Salvatore De Meo
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INTERVISTE E RASSEGNA STAMPA

INTERVISTE E RASSEGNA STAMPA

Qui potrai guardare tutte le mie interviste, i miei interventi al Parlamento europeo a Bruxelles, in plenaria a Strasburgo e nelle varie trasmissioni televisive. Potrai, inoltre, ascoltare i miei podcast e leggere la rassegna stampa con gli articoli di giornale che mi riguardano.

INTERVISTE

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GIORNALI

IL FUTURO DELL’ITALIA: IL PNRR E LA SCOMMESSA SUI GIOVANI (di Angelo Forte)

IL FUTURO DELL’ITALIA: IL PNRR E LA SCOMMESSA SUI GIOVANI (di Angelo Forte)

L’Italia, dopo la crisi del 2008, non è riuscita a dare le giuste opportunità ai giovani e, il più delle volte, molti di loro sono stati costretti a lasciare lo stivale dirigendosi all’estero in cerca di fortuna. Dopo 12 anni, il Covid ha colpito il mondo rallentando tutti gli sforzi fatti per riprendersi dalla crisi finanziaria. Questa volta però l’Italia non è stata lasciata sola: per la prima volta l’Europa ha compreso l’esigenza di rispettare i valori di unione su cui si basa adottando il Piano straordinario conosciuto come Next Generation Eu. Degli oltre 750 miliardi di euro previsti dal Piano, 191,5 (68,9 miliardi in sovvenzioni a fondo perduto e 122,6 miliardi in prestiti) sono stati destinati all’Italia in risposta alle esigenze proposte dal governo italiano nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza a cui sono stati aggiunti ulteriori 30,6 miliardi di risorse nazionali attraverso un Fondo complementare. Una buona parte delle risorse ricevute, sicuramente, non è un regalo e dovrà essere restituita, entro il 2058, proprio da noi giovani che oggi “dovremmo” poter avere maggiore considerazione essendo gli intestatari del debito. Nel nostro Paese, noi giovani viviamo maggiori difficoltà sia rispetto ai coetanei di altri Paesi europei sia rispetto alla generazione dei nostri genitori. Nel 2020, infatti, il tasso di occupazione della fascia 15 - 29 anni era pari al 29,8%, ben lontano dai livelli di altri Paesi europei (46,1%). Questo perché in Italia ragazzi e ragazze risultano avere accesso a minori opportunità educative e lavorative e sono i più colpiti da condizioni di povertà assoluta. Inoltre, il costante calo demografico ha causato una riduzione del numero di giovani. Tutti fattori che insieme si traducono in una grave mancanza di mobilità sociale e in un sempre più ampio divario intergenerazionale. A tal proposito, molti di noi, pur non avendone compiutamente conoscenza, ripongono grande fiducia nel PNRR nel quale vengono stimate risorse dirette per 21,6 miliardi con moltissime misure che possono influire, anche indirettamente, sugli under 30. Gli interventi del PNRR, secondo le stime del Governo, andranno a prevedere un incremento dell’occupazione giovanile su tutto il territorio nazionale, entro il 2026, di 3,2 punti percentuali. I giovani, grazie alle numerose risorse messe a disposizione dall’Europa e strutturate dal Governo, oggi hanno l’opportunità di scrivere il futuro del nostro Paese. Ad ogni modo, credo che sia necessario che le varie misure previste dal Governo vadano concretamente condivise con i giovani sia nella programmazione che nell’attuazione affinché non sia solo un obiettivo formale ma diventino realtà. Per questo penso che i giovani vadano stimolati ulteriormente e responsabilizzati ad uscire dal loro perimetro che, per quanto possa rappresentare oggi un “comfort zone”, rischia di diventare domani una strettoia dalla quale non tutti sapranno uscire.

CONGRESSO FORZA ITALIA, LE PAROLE DI SILVIO BERLUSCONI

CONGRESSO FORZA ITALIA, LE PAROLE DI SILVIO BERLUSCONI

“Questa è una nuova discesa in campo” - ha esordito così il presidente Berlusconi davanti alla foltissima platea del Parco dei Principi a Roma dove si è tenuta la convention di Forza Italia lo scorso 9 aprile – “come allora guardando al futuro, come allora coscienti delle nostre idee, dei nostri valori, dei nostri programmi, consapevoli che tutto questo è indispensabile e insostituibile per il futuro del nostro Paese. Noi non consentiremo mai a nessun governo di colpire la casa, che per noi è sacra, è il simbolo dell’unità e della continuità della famiglia”. La scena politica e la guerra in Ucraina sono stati i temi su cui più di tutti il presidente si è soffermato sottolineando come “in questa alleanza del centrodestra noi siamo ovviamente determinanti sul piano dei numeri, ma, soprattutto, siamo determinanti sul piano delle decisioni politiche. Noi dunque rappresentiamo il centro”. Ferma è decisa, invece, la sua dura condanna alla guerra in Ucraina e a Putin: “Non posso e non voglio nascondere di essere profondamente deluso e addolorato dal comportamento di Vladimir Putin che si è assunto una gravissima responsabilità di fronte al mondo intero”. Berlusconi ha voluto anche sottolineare come l’Europa, a fronte del Covid e del conflitto bellico, ha saputo reagire in modo concreto, adeguato e solerte, come non era accaduto in passato in altri momenti di crisi. Il leader di Forza Italia, dopo due anni e mezzo di assenza, è tornato in presenza sul palco per sottolineare e rilanciare i principi liberali, cristiani ed europeisti del nostro partito e per dimostrare che Forza Italia è più viva e determinata che mai.

