittadini dall’inflazione galoppante e da una situazione di estrema incertezza economica. Abbiamo bisogno, inoltre, di assicurare che il fabbisogno energetico italiano comprenda fonti energetiche funzionali. Anche per questo motivo, Forza Italia ha votato favorevolmente all’introduzione di gas e nucleare all’interno della proposta sulla Tassonomia. È fondamentale, infatti, prevedere la possibilità di finanziare anche gas e nucleare come fonti di energia pulite e tenere lontano un ambientalismo ideologico che rischia di provocare un grave danno alla nostra economia.

UNA RETE DEI TRASPORTI PIÙ ACCESSIBILE E SOSTENIBILE: APPROVATA LA MIA RELAZIONE SULLO SVILUPPO DEL TEN-T

UNA RETE DEI TRASPORTI PIÙ ACCESSIBILE E SOSTENIBILE: APPROVATA LA MIA RELAZIONE SULLO SVILUPPO DEL TEN-T

Nei mesi scorsi la Commissione IMCO, di cui sono componente, è stata chiamata ad esprimere un parere sulla proposta di modifica del Regolamento sulla rete trans-europea di trasporto, la cosiddetta TEN-T. In qualità di relatore ho evidenziato come per il rafforzamento del mercato unico europeo sia necessaria una rete dei trasporti europea efficiente e ben sviluppata. La rete TEN-T, infatti, si propone di favorire la mobilità di persone, beni e servizi tra gli Stati membri, ma deve essere potenziata ulteriormente per poter garantire una migliore accessibilità, inclusività e sostenibilità al fine di rafforzare la crescita, l'occupazione e la competitività dell'Unione europea. Per questo motivo, come sottolineato nel mio intervento in Commissione, credo sia importante rendere le infrastrutture ed i servizi più accessibili e fruibili tenendo ben presente anche le persone affette da disabilità e mobilità ridotta. Durante il mio intervento, ho ritenuto necessario anche sottolineare come l’accesso alle reti debba essere garantito in modo libero in tutti gli Stati membri e che debba essere fondamentale stanziare sufficienti finanziamenti per garantire la costruzione ed il mantenimento delle infrastrutture permettendo anche alle aziende dei trasporti di pianificare investimenti a lungo termine. Infine, ho concluso il mio intervento sottolineando la necessità di assicurare un migliore accesso ai corridoi europei di trasporto alle piccole e medie imprese che spesso si trovano in centri produttivi periferici o in zone più remote. Per questo motivo ritengo che sarà fondamentale creare una sinergia tra gli investimenti strutturali europei per la realizzazione della rete TEN-T e gli investimenti nazionali, inclusi i Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza. La redazione del parere affidatami dalla Commissione IMCO è stata occasione di un’interessante confronto con tutti i relatori ombra degli altri gruppi politici con i quali abbiamo condiviso il mio testo finale che è stato approvato dalla Commissione nella seduta di luglio.

SICCITÀ E AGRICOLTURA, L’UE OTTIMIZZI LE RISORSE IDRICHE: IL MIO INTERVENTO IN PLENARIA

SICCITÀ E AGRICOLTURA, L’UE OTTIMIZZI LE RISORSE IDRICHE: IL MIO INTERVENTO IN PLENARIA

Non ci sono dubbi sul fatto che questa sia l’estate più calda in assoluto: non solo in Italia, ma anche in tutta Europa le temperature roventi stanno provocando danni a tanti settori, in primis a quello agricolo. Alla morsa del caldo anomalo, che di fatto stringe l’Italia intera da mesi, si somma il conseguente problema della siccità causato proprio dalle temperature eccessivamente alte. Durante i lavori della plenaria a Strasburgo ho evidenziato proprio questo dato sollecitando l’Europa a predisporre interventi che, oggi più che mai, sono necessari ed urgenti per arginare in parte la profonda crisi che le nostre aziende agricole ed i produttori stanno vivendo. Come se non bastasse, il settore agricolo è stato anche colpito dall’esplosione dei costi di produzione in agricoltura, innescata dallo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina. Se, infatti, il caldo e la siccità hanno determinato, tra le altre cose, un generale calo delle rese seguito da un notevole aumento dei prezzi al consumo, il rincaro ai costi ha portato un gran numero di aziende agricole a operare in condizioni di crescente difficoltà. A Strasburgo, ho voluto evidenziare, davanti a tutto l’emiciclo, il bisogno di un approccio europeo basato su azioni concrete per ottimizzare le risorse idriche come quella indispensabile di modernizzare e realizzare nuove infrastrutture, nazionali ed europee, anche a servizio di più Stati, che aumentino le riserve d'acqua per renderle disponibili all’occorrenza in base ad un sistema di solidarietà. L’Europa ha investito molto in innovazione e ricerca, ma dobbiamo favorire un miglior utilizzo delle nuove tecnologie e dei dati dello spazio per gestire, in modo appropriato e responsabile, le risorse idriche che, a quanto pare, non sono inesauribili. L’emergenza siccità coincide, inoltre, con la recente decisione della Commissione di ridurre i fitofarmaci e limitare l’uso dei pesticidi. Per compensare queste misure, è necessaria una normativa europea per l’utilizzo di Tecnologie di Evoluzione Assistita (TEA), completamente diverse dagli OGM, che permettano di avere colture più resistenti sia ai nuovi agenti patogeni sia ai sempre più frequenti fenomeni di siccità. L’agricoltura europea sta attraversando una fase delicata e, se vogliamo garantire il progresso e sostenere la sua transizione verde, dobbiamo preoccuparci ora di come evitare un’emergenza idrica che ne determinerebbe il collasso e, di conseguenza, la dipendenza alimentare dell’Ue dai Paesi terzi.