IL MIO INCONTRO A BRUXELLES CON SADHGURU

IL MIO INCONTRO A BRUXELLES CON SADHGURU

Il 12 aprile ho avuto il piacere di incontrare a Bruxelles Sadhguru, uno dei leader spirituali più famosi al mondo che con la sua moto sta attraversando 26 Paesi per aumentare la consapevolezza generale sul degrado del suolo. "Non sono uno scienziato, non sono un ambientalista” – mi ha detto Sadhguri – “Appartengo alla terra e so che c'è una crisi del suolo”. Per questo, è partito dall'India per incontrare capi di Stato, politici, leader, scienziati e influencer condividendo la necessità che non possiamo affrontare il cambiamento climatico senza considerare la salute del suolo. Il suo slogan è #savesoil e la volontà è quella di sensibilizzare il mondo oltre che sul cambiamento climatico anche sulla deforestazione, sull’urbanizzazione senza sosta, sull’inquinamento industriale, sul pascolo eccessivo e sulle pratiche agricole insostenibili perché è proprio a causa di questo che metà del suolo mondiale è già degradato. Questa perdita minaccia la qualità e l'approvvigionamento alimentare, la sicurezza idrica e la biodiversità, aumenta le emissioni di carbonio e i rischi legati al clima e può portare alla perdita di mezzi di sussistenza, conflitti e migrazioni. È stato un piacere confrontarmi con lui e ascoltare il suo appello sincero rivolto a tutte le istituzioni per un maggiore sostegno agli agricoltori, alla qualità del terreno dove produrre e alla sua protezione ricordando insieme che ciò che mangiamo è ciò che siamo. Le sue parole e le sue osservazioni non sono mai state una condanna nei confronti di qualcuno o la ricerca di qualche responsabile da condannare. La nostra conversazione è stata una piacevole sorpresa di come si possano sensibilizzare le coscienze di tutti ad una maggiore responsabilità verso l’ambiente in modo positivo e propositivo senza alcuna forma di strumentalizzazione o demagogia.

UNA RETE DEI TRASPORTI PIU’ ACCESSIBILE E SOSTENIBILE

UNA RETE DEI TRASPORTI PIU’ ACCESSIBILE E SOSTENIBILE

Una rete dei trasporti che sia efficiente e ben sviluppata è fondamentale per il buon funzionamento nonché per il rafforzamento del mercato unico europeo. È tramite essa, infatti, che l’Unione assicura la libera circolazione di persone, merci e servizi all’interno del suo territorio. Già da diversi anni nell’Ue esiste una rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), un insieme di infrastrutture con funzioni strategiche a livello transfrontaliero che attraversano l’Europa da nord a sud, da est a ovest ed includono reti stradali, ferroviarie, fluviali e marittime. Alla luce delle recenti sfide in termini di sostenibilità, accessibilità e progresso tecnologico, la Commissione europea ha deciso di rivedere questa politica per potenziarne le infrastrutture e la Commissione per il Mercato interno, di cui faccio parte, è stata chiamata ad esprimere un parere per il quale sono stato nominato relatore. Nel mio lavoro in commissione ho voluto soprattutto evidenziare la necessità che la rete TEN-T, tramite investimenti mirati, possa garantire una migliore accessibilità, inclusività e sostenibilità. Credo sia importante rendere le infrastrutture ed i servizi più accessibili e fruibili per gli utenti in generale, ma, soprattutto, per le persone affette da disabilità e mobilità ridotta così come credo sia necessario che l’accesso alle reti venga garantito in modo libero in tutti gli Stati membri e che siano stanziati sufficienti finanziamenti per garantire la costruzione ed il mantenimento di tali infrastrutture permettendo anche alle aziende dei trasporti di pianificare investimenti a lungo termine. Di grande importanza è anche assicurare l’accesso ai corridoi europei di trasporto alle piccole e medio imprese che spesso si trovano in centri produttivi periferici o in zone più remote. A tal proposito, sarà fondamentale che si crei una sinergia tra gli investimenti strutturali promossi per la realizzazione della rete transeuropea e gli investimenti infrastrutturali nazionali realizzati tramite altri fondi, inclusi i piani nazionali di ripresa e resilienza. A riguardo sarà importante il coinvolgimento di tutto il settore imprenditoriale europeo nonché delle autorità locali e regionali attraverso un dialogo strutturato con i coordinatori europei per conoscere le reali esigenze dei territori. Infine, alla luce dei recenti drammatici eventi in Ucraina, ritengo fondamentale che la rete transueropea dei trasporti venga adattata al fine di garantire all’Unione di rafforzare i suoi obiettivi anche in termini di sicurezza militare ed alimentare. È quindi necessario che investimenti specifici vengano fatti su quei segmenti infrastrutturali di rilevanza strategica e che i centri di produzione agroalimentare strategica vengano inclusi all’interno di una rete efficiente.