L’IMPORTANZA DI SAPER CONOSCERE I FINANZIAMENTI EUROPEI PER POTERNE USUFRUIRE

L’IMPORTANZA DI SAPER CONOSCERE I FINANZIAMENTI EUROPEI PER POTERNE USUFRUIRE

Tantissime volte ho sottolineato come, negli anni scorsi, i cittadini, anche per un distorto dibattito politico, avessero maturato la percezione di un’Europa distaccata e lontana. Con l’emergenza Covid l’UE ha mostrato, invece, una pronta reazione sia in campo sanitario che in campo economico e sociale e questo ha contribuito ad una diversa percezione dell’Unione europea. Sempre più cittadini, infatti, hanno cominciato ad acquisire la consapevolezza di far parte di un progetto grande e ambizioso. L’Europa è sempre stata una grande opportunità pur presentando, a mio avviso, una serie di criticità che vanno affrontate e superate per rafforzare un progetto di integrazione e coesione, tra gli Stati e tra i cittadini: questa resta l’unica strada percorribile per superare le grandi sfide presenti e future. Tra le varie opportunità offerte dall’UE non possiamo non riconoscere che, negli anni, sono state molte le risorse economiche messe a disposizione tramite i bandi europei, ma anche che, purtroppo, non sempre i bandi sono stati utilizzati adeguatamente dai cittadini, dalle imprese, dagli Enti locali e dalle Associazioni. In questo momento l’Italia, in aggiunta alle tante risorse dei Fondi strutturali e sociali, nell’ambito del Next Generation EU, ha ricevuto circa 200 miliardi di euro per la realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Sono tante le risorse a disposizione ma c’è sempre il rischio che la mancata conoscenza dei vari bandi e la scorsa competenza su come proporre progetti credibili rappresentino un serio rischio per il loro utilizzo. L’Italia, infatti, risulta ancora tra gli Stati membri che sfrutta meno le risorse europee. Per questo motivo ho pensato alla creazione della mia piattaforma www.insiemeineuropa.it, strutturata come uno strumento per essere costantemente informati e aggiornati sui finanziamenti diretti e indiretti, sui bandi europei, nazionali e regionali. L’iscrizione è gratuita e consente di ricevere automaticamente, via mail, tutte le notifiche dei bandi di proprio interesse. Allo stesso tempo, ho organizzato anche corsi di formazione in euro progettazione proprio per offrire le conoscenze e le competenze professionali che possano poi consentire un miglior accesso ai fondi europei. 

INTERVISTE E RASSEGNA STAMPA

INTERVISTE E RASSEGNA STAMPA

Qui potrai guardare tutte le mie interviste, i miei interventi al Parlamento europeo a Bruxelles, in plenaria a Strasburgo e nelle varie trasmissioni televisive e radiofoniche. Potrai, inoltre, ascoltare i miei podcast e leggere la rassegna stampa con gli articoli di giornale che mi riguardano.

INTERVISTE

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GIORNALI

EDUCARE I GIOVANI A DIVENTARE CONSAPEVOLI DELLE LORO SCELTE ALIMENTARI

EDUCARE I GIOVANI A DIVENTARE CONSAPEVOLI DELLE LORO SCELTE ALIMENTARI

Il Parlamento europeo sta discutendo il nuovo programma per gli schemi scolastici e l’alimentazione ed io sono stato nominato dal PPE come relatore ombra per supportare il relatore principale. Da un primo approccio al testo io credo che sia importante che il Parlamento europeo esprima una posizione forte, finalizzata a diminuire le divergenze tra gli Stati membri, ma allo stesso tempo salvaguardare le tradizioni alimentari locali e territoriali. Il programma in questione si propone la priorità di educare i bambini ad una dieta sana ed equilibrata tramite il maggior consumo di frutta, verdura e latte fresco, al fine di contrastare la tendenza odierna che vede un aumento del consumo degli alimenti trasformati con alti contenuti di zuccheri, sale, grassi e additivi che sono tra le principali cause di patologie importanti come l’obesità. Nel confronto con il relatore ho chiarito che in questo processo decisionale non ci deve essere spazio per ideologie o estremismi. Il nostro obiettivo deve essere quello di educare i giovani a diventare consapevoli delle loro scelte alimentari e dell’importanza di alimenti freschi come frutta, verdura e latte all’interno di una dieta sana. A tal proposito, ritengo che i lavori debbano concentrarsi sulle seguenti priorità: in primis, confermare e rafforzare il programma, valutando un aumento dei finanziamenti a disposizione per raggiungere il maggior numero di allievi. In secondo luogo, rafforzare le misure educative all’interno del programma in modo che il consumo di alimenti freschi non avvenga in modo passivo, ma consapevole, fin dalla prima infanzia. In terzo luogo, riavvicinare i bambini all’agricoltura, facendo vivere le nostre fattorie ed assaggiare i prodotti locali, trasmettendogli l’importanza di questo settore e i benefici alimentari, ma anche culturali che esso dà all’Europa, compreso il settore biologico. Un ulteriore priorità dovrà essere quella di cercare modi per rafforzare il ruolo delle famiglie e delle scuole nell’educazione alimentare dei bambini. Ho evidenziato, infatti, come il programma scuole sia una grande opportunità che vede ingenti risorse destinate ogni anno, ma, nonostante ciò, rimane lontano dalla realtà di tante famiglie e cittadini. Infine, ho proposto di valutare una strategia per accrescere la conoscenza del programma attraverso una giusta comunicazione nonché l’importazione di una corretta attività di monitoraggio per assicurare che le risorse siano spese nel modo corretto.

LE ISOLE DELL’UE E LA POLITICA DI COESIONE

LE ISOLE DELL’UE E LA POLITICA DI COESIONE

Durante i lavori a Strasburgo, abbiamo affrontato la relazione che riconosce l'insularità come uno svantaggio strutturale permanente dimostrato dal fatto che il PIL e il livello di sviluppo delle isole europee sono in ritardo rispetto alla media dell'UE e dei Paesi a cui appartengono. La relazione approvata ha chiesto una risposta migliore alle sfide affrontate dalle isole dell'Ue, siano esse demografiche, economiche, sociali o ambientali. A tal proposito, sono intervenuto in aula per sottolineare come sia purtroppo necessario riconoscere che le politiche di coesione europee non sono riuscite a far fronte in maniera efficace alle diverse criticità socio-economiche dei 20 milioni di cittadini che vivono sulle isole. Tale constatazione merita una profonda riflessione se si considera che proprio dalla piccola isola di Ventotene, circa 80 anni fa, muoveva i suoi primi passi il progetto europeo con il “Manifesto” di Altiero Spinelli con cui si immaginava la realizzazione di un’Europa coesa da un punto di vista politico, sociale e territoriale. Un’Europa in cui tutti i cittadini potessero godere degli stessi diritti e servizi. Ancora oggi, invece, le isole, soprattutto quelle più piccole, soffrono di svantaggi strutturali tra cui la bassa densità di popolazione, il difficile approvvigionamento energetico e idrico nonché l’accesso ai servizi sanitari e culturali, la dipendenza dai trasporti ed un’economia quasi esclusivamente legata al turismo pur avendo tante altre potenzialità. La risoluzione proposta rappresenta un passo importante per la definizione di una strategia che possa colmare il divario socio-economico tre le isole e le aree continentali, garantendo una loro prospettiva di sviluppo anche in ragione delle sfide della transizione verde e digitale, ma, soprattutto, attuando una concreta politica di coesione europea. Abbiamo chiesto alla Commissione che sia elaborato e messo in pratica quanto prima un patto per le isole con la partecipazione delle principali parti interessate, vale a dire autorità nazionali, regionali e locali, operatori economici e sociali e società civile. Inoltre, abbiamo sottolineato che il dialogo con le comunità insulari e tra le medesime è essenziale per favorire la vicinanza al progetto europeo, costruire ponti tra le culture, stimolare l'interesse nei processi decisionali e promuovere la costruzione della stessa Unione europea.

OBIETTIVI CLIMATICI E DI SOSTENIBILITÀ: PER FORZA ITALIA IL PACCHETTO EUROPEO FIT FOR 55 NON SODDISFA

OBIETTIVI CLIMATICI E DI SOSTENIBILITÀ: PER FORZA ITALIA IL PACCHETTO EUROPEO FIT FOR 55 NON SODDISFA

Nel quadro del Green Deal europeo, con la normativa sul clima, l'UE si è posta l'obiettivo di conseguire la neutralità climatica entro il 2050. Ciò richiederà, nei prossimi decenni, una considerevole riduzione degli attuali livelli di emissioni di gas a effetto serra. Come passo intermedio verso la neutralità climatica, l'Europa ha innalzato la sua ambizione in materia di clima per il 2030 impegnandosi a ridurre le emissioni di almeno il 55% entro il 2030 con il pacchetto Fit for 55 che prevede nuove regole concrete per la gestione delle emissioni per i trasporti, l'industria, gli edifici e altri settori. Noi del gruppo PPE siamo fortemente convinti che il pacchetto Fit for 55 debba apportare innovazione e sicurezza rafforzando la competitività, salvaguardando e creando posti di lavoro in Europa. Allo stesso modo però ritengo che sia cruciale riuscire ad avere un equilibrio tra le aspirazioni green dell’Ue e la tutela del nostro sistema produttivo e dei tanti posti di lavoro. Nel mezzo della guerra russa in Ucraina e della relativa crisi energetica, vogliamo che le aziende europee di tutti i settori possano continuare il loro ciclo di produttività senza che le proprie catene di approvvigionamento vengano interrotte. In sede di dibattito, Forza Italia aveva chiesto al Parlamento di modificare la proposta iniziale per arrivare ad un testo che potesse coniugare le ambizioni ambientali senza perdere la competitività. Siamo molto preoccupati, infatti, per l’accordo trovato dal Consiglio europeo che prevede la riduzione del 100% delle emissioni di Co2 entro il 2035 per auto e furgoni nuovi con lo stop alla vendita di vetture a benzina e diesel entro quella data. Come PPE e come FI condividiamo pienamente gli obiettivi del Green Deal per combattere il cambiamento climatico, ma abbiamo una visione diversa sul percorso da compiere per raggiungerli. Siamo convinti che la transizione verde debba essere anche sostenibile da un punto di vista economico. Per questo avevamo proposto di abbassare al 90%, anziché il 100%, la percentuale di veicoli elettrici a partire dal 2035. Questo avrebbe coniugato la graduale sostenibilità ambientale con le esigenze dei sistemi produttivi economici e dei tantissimi posti di lavoro impiegati nel settore dell’auto e, soprattutto, avrebbe evitato una sottomissione alla Cina. La riduzione del 100% delle emissioni al 2035 significherebbe un colpo duro per l’industria dell’automotive che rappresenta un settore fondamentale del manifatturiero italiano ed europeo.