SOSTENERE, AUMENTARE E CONSOLIDARE LA QUALITÀ DEI PRODOTTI UE NEL MONDO: LA MIA NOMINA A RELATORE PER LA PROMOZIONE DEI PRODOTTI AGRICOLI

SOSTENERE, AUMENTARE E CONSOLIDARE LA QUALITÀ DEI PRODOTTI UE NEL MONDO: LA MIA NOMINA A RELATORE PER LA PROMOZIONE DEI PRODOTTI AGRICOLI

Da diversi anni l’Ue si è dotata di una politica di promozione dei prodotti agricoli con l’intento di aiutare i produttori dell'Unione a competere in un sempre più ambizioso e concorrenziale mercato globale, ma anche con lo scopo di favorire l'occupazione e la crescita del proprio mercato interno. Al fine di allineare meglio questa politica alle recenti strategie come il Green Deal, la Farm to Fork e il Piano per la lotta contro il cancro, la Commissione europea ha deciso di rivedere questa politica affinché possa riflettere gli ambiziosi obiettivi in termini di sostenibilità e salute. È con grande senso di responsabilità che ho quindi accettato la nomina a relatore del Parlamento per la revisione della politica di promozione agroalimentare dell’UE. Questa nomina è per me motivo di soddisfazione, ma anche di ulteriore stimolo a continuare nell’azione di sostegno e valorizzazione dei nostri agricoltori e dei nostri prodotti agricoli di alta qualità. In questi anni le campagne di promozione dei prodotti agricoli dell’UE, su cui la Commissione europea stanzia mediamente 200 milioni di euro all’anno, sono state concepite per rafforzare e consolidare la presenza degli agricoltori europei sul mercato interno, ma, soprattutto, sui mercati dei Paesi terzi nonché per aumentare la consapevolezza dei consumatori nella scelta dei prodotti agroalimentari dell’Unione in quanto garantiti per qualità e sostenibilità. La politica di promozione può sicuramente contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ma bisogna tenere a mente che essa rimane, prima di tutto, una politica per la competitività del settore agroalimentare. Mi preoccupa quindi l’ipotesi che la proposta di riforma possa introdurre nuovi requisiti di condizionalità e criteri di idoneità per l’accesso ai fondi di questa politica, con l’eventuale esclusione di alcuni settori tra cui carne e vino. Su questa possibilità di riforma è stata già espressa una forte opposizione e preoccupazione da parte di molti Stati membri, tra cui l’Italia, proprio perché l’Europa è il primo esportatore mondiale di carne ed è leader nella produzione di vino, settore che ha fatto enormi passi in avanti per adattarsi a standard ambientali e di sostenibilità. Se smettessimo di promuovere carne e vino europei sui mercati esteri, i consumatori sarebbero comunque spinti a ricercare questi prodotti su altri mercati che sicuramente non mantengono gli stessi nostri standard ambientali, con un conseguente contraccolpo per la nostra economia. La proposta di riforma della Commissione europea è attesa per giugno 2022. Il lavoro che mi aspetta come relatore sarà molto delicato perché bisognerà trovare il giusto equilibrio tra gli obiettivi di sostenibilità, salute alimentare e la necessità di continuare a promuovere le eccellenze agroalimentari europee sensibilizzando un consumo responsabile e consapevole. Non possiamo consentire che alcuni prodotti vengano demonizzati o esclusi dalla politica di promozione, su basi ingiustificate e fuorvianti, dimenticando che le diverse e differenti tradizioni alimentari e culinarie degli Stati membri sono un elemento identitario dell’Europa e rappresentano un valore aggiunto che rendono forte l’agroalimentare europeo.

VENTOTENE CAPITALE DEI VALORI EUROPEI

VENTOTENE CAPITALE DEI VALORI EUROPEI

Probabilmente non tutti, soprattutto tra i giovani, sanno che uno dei primi tasselli del progetto europeo c’è stato proprio in Italia, nella piccola isola di Ventotene nell’arcipelago pontino, quando, nel 1941, durante il periodo di soggiorno forzato, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi scrissero “Il Manifesto di Ventotene”, un documento per la promozione dell'unità europea ancora oggi considerato uno dei primi testi fondanti dell'Ue. Qualche settimana fa, in seduta plenaria a Strasburgo, il Parlamento europeo ha accolto la proposta che ho fatto, assieme al collega spagnolo Ruiz Devesa, di riconoscere l’isola di Ventotene proprio come capitale storica della costruzione morale ed intellettuale dei valori europei. È stato importante riconoscere, anche a livello formale, il valore di Ventotene come culla degli ideali della nostra Europa. L’isola dell’arcipelago pontino rappresenta, infatti, un luogo della memoria per la salvaguardia degli ideali ispiratori e dei valori comuni che hanno segnato lo sviluppo del processo di integrazione europea. Questo riconoscimento è coerente anche con la programmazione italiana di recuperare il carcere di Santo Stefano per farne un centro studi europeo permanente e testimonianza fisica di una parte importante del progetto europeo che, non a caso, sarà intitolato alla memoria di David Sassoli, il Presidente del Parlamento europeo prematuramente scomparso lo scorso gennaio. Proprio Sassoli, infatti, durante il suo mandato, si era prodigato per confermare e rafforzare il concetto dei padri fondatori a favore di un’Europa più unita e più libera. L’isola di Ventotene è al centro del dibattito europeo anche alla luce del lavoro di aggiornamento e rivisitazione in chiave attuale del suo Manifesto affinché possa diventare momento di confronto e condivisione per rafforzare principi e valori comuni indispensabili per affrontare le sfide presenti e future. Nella stessa Relazione sull’attuazione delle misure di educazione civica europea è stata anche approvata la proposta presentata da me e dalla mia collega Isabella Adinolfi di sostenere gli Stati membri per la realizzazione in ogni comune di un monumento dell’Unione europea affinché i cittadini possano avere anche visivamente un simbolo permanente dei valori e dell’integrazione europea e si possa favorire una migliore e maggiore percezione di un’Europa che è molto più vicina, presente e necessaria di quanto abbiamo finora immaginato. Credo che questo sia un segnale importante anche per sottolineare come la coesione degli Stati membri abbia bisogno di una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini europei che sono e dovranno essere parte integrante del progetto europeo.

LA MIA NOMINA A RESPONSABILE NAZIONALE DEL DIPARTIMENTO ITALIANI ALL’ESTERO DI FORZA ITALIA

LA MIA NOMINA A RESPONSABILE NAZIONALE DEL DIPARTIMENTO ITALIANI ALL’ESTERO DI FORZA ITALIA

Qualche giorno fa il presidente Silvio Berlusconi, su proposta del coordinatore nazionale Antonio Tajani e del responsabile dei Dipartimenti Alessandro Cattaneo, mi hanno nominato Responsabile nazionale del Dipartimento Italiani all’Estero di Forza Italia. Questo incarico mi onora e mi stimola a lavorare con i tantissimi cittadini italiani che vivono all’estero con cui Forza Italia intende maggiormente rafforzare il costante contatto di confronto e di ascolto affinché possano continuare a tener vivo il proprio legame con l'Italia anche con la partecipazione al dibattito politico nazionale. La loro scelta di vivere all'estero, in molti casi con non poche difficoltà e sofferenze, li porta oggi a rappresentare la nostra nazione in altri Paesi del mondo, motivo per cui credo sia importante non solo ricevere da loro la testimonianza di come l'Italia venga percepita al di fuori dei confini nazionali, ma anche rafforzare il loro ruolo nelle comunità che li ospitano oltre a saper interpretare e riscontrare le loro aspettative e problematiche, all'estero e in Italia, affinché la lontananza fisica non diventi anche una barriera sociale o morale.

INTERVISTE E RASSEGNA STAMPA

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UNA NUOVA DIRETTIVA SUL CREDITO AL CONSUMO (di Alberto Venditti)

UNA NUOVA DIRETTIVA SUL CREDITO AL CONSUMO (di Alberto Venditti)

Nei prossimi mesi, il Parlamento europeo sarà impegnato nella definizione della propria posizione negoziale sulla nuova Direttiva sul Credito al Consumo che andrà a sostituire l’attuale disciplina. La proposta della Commissione europea, titolare del potere di iniziativa legislativa secondo il particolare processo legislativo che governa l’Unione europea, è stata presentata il 30 giugno 2021 e prevede diverse innovazioni rispetto alla normativa in vigore. In particolare, la Commissione ha proposto di estendere il campo di applicazione della disciplina sul credito al consumo ad un più ampio ventaglio di forme di finanziamento. Nello specifico, verrebbero inclusi: i servizi di crowdfunding, tutti i finanziamenti da 0 a 100.000 euro, i contratti di leasing con opzione di acquisto di merci e servizi, le concessioni di scoperto, il credito senza interessi e senza spese ed il credito da rimborsare entro tre mesi con spese irrilevanti. Significative, inoltre, appaiono essere le misure contenute nell’art. 18, relativo alla valutazione del merito creditizio, secondo cui il creditore ed il fornitore di servizi di crowdfunding devono valutare obbligatoriamente il merito creditizio del consumatore, tenendo in considerazione gli interessi dello stesso e sulla base di informazioni necessarie e proporzionate sui redditi e sulle spese del consumatore, senza eccedere quanto strettamente necessario. Quando la valutazione del merito di credito è positiva, il credito deve essere messo a disposizione del consumatore, salvo giustificate eccezioni. Qualora la valutazione del merito creditizio sia effettuata con procedure automatizzate (es. profiling), vengono rafforzati gli obblighi di informazione in favore del consumatore. Infine, di fondamentale importanza per il mercato italiano potrebbe essere l’introduzione di un massimale sui tassi di interesse da applicare ai finanziamenti per il credito al consumo. Tutte le novità, secondo gli intendimenti della Commissione, mirerebbero a proteggere maggiormente i consumatori in un mercato del credito ormai entrato nell’era digitale e ad evitare situazioni di sovra-indebitamento che sarebbero favorite dalle mancanze della legislazione attuale. Al momento, la relazione legislativa è assegnata alla Commissione IMCO (Commissione per il Mercato Interno e la Protezione dei Consumatori), che sta definendo le proprie proposte emendative da sottoporre al voto dei parlamentari. Il voto finale in Commissione del testo di compromesso, salvo cambiamenti, è previsto per il 16 maggio 2022. Nell’attesa, Vi invito a seguire attivamente il dibattito su questa fondamentale disciplina presso i canali istituzionali e webstreaming della Commissione IMCO fruibili da tutti i cittadini europei interessati.