IL PROBLEMA DELLA SICCITÀ E LE PROPOSTE DI FORZA ITALIA

IL PROBLEMA DELLA SICCITÀ E LE PROPOSTE DI FORZA ITALIA

Le temperature elevate ben oltre il livello medio del periodo e la carenza di piogge hanno portato alla luce il problema sempre più diffuso della mancanza d’acqua e, di conseguenza, dell’emergenza siccità. Ciò sta interessando soprattutto l’agricoltura che, negli ultimi 20 anni, proprio a causa della siccità, ha subito danni per oltre 15 miliardi di euro. Inoltre, il nostro Paese ha registrato lo scorso anno ben 9 eventi siccitosi di intensità e durata tale da richiedere lo stato di emergenza. Ricorderemo il 2022 perché, nei soli primi quattro mesi dell’anno, gli eventi climatici estremi in Italia sono aumentati del 29% portando ad una crisi idrica senza precedenti per intensità, estensione e gravità che va ora progressivamente e pericolosamente estendendosi. Il tema della siccità rientra a pieno titolo nella lotta ai cambiamenti climatici per il quale è necessario individuare una strategia comune a livello europeo che prevenga possibili impatti sulla produzione di cibo e di materie prime agricole. Proprio in risposta a questa emergenza di portata storica, nei giorni scorsi, Forza Italia ha consegnato al Presidente Mario Draghi un Piano strategico di contrasto alla siccità con proposte concrete per garantire sostenibilità e resilienza ai territori agricoli ed all’ambiente. Tra le nostre proposte c’è innanzitutto quella di realizzare la costruzione di nuovi invasi, recependo i progetti cantierabili già in possesso dei consorzi di bonifica italiani e chiedendo alla Commissione europea una deroga per l’utilizzo delle risorse del PNRR. Avere più invasi per raccogliere le acque piovane, significa, infatti, produrre energia idroelettrica e fotovoltaica con impianti galleggianti sulla superficie assicurando il rilascio della risorsa in caso di siccità per alimentare i sistemi irrigui e garantire la continuità della produzione agricola. L’emergenza siccità mette in risalto la necessità per l’Europa di definire al più presto una legislazione chiara sull’uso delle Tecnologie di Evoluzione Assistita (TEA), completamente diverse dagli OGM, per avere colture agricole più resilienti sia a nuovi agenti patogeni sia alla sempre più diffusa carenza di acqua. Per questo, Forza Italia ha proposto un dibattito in Parlamento prendendo atto di un’emergenza che non colpisce solo l’Italia ed altri Paesi del Mediterraneo, ma è destinata ad interessare in maniera esponenziale l’intera Europa e quasi la totalità della Terra con gravi ripercussioni socio economiche per tutti.

IL DIRITTO DI INIZIATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO: IL MIO INTERVENTO IN PLENARIA

IL DIRITTO DI INIZIATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO: IL MIO INTERVENTO IN PLENARIA

L’8 giugno, durante i lavori della plenaria a Strasburgo, sono intervenuto per evidenziare l’importanza di riconoscere il diritto di iniziativa legislativa al Parlamento europeo. Se il futuro dell’Europa sta nelle mani dei cittadini, così come emerso dalla Conferenza sul futuro dell’’UE, ritengo che debbano essere i parlamentari europei ad avere il compito di rappresentarli affinché le loro richieste ed aspettative si traducano in soluzioni e provvedimenti concreti. “Come possiamo spiegare ai nostri cittadini che noi, pur essendo l’unico organo istituzionale democraticamente e direttamente eletto da loro, non abbiamo il potere di iniziativa legislativa?” – ho esordito così davanti all’emiciclo. Purtroppo è difficile spiegare ciò e, negli anni, anche questa anomalia ha contribuito ad alimentare il sentimento anti europeo. La Conferenza sul Futuro dell’Europa è stata un momento di riflessione, di incontro e un punto di partenza in vista delle complesse sfide che ci attendono. I cittadini, infatti, hanno accolto con entusiasmo la possibilità di esprimere le proprie preoccupazioni, ma anche le loro ambizioni e sono stati chiari su ciò che si aspettano dall’Unione europea: novità, efficienza e più partecipazione. Le conclusioni della Conferenza hanno evidenziato la necessità di una modifica dei Trattati e come il riconoscimento al Parlamento europeo dell’iniziativa legislativa sia il primo passo da compiere per conferire all’UE una maggiore legittimità democratica ed una forte credibilità tra i cittadini. Sarà un processo complesso ma necessario al fine di rimodellare l’Unione secondo le raccomandazioni e le aspettative dei suoi cittadini che vogliono un’Europa più democratica, sicura, equa, capace di agire e, soprattutto, più influente nel mondo.

Non dobbiamo e non possiamo deluderli.

IL CONGRESSO PPE E LA CENTRALITÀ DI FORZA ITALIA

IL CONGRESSO PPE E LA CENTRALITÀ DI FORZA ITALIA

Il congresso del Partito Popolare Europeo, svoltosi a Rotterdam tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, è stato un’importante occasione di confronto tra tutti i partiti nazionali aderenti al PPE in merito al delicato scenario socio-economico determinato prima dalla pandemia e poi dal conflitto bellico ancora in corso. Abbiamo varato una serie di risoluzioni tra cui quella che ci vede uniti in solidarietà con l'Ucraina per difendere i valori europei dalla guerra russa. Al termine dei lavori, il Partito Popolare ha eletto il suo nuovo Presidente, Manfred Weber, già Presidente del Gruppo al Parlamento europeo, che nel suo discorso ha affermato come il compito principale di tutto il Partito sia in primis quello di combattere la crisi economica e rendere il PPE più riconoscibile nello scenario politico europeo. Il Partito Popolare Europeo rappresenta la famiglia politica più grande del Parlamento e un punto di riferimento nella definizione delle strategie dell’Ue. Non è un caso che le due figure più importanti delle istituzioni europee, la Presidenza della Commissione e del Parlamento, facciano parte della nostra famiglia politica. Il PPE ha la responsabilità, in quanto primo gruppo parlamentare, di favorire il dialogo ed il confronto con gli altri gruppi per condividere azioni strategiche necessarie a rafforzare il progetto europeo che sicuramente presenta delle difficoltà, analizzate anche nei lavori del congresso, verso le quali siamo convinti però si debba reagire con un maggior coinvolgimento dei cittadini, come emerso dai lavori della Conferenza sul futuro dell’Europa. Sempre durante il congresso a Rotterdam, il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, è stato confermato vicepresidente del PPE. La sua rinnovata elezione conferma la vocazione europeista e la centralità di Forza Italia nell’Ue. Ciò si può constatare anche dal fatto che, negli ultimi anni, la nostra delegazione è cresciuta considerevolmente avendo avuto adesioni di parlamentari provenienti da altri schieramenti. Questo risultato rafforza concretamente l'impegno di tutta la delegazione di Forza Italia a lavorare con coerenza e proposizione sia per rafforzare la credibilità dell’Italia all’interno dell’UE sia per avere un'Europa sempre più protagonista nello scacchiere geopolitico globale. Forza Italia, inoltre, è l’unica forza politica italiana del centro destra a far parte del PPE e questo ci rende più consapevoli di avere una grande responsabilità nel dover concorrere alla costruzione di un’Europa migliore. Per fare questo, sappiamo che non bisogna più perdere tempo, ma dobbiamo dare risposte concrete ai cittadini dell’Ue che vogliono un’Europa più vicina nei fatti.

IL MIO SECONDO CORSO DI EUROPROGETTAZIONE APERTO AI GIOVANI: L’EUROPA OFFRE TANTISSIME OPPORTUNITÀ CHE DOBBIAMO SAPERE COGLIERE

IL MIO SECONDO CORSO DI EUROPROGETTAZIONE APERTO AI GIOVANI: L’EUROPA OFFRE TANTISSIME OPPORTUNITÀ CHE DOBBIAMO SAPERE COGLIERE