UN’EUROPA PIÙ RESILIENTE E FORTE NELLA LOTTA ALL’INGERENZA STRANIERA: IL MIO INTERVENTO IN PLENARIA

UN’EUROPA PIÙ RESILIENTE E FORTE NELLA LOTTA ALL’INGERENZA STRANIERA: IL MIO INTERVENTO IN PLENARIA

Durante i lavori nella plenaria di marzo, sono intervenuto per porre l’attenzione su come, per troppi anni, in Europa si sia sottovalutato il problema delle interferenze straniere sulle nostre democrazie e non si siano considerate le disastrose conseguenze che esse hanno avuto. Purtroppo i tentativi di ingerenze straniere stanno aumentando in tutto il mondo e sono sempre più sofisticati, anche grazie all'utilizzo dell'intelligenza artificiale. Non sempre è facile individuarli perché assumono forme diverse e spesso trovano anche alleati interni al sistema da condizionare. Per questo, è necessario prendere consapevolezza di questo rischio e rendere le nostre comunità più resilienti e pronte a respingere questi attacchi. Il lavoro della Commissione speciale di inchiesta sulle interferenze straniere (INGE), di cui sono componente, punta a dare un forte segnale a tutti i cittadini, alle istituzioni, ma anche a quei Paesi che per anni hanno approfittato della nostra guardia abbassata per veicolare e amplificare messaggi di odio e disinformazione, per alimentare le paure e le fragilità, per delegittimare un sistema, per indebolire un modello come quello europeo. La verità, come ho fortemente sottolineato a tutto l’emiciclo, è che l’Unione Europea fa paura. La nostra democrazia, gli standard di libertà e difesa dei diritti umani, la prosperità economica, sono tutti elementi che spaventano quei Paesi che fanno invece della coercizione e della paura gli unici mezzi di controllo della popolazione. Il conflitto russo-ucraino ha messo l’Europa nella giusta condizione di alzare la guardia, di essere più vigile e di iniziare un percorso che permetta all’UE e ai suoi Stati membri di sviluppare una strategia coordinata di lotta all’interferenza straniera per difendersi da chi manipola l’informazione a suo piacimento e diffonde menzogna. Dobbiamo difendere il nostro modello ed essere di riferimento anche per gli altri Paesi democratici extra europei affinché possano prenderci come esempio per sviluppare sistemi in grado di proteggersi.

 

L’EUROPARLAMENTO APPROVA IL NUOVO REGOLAMENTO SULLE BATTERIE

L’EUROPARLAMENTO APPROVA IL NUOVO REGOLAMENTO SULLE BATTERIE

Il Parlamento europeo ha adottato il regolamento per il ciclo di vita sostenibile delle batterie. La normativa sostiene l’introduzione dell’obbligo di diligenza per i produttori al fine di scongiurare il mancato rispetto dei criteri di natura sociale e l’industria dovrà garantire maggior rispetto dei diritti umani, tenendo in considerazione i rischi relativi all’approvvigionamento, alla lavorazione e al commercio delle materie prime concentrate solo in pochi Paesi. Durante i lavori della plenaria di marzo, sono intervenuto proprio in merito a questo regolamento per sottolineare anche la necessità di avere una economia produttiva europea in tal senso. Bisogna riconoscere, infatti, che, a differenza di quanto accaduto in passato dove abbiamo sostenuto politiche ambientali a favore del fotovoltaico senza avere una produzione europea, in questa occasione l’Unione europea ha allineato le sue politiche ambientali con quelle industriali puntando ad avere una sua graduale autonomia produttiva di qualità da contrapporre a quella dei Paesi terzi. Certo, il fattore tempo rappresenta ora una variabile essenziale, anche alla luce del conflitto bellico in corso, e ci obbligherà a perseguire i nostri obiettivi in maniera veloce ed efficiente. Nel mio intervento all’emiciclo ho voluto sottolineare anche come il lavoro fatto per il Regolamento abbia rappresentato un modello da replicare per l’approccio olistico con cui si è proceduto a definire una normativa riferita all’intero ciclo di vita di un prodotto così da poterne sfruttare al massimo le potenzialità e creare un virtuoso sistema circolare. Sappiamo che la domanda di batterie crescerà in maniera esponenziale per favorire la mobilità sostenibile e l’accumulo delle energie rinnovabili, ma sappiamo che purtroppo l’Europa attualmente è dipendente da altri Paesi per i necessari componenti chimici. L’attuale blocco della Russia ad esportare nichel ha evidenziato ancora di più la necessità e l’urgenza di un nostro sistema produttivo circolare ed il più possibile autonomo. Questo regolamento rappresenta però un decisivo passo in avanti sulle batterie e sostituirà la direttiva del 2006, non più adeguata al mercato, all’evoluzione tecnologica e industriale e, soprattutto, ai nuovi obiettivi ambientali dell'Europa.

IL RITORNO ALL’IDEA DI UNA DIFESA COMUNE EUROPEA (di Stefano Murace)

IL RITORNO ALL’IDEA DI UNA DIFESA COMUNE EUROPEA (di Stefano Murace)

In queste settimane stiamo assistendo a degli importanti cambiamenti sullo scacchiere geopolitico internazionale. Se da un lato la frettolosa ritirata della scorsa estate dall’Afghanistan aveva lasciato intendere un momento di “debolezza” della NATO, tanto da convincere il presidente Putin di avere carta bianca per agire indisturbato in Europa, dall’altro lato l’aggressione all’Ucraina sembrerebbe aver dato il giusto stimolo per rilanciare il progetto di difesa comune europea. In risposta all’invasione Russa, l’UE, oltre all’imposizione di pesanti sanzioni all’economia e agli oligarchi russi, tramite il suo “Strumento europeo per la pace” ha approvato un pacchetto di aiuti, dal valore di un miliardo di euro, in armi ed equipaggiamenti di difesa per le forze armate ucraine. Questo strumento destinato alle missioni della Politica di sicurezza e di difesa comune viene finanziato interamente dagli Stati membri e quindi non rientra nel bilancio dell’UE.  Sicuramente é stata una decisione che ha rappresentato una grande novità in quanto è la prima volta nella storia che l'UE fornisce attrezzature militari a un paese terzo. È stata una decisione che ha animato un forte dibattito, anche in Italia, tra favorevoli e contrari. Nel merito il Governo danese ha annunciato che il 1° giugno 2022 terrà un referendum in cui i suoi cittadini saranno chiamati a decidere sul mantenimento o meno dell’opt-out per quanto riguarda la partecipazione alla politica di sicurezza comune, garantito loro nell’accordo di Edimburgo del 1992. Con la guerra alle porte, oggi più che mai c’è bisogno di aumentare le capacità operative dell’UE. Durante i recenti vertici del Consiglio europeo si è parlato, tra l’altro, di uno strumento che è fondamentale per il coordinamento degli sforzi europei, la cosiddetta “Bussola strategica”, tra le cui misure rientra anche l’aumento delle spese per gli armamenti, per il miglioramento della sicurezza informatica - elemento chiave nell’era digitale e delle guerre ibride - e per lo sviluppo dell’industria difensiva e spaziale. Inoltre, si è parlato dell’introduzione entro il 2025 di una forza europea di rapido intervento composta da 5.000 militari e 200 esperti. Nella speranza di vedere prima possibile una risoluzione del conflitto e alla luce delle criticità emerse dal conflitto, sarà importante che l’Unione europea rafforzi la sua posizione nello scacchiere geopolitico internazionale.

FILIERA E AUTOSUFFICIENZA ALIMENTARE: LA GUERRA METTE A RISCHIO UE E ITALIA

FILIERA E AUTOSUFFICIENZA ALIMENTARE: LA GUERRA METTE A RISCHIO UE E ITALIA

La guerra sta avendo contraccolpi sulla sicurezza alimentare di tutti quei Paesi, Italia compresa, che dipendono fortemente dalle importazioni di grano e mangimi per i propri fabbisogni alimentari. Uno dei settori che più sta pagando le ripercussioni del conflitto tra Russia e Ucraina, infatti, è certamente quello agroalimentare e questo inevitabilmente va a toccare anche le grandi sfide europee come il Green Deal, la PAC e il Farm to fork. Come ho più volte ribadito anche in sede parlamentare, questo non significa assolutamente rinunciare ad una agricoltura europea sempre più sostenibile e rispettosa dell’ambiente, ma prendere atto di alcune criticità emerse, a seguito del conflitto bellico in corso, per le quali è necessario aggiornare le nostre strategie e poterle realmente raggiungere. Forza Italia ritiene che gli ambiziosi obiettivi di sostenibilità ambientale siano condivisibili, ma devono avere anche una declinazione economica affinché la nostra economia europea non si indebolisca a favore di quella dei Paesi terzi e per questo che ha presentato, a Bruxelles, un proprio Piano per la sicurezza alimentare. Come ho ribadito durante il mio intervento nella plenaria del 23 marzo, la guerra è un evento eccezionale e straordinario rispetto al quale l'Europa deve agire e reagire, con misure altrettanto eccezionali e straordinarie, sia per favorirne la cessazione sia per difendere la nostra sicurezza produttiva e alimentare. Mentre si costruisce una strategia di lungo termine per la nostra autonomia, dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che le varie strategie di sostenibilità, precedenti alla guerra in Ucraina, devono essere contestualizzate. Bisogna essere pragmatici: è necessario capire come rimodulare ogni iniziativa che possa incidere sulla capacità produttiva europea e adeguare le nostre strategie alla luce delle criticità emerse.