“Frequentando il corso di Europrogettazione dell’Onorevole De Meo ho capito concretamente che questa è una nuova e fattiva realtà per noi giovani. Ho scoperto, infatti, che la progettazione dei fondi europei e nazionali rappresenta un’opportunità professionale per il futuro e questo primo approccio mi ha dato stimoli per continuare ad ampliare maggiormente le mie conoscenze sulle opportunità dell’Ue. Oggi, infatti, grazie a questo corso, sono convinto di proseguire su questa strada e di far diventare l’europrogettazione il mio lavoro” – questa è una delle tante testimonianze che mi sono arrivate dai ragazzi che hanno partecipato lo scorso anno al primo Corso di Europrogettazione che ho organizzato proprio per far conoscere concretamente le tante opportunità che l’Europa offre a tutti i cittadini e che, a volte, purtroppo, essi non conoscono per cui non riescono a sfruttarle. Il corso ha visto la partecipazione di esperti professionisti del settore che si sono avvicendati nelle lezioni online con l’obiettivo sia di offrire un approccio teorico ai finanziamenti, spiegandone le logiche sottostanti e le principali tipologie, sia di costruire una base pratica tramite l’analisi dei bandi aperti con esercitazioni interattive. Ad oggi, la difficolta maggiore per accedere alle opportunità che l’Europa mette a disposizione dei suoi cittadini resta la competenza a saper verificare la fattibilità di un progetto e la possibile candidatura ad un determinato bando. Per questo motivo, sulla scia del successo del primo corso, ho organizzato, dal 5 al 21 settembre 2022, un secondo Corso di Europrogettazione con l’obiettivo di formare ed avvicinare i giovani a questa professione che pian piano sta diventando sempre più preziosa, basti pensare alla realizzazione delle missioni nei vari PNRR. Il corso è aperto a tutti i giovani fino ai 35 anni che manderanno la propria candidatura entro il 15 luglio. L’obiettivo principale del corso sarà quello di fornire conoscenze e competenze in grado di garantire un migliore accesso ai fondi europei, acquisendo elementi teorici e capacità pratiche nell’analisi e nella lettura dei bandi europei e, successivamente, nella scrittura della candidatura al bando stesso. Io credo che sia importante garantire ai nostri giovani un futuro degno, ma è altrettanto importante anche metterli nella condizione di essere capaci di cogliere tutte le opportunità che l’Europa può offrire.

Link per l’iscrizione: https://www.insiemeineuropa.it/iscrizione-corso-europrogettazione-2022/

Colgo l’occasione per invitare chiunque avesse piacere e non l’avesse ancora fatto ad iscriversi alla mia piattaforma www.insiemeineruopa.it per essere costantemente informati e aggiornati sui finanziamenti diretti e indiretti, sui bandi, sui tirocini formativi, sui concorsi presso le istituzioni UE, sulle occasioni di studio o di lavoro e tanto altro. Questo portale, infatti, rappresenta uno strumento di orientamento ed assistenza nella verifica di fattibilità di un’idea progettuale in linea con i bandi europei prevedendo innanzitutto la possibilità per tutti, in maniera gratuita, di chiedere informazioni e supporto da parte di professionisti e agenzie specializzate.

INTERVISTE E RASSEGNA STAMPA

INTERVISTE E RASSEGNA STAMPA

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PESTE SUINA: L’UE DEVE PRENDERE MISURE MIRATE E STRAORDINARIE PER CITTADINI E ANIMALI

PESTE SUINA: L’UE DEVE PRENDERE MISURE MIRATE E STRAORDINARIE PER CITTADINI E ANIMALI

I casi di peste suina sono una concreta minaccia alla salute animale: la manifestazione di queste malattie animali, come tanti esperti affermano convintamente, è dovuta all’azione dell’uomo sull’ambiente. È un po’ come se, mettendo sotto pressione l’ambiente e gli esseri che ospita, l’uomo favorisca l’emerge di queste patologie come una sorta di boomerang. Al momento, è doveroso sottolinearlo, la situazione in Italia e in Europa è sotto controllo sia dove ci sono i focolai sia dove sono stati trovati animali selvatici positivi. Il problema maggiore sussiste, invece, oltre che per gli animali, anche per l’economia di tutti gli Stati. Ad essere colpito è, infatti, un settore che, tra carni e salumi, solo in Italia vale un fatturato di circa 1,6 miliardi di euro. In merito a tale emergenza, ho presentato un’interrogazione alla Commissione, ma anche condiviso con altri colleghi deputati una lettera nella quale abbiamo sollecitato misure mirate e straordinarie a favore di cittadini e animali che tutelino i territori colpiti e prevengano una ulteriore propagazione del virus che genererebbe conseguenze a livello sociale, alimentare ed economico non indifferenti. Con i nuovi casi accertati di vaiolo delle scimmie, lo scenario epidemiologico, infatti, rischia adesso di diventare più critico e, anche se non c’è alcun pericolo per la salute umana, bisogna tenere alta l’importanza e l’attenzione per tutto il settore zootecnico e per l’economia di tutte le imprese e le attività correlate ad esso.