IL CONFLITTO IN UCRAINA E LE RIPERCUSSIONI SULL’ECONOMIA EUROPEA E ITALIANA

IL CONFLITTO IN UCRAINA E LE RIPERCUSSIONI SULL’ECONOMIA EUROPEA E ITALIANA

Il conflitto tra Russia e Ucraina ha inesorabilmente cambiato le priorità della politica economica italiana ed europea. La ripresa del nostro Paese, affidata principalmente al buon esito del PNRR, sta facendo i conti con l'inflazione, il rialzo dei tassi di interesse e gli effetti del caro energetico e delle materie. L'aumento spropositato del costo del gas ha costretto molte aziende a chiudere e il vertiginoso aumento del costo della benzina ha bloccato il trasporto delle merci in mezza Italia. Anche se in questo momento, purtroppo, non è possibile prevederne la durata, è inevitabile che la guerra in corso tra Russia e Ucraina continuerà ad avere un impatto anche sulla già delicata situazione economia delle famiglie ed imprese italiane ed europee, rischiando di compromettere anche le ambiziose sfide del Next Generation EU. Se prima del conflitto, in Italia, il caro bollette pesava per 22 miliardi di euro a trimestre, ora le stime approssimative parlano di almeno 35 miliardi a trimestre. È evidente, inoltre, che le sanzioni applicate alla Russia stanno avendo serie ripercussioni anche su chi le ha applicate. In Italia, i settori più colpiti sono l’agroalimentare e il turismo per una somma che si aggira sui 3,5 miliardi di euro con le piccole e medie imprese del Made in Italy che stanno pagando il prezzo maggiore. A fronte di questo delicato scenario, Forza Italia ha proposto il rinnovo della sospensione del rigoroso Patto di Stabilità e Crescita, in procinto di essere nuovamente attivato il 1° gennaio del 2023, procedendo comunque ad una sua revisione che lo renda flessibile e corrispondente alle reali esigenze dei singoli Stati. Inoltre siamo convinti che ci sia bisogno di un meccanismo simile al Next Generation EU, con l’emissione di debito comune, per il sostegno alle imprese e alle famiglie per i maggiori oneri derivanti dalle sanzioni contro la Russia, per la gestione dell’emergenza umanitaria, per il rafforzamento di una difesa e per una politica industriale, energetica ed alimentare comune. Dopo la pandemia, l’Europa è chiamata ad affrontare anche questa difficile crisi ed a mostrare la sua reale coesione e solidarietà che saranno necessarie per affrontare sia queste sfide sia quelle future. 

IL CIBO DEL FUTURO. IL FUTURO DEL CIBO

IL CIBO DEL FUTURO. IL FUTURO DEL CIBO

“Il cibo del futuro, il futuro del cibo”: un convegno per confrontarsi sul mondo agroalimentare, tra ipotesi e realtà, dalla terra alla tavola” è l’evento che ho organizzato tramite la mia piattaforma Insieme in Europa per venerdì 8 aprile alle ore 11:00 presso la Sala delle Bandiere dell’ufficio italiano del Parlamento europeo a Roma. Negli ultimi mesi dello scorso anno, il Parlamento europeo ha approvato la Risoluzione non legislativa della strategia “Farm to fork” che punta ad accelerare la transizione verso un sistema alimentare sostenibile e, dopo un lungo negoziato, ha approvato anche la riforma della Politica Agricola Comune che si pone l’obiettivo di rendere l’agricoltura europea più competitiva, equa e sostenibile per essere protagonista nella lotta ai cambiamenti climatici. Sono state decisioni che possiamo definire, senza alcun dubbio, storiche e che contribuiranno in maniera determinante allo sviluppo del settore agroalimentare europeo il quale, durante il periodo più cruento della pandemia, ha rappresentato un avamposto di resilienza per l'approvvigionamento delle persone e che oggi si trova a far fronte alla crisi della produzione delle materie prime causata dal conflitto tra Russia e Ucraina. Pur tenendo presente il difficile momento sociale che attraversiamo, ma considerando il grande interesse che il settore agroalimentare rappresenta per l’Italia e l’Europa, alla luce soprattutto delle importanti novità di cui è protagonista, ho pensato di realizzare delle iniziative che avessero come tema centrale lo stato dell’arte della filiera non solo sotto l’aspetto produttivo e commerciale, ma anche gastronomico e culturale senza tralasciare le possibili ipotesi in visione futura.  Il primo di questi eventi è proprio “IL CIBO DEL FUTURO, IL FUTURO DEL CIBO - Ipotesi e realtà dalla terra alla tavola” nel quale ho coinvolto alcuni interpreti del panorama dell’agroalimentare con cui approfondire le novità e le perplessità che, in questo periodo specifico, investono il settore soprattutto dal punto di vista della produzione e distribuzione, dell’alimentazione e dell’elaborazione gastronomica. Interverranno nel dibattito: David Granieri, Presidente Coldiretti Lazio e Unaprol (Consorzio Olivicolo Italiano), Alex Revelli Sorini, gastrosofo e professore di comunicazione delle culture e politiche alimentari presso l’Università Telematica San Raffaele di Roma e Alessandro Circiello, chef e volto Rai, media & public affairs della Federazione Italiana Cuochi.