IL LIVELLO MINIMO DI TASSAZIONE PER I GRUPPI MULTINAZIONALI: IL MIO INTERVENTO IN PLENARIA

IL LIVELLO MINIMO DI TASSAZIONE PER I GRUPPI MULTINAZIONALI: IL MIO INTERVENTO IN PLENARIA

Lo scorso ottobre, i leader dei Paesi del G20 festeggiavano l’accordo politico raggiunto a livello di negoziati OCSE intitolato “Soluzione in 2 pilastri per rispondere alle sfide fiscali derivanti dalla digitalizzazione dell’economia”. Si trattava di definire, attraverso un accordo a livello internazionale fra 137 paesi, un nuovo sistema di tassazione per i gruppi multinazionali capaci di spostare le proprie attività e i propri profitti alla ricerca di vantaggi soprattutto fiscali. A seguito del suddetto accordo, anche in Europa è stata presentata una proposta di Direttiva per l’applicazione uniforme fra gli Stati membri. Questa proposta ricalca fedelmente le regole internazionali, ma prevede che la tassazione minima si applichi non solamente ai gruppi multinazionali, ma anche a quelli composti da più imprese residenti nel medesimo Stato. La proposta però è attualmente bloccata per il veto espresso dalla Polonia durante l’ultimo consiglio ECOFIN dello scorso 5 aprile, ed è diventata oggetto di scambi più o meno espliciti fra i vari stati membri. Nella plenaria di maggio abbiamo discusso proprio in merito alla direttiva sul livello minimo di tassazione per i gruppi multinazionali. Nel mio intervento davanti all’emiciclo, ho commentato come, per molto tempo, abbiamo assistito a forme di concorrenza fiscale sleale soprattutto da parte dei gruppi multinazionali e come finalmente, dopo l’intesa tra la maggioranza dei paesi del G20 e dell’OCSE, l'Europa si stia avviando a recepire questo accordo con cui contrastare l'elusione e l'evasione prevedendo una tassazione minima del 15% per i grandi gruppi. Certo il cammino si prefigura lungo e tortuoso visto che nell’ultima riunione dei ministri europei dell’economia non si è raggiunta un’intesa, evidenziando anche in questo caso la necessità di rivedere alcune regole di funzionamento, prima fra tutte quelle dell’unanimità. Questa riforma si propone di affrontare le sfide fiscali nate dalla digitalizzazione dell’economia, frenando la corsa di alcune nazioni a creare paradisi fiscali che permettono alle imprese multinazionali di ridurre la propria base imponibile, spostando le loro sedi sulla base della convenienza fiscale più favorevole. Con la tassazione minima dei grandi gruppi, soprattutto quelli extra UE e del mondo digitale, le imposte saranno versate nel paese in cui sono localizzati i beni e le attività che generano reddito. Si tratta di una novità epocale per favorire un quadro normativo fiscale più equo, efficace e trasparente e per rendere il mercato unico più forte e competitivo. Nel mio intervento, durante i lavori della plenaria, ho accolto con favore questa proposta auspicando che possa rappresentare un primo passo anche verso la costituzione di un regime unico di tassazione all’interno dell’UE e, in fase di revisione dopo i primi 5 anni, anche più ambizioso dell’attuale 15% per reperire nuove risorse con cui finanziare programmi di intervento, sul modello Next Generation, necessari ad affrontare le tante sfide che ci attendono e rafforzare il progetto europeo. La strada intrapresa è quella giusta, ma c’è ancora molto da fare soprattutto per favorire una riduzione delle tasse all’interno dei singoli Stati e arrivare ad un’armonizzazione dei vari sistemi rendendo realmente più forte il mercato unico europeo.

LA CONFERENZA SUL FUTURO DELL’EUROPA HA CONCLUSO I SUOI LAVORI

LA CONFERENZA SUL FUTURO DELL’EUROPA HA CONCLUSO I SUOI LAVORI

Tutti i cittadini europei protagonisti dell’Europa stessa: è stato un po' questo il leitmotiv che per quasi un anno ha accompagnato i tanti panel di incontri, confronti e discussioni sulla piattaforma predisposta. Un’apertura a chiunque volesse dire la sua o fare proposte volte alla crescita e al miglioramento dell’Ue che ha rappresentato il primo esperimento di democrazia deliberativa e collettiva della storia europea finalizzato a rendere protagonisti i propri cittadini e affacciarsi al futuro con il piglio giusto e con grandi ambizioni. Dopo mesi di lavori in cui ogni cittadino degli Stati membri ha potuto esprimersi e proporsi su diversi argomenti, in una cerimonia di chiusura, il 9 maggio a Strasburgo, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, il presidente Emmanuel Macron, a nome della presidenza del Consiglio, e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen hanno ricevuto dai copresidenti del comitato esecutivo della Conferenza il rapporto finale sui risultati della Conferenza stessa. Questo viaggio senza precedenti di un anno di discussione, dibattiti e collaborazione tra cittadini e politici è culminato in un rapporto incentrato su 49 proposte che includono obiettivi concreti e più di 320 misure per le istituzioni europee da seguire. Tra queste non posso non sottolineare la richiesta dei cittadini di rivedere i Trattati per escludere l'unanimità per le decisioni del Consiglio Ue, la creazione di Forze armate congiunte e la revisione del sistema elettorale europeo con liste transnazionali. Se però prima ci si chiedeva da che parte stessero Consiglio dell’Ue e Commissione, visto che si era solo espresso il Parlamento europeo a favore della revisione dei Trattati, durante la chiusura della Conferenza sul Futuro dell’Europa anche von der Leyen e Macron si sono detti pronti a iniziare questo percorso per il bene della comunità. Macron, inoltre, ha annunciato che durante il Consiglio europeo del 23 e 24 giugno si discuterà della convocazione della Convenzione per iniziare un percorso di revisione dei trattati. Anche la presidente della Commissione ha fissato appuntamenti importanti, assicurando che le proposte dei cittadini già mature verranno subito inserite in agenda e sviluppate. L’auspicio, dopo mesi di lavoro sul futuro dell’Europa, è che la visione dell’Europa del futuro che i cittadini, anche giovanissimi, hanno espresso venga rispettata e, soprattutto, venga realizzata. 

PREZZI AGRICOLI, BLOCCO DELL’EXPORT E RISCHIO PER LA SICUREZZA ALIMENTARE DELL’UE

PREZZI AGRICOLI, BLOCCO DELL’EXPORT E RISCHIO PER LA SICUREZZA ALIMENTARE DELL’UE

La guerra in corso, la forte dipendenza dalle importazioni di energia, fertilizzanti e mangimi, ha ulteriormente aggravato l’aumento dei prezzi agricoli spingendo quello del grano alle stelle. La Russia e l’Ucraina rappresentano un quarto del commercio mondiale di cereali la cui scarsità sui mercati, insieme al caro energia, rappresenta una grave minaccia per la sicurezza alimentare anche per l’Unione europea nel medio e lungo termine. A seguito di una interrogazione fatta con colleghi di Forza Italia – PPE, il Commissario europeo all’agricoltura e lo sviluppo rurale, Janusz Wojciechowski, ha sottolineato che, al momento, la sicurezza alimentare nell'UE non è a rischio, ma anche che l'invasione dell'Ucraina e il forte rialzo dei prezzi delle materie prime a livello mondiale sta mettendo in luce le vulnerabilità del nostro sistema alimentare. Tale situazione preoccupa molto le aziende agricole nonostante siano stati previsti sostegni per 500 milioni di euro, attingendo alla riserva per le crisi, la deroga temporanea ad alcuni obblighi relativi ai pagamenti di inverdimento e il versamento di livelli più elevati di anticipi sui pagamenti diretti e sulle misure di sviluppo rurale. È evidente però che il delicato scenario complessivo richieda una riorganizzazione anche delle varie strategie europee affinché i nostri agricoltori non incontrino ulteriori difficoltà e riducano ulteriormente la loro produzione. Forza Italia sta insistendo a Bruxelles per far capire che, pur condividendo gli ambiziosi obiettivi di sostenibilità, in questa fase è necessario dare il massimo supporto agli agricoltori e creare condizioni per stabilizzare la nostra autonomia alimentare e non essere vulnerabili.

I MERCATI ALL’INGROSSO SONO STATI INSERITI NEL PIANO D’AZIONE PER LO SVILUPPO DELL’AGRICOLTURA BIOLOGICA TRA I SOGGETTI STRATEGICI PER GARANTIRE UNA TRASPARENTE FORMAZIONE DEI PREZZI

I MERCATI ALL’INGROSSO SONO STATI INSERITI NEL PIANO D’AZIONE PER LO SVILUPPO DELL’AGRICOLTURA BIOLOGICA TRA I SOGGETTI STRATEGICI PER GARANTIRE UNA TRASPARENTE FORMAZIONE DEI PREZZI

I regolamenti dell'Unione europea sull'agricoltura biologica sono stati concepiti per fornire una struttura chiara per la produzione di prodotti biologici in tutta l'UE. L'intento è soddisfare la domanda di prodotti biologici affidabili da parte dei consumatori, creando al contempo un mercato equo per i produttori, i distributori e i rivenditori, ma anche coniugando le ambizioni europee con le necessità degli agricoltori e dei territori. Il Parlamento europeo, riunitosi in plenaria a Strasburgo il 4 maggio, ha approvato il nuovo piano d’azione per lo sviluppo dell’agricoltura biologica in Europa che si propone di raggiungere, entro il 2030, il 25% dei terreni agricoli da destinare all'agricoltura biologica per migliorare la sostenibilità del settore e stimolare un maggior consumo di prodotti biologici garantendo ad essi una certificazione europea che dovrà essere maggiormente protetta dalle importazioni dai Paesi terzi. Lo sviluppo dell’agricoltura biologica richiederà investimenti in ricerca, innovazione e tecnologie digitali, ma non possiamo non rilevare che, allo stato attuale, i maggiori costi produttivi si traducono in prezzi dei prodotti più alti. In questo nuovo piano approvato dal Parlamento, è stato anche accolto un mio emendamento nel quale si ribadisce l’importanza dei centri agroalimentari all’ingrosso il cui ruolo viene riconosciuto strategico non solo in termini di produzione e distribuzione dei prodotti biologici, ma anche per la formazione del prezzo nell’ottica di una filiera realmente corta come auspicato dalla strategia “Farm to fork”. Ad oggi, una delle principali preoccupazioni del settore agricolo è il prezzo dei prodotti biologici che non è alla portata della maggior parte delle famiglie e dei consumatori europei. L’obiettivo prioritario deve essere non solo sostenere gli agricoltori verso questa metodologia produttiva, ma garantire una corretta formazione del prezzo per tutelare la loro conoscenza ed il loro consumo. È importante sottolineare l’importanza dei green hubs, già menzionati all’interno della Farm to fork, anche per il loro ruolo nella formazione del prezzo, non solo come garanti di trasparenza, ma anche facilitatori di un sistema agroalimentare più giusto nei confronti degli agricoltori e dei consumatori. L’Italia risulta tra i Paesi europei con il maggior numero di aziende biologiche e sicuramente il nuovo piano favorirà un’ulteriore crescita, ma questa spinta non deve assolutamente far considerare l’agricoltura convenzionale meno rispettosa dell’ambiente né rappresentare una discriminante nella distribuzione dei relativi prodotti.

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