Info e prenotazioni su www.insiemeineuropa.it .

ITALIA DOMANI: IL PORTALE PER TUTTE LE INFORMAZIONI SUL PNRR

ITALIA DOMANI: IL PORTALE PER TUTTE LE INFORMAZIONI SUL PNRR

Italia Domani è il portale del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano che si inserisce all’interno del programma Next Generation EU, il pacchetto da 750 miliardi di euro, costituito per circa la metà da sovvenzioni, concordato dall’Unione Europea in risposta alla crisi pandemica. All’Italia sono stati destinati 191,5 miliardi di euro suddivisi in 6 Missioni principali. Questo portale consente di consultare lo stato di avanzamento di ogni investimento e le spese sostenute. In questo modo, tutti i cittadini potranno controllare e monitorare le informazioni relative alla realizzazione del PNRR. 

LINK: https://italiadomani.gov.it/it/home.html 

L’EUROPA È VICINA ALLE DONNE AFGHANE 

L’EUROPA È VICINA ALLE DONNE AFGHANE 

L’1 e 2 febbraio il Parlamento europeo ha organizzato l’evento "Giornate della donna afgana" che ha riunito deputati, una delegazione delle donne afghane finaliste del Premio Sacharov 2021, rappresentanti della Commissione e delle Nazioni Unite e i rappresentanti organizzazioni internazionali. Sono quasi 20 milioni le donne afghane che vivono in una condizione delicata e precaria in un territorio governato da un regime talebano che, nonostante si sia dichiarato diverso rispetto al passato, continua a presentarsi con tante proibizioni e limitazioni nei confronti soprattutto delle donne i cui diritti acquisiti dopo anni di battaglie sono messi in discussione. Una donna afghana oggi non può lavorare fuori casa, non può fare altre attività se non accompagnata da un uomo, non può studiare in scuole o università, non può andare in bicicletta o in moto, portare tacchi alti, poter presenziare a trasmissioni televisive, praticare sport, indossare vestiti che non siano il burqa, usare cosmetici o addirittura ridere ad alta voce. Senza considerare che per le donne che hanno relazioni fuori dal matrimonio è prevista la lapidazione pubblica. Un lungo elenco di divieti e limitazioni che offendono la persona prima che la donna perché privano di un concetto fondamentale per tutti: quello della libertà di espressione e di essere semplicemente sé stesse. Gli incontri organizzati dal Parlamento europeo vogliono far luce sulla situazione estremamente preoccupante per queste donne dopo il ritorno dei talebani al potere l'anno scorso e allo stesso tempo analizzare le loro prospettive future e le azioni con cui la comunità internazionale le possa sostenere nelle tante battaglie di rivendicazione dei loro diritti e della loro libertà.

LA TRANSIZIONE VERDE DEVE ESSERE UN’OPPORTUNITÀ PER TUTTI

LA TRANSIZIONE VERDE DEVE ESSERE UN’OPPORTUNITÀ PER TUTTI

La Commissione europea ha deciso che anche il gas e il nucleare possono essere considerati fonti energetiche utili alla transizione ecologica e avere, a determinate condizioni, l'etichetta europea per gli investimenti verdi. Nel dettaglio, il testo approvato prevede che gli investimenti nelle centrali nucleari siano etichettati come green a patto che i progetti siano ben definiti nella sicurezza delle tecnologie e nel piano di stoccaggio e gestione dei relativi rifiuti. Per considerare verdi gli investimenti nel gas, invece, le nuove centrali potranno essere realizzate entro il 2030 a condizione che dovranno sostituire impianti più inquinanti al fine di produrre emissioni inferiori ed in regola con i nuovi canoni stabiliti dall’UE. Tutto questo non significa rinunciare alla priorità delle energie rinnovabili, ma con un sistema più ampio di fonti energetiche si potrà più facilmente raggiungere la neutralità climatica considerando che gas e nucleare hanno un minore impatto ambientale del carbone: essi possono quindi rappresentare una fonte “ponte” di energia che ci permetterà di raggiungere realmente gli obiettivi di riduzione della CO2 in maniera più veloce. Forza Italia condivide la possibilità di poter considerare anche queste fonti energetiche perché crediamo che siano utili per raggiungere realmente la neutralità climatica ed una maggiore autonomia energetica europea, ma anche perché sosteniamo che la transizione verde debba essere un’opportunità per creare valore e posti di lavoro e non debba penalizzare l’economia di famiglie ed imprese. In ogni caso, il provvedimento della Commissione sulla tassonomia energetica rimane uno strumento di indirizzo e non impone obblighi o divieti sulle varie soluzioni per le quali saranno gli Stati membri a dover scegliere responsabilmente e senza pregiudizi ideologici le proprie strategie energetiche. Questa decisione risulta essere ancora più importante nel mutevole clima geopolitico di questi giorni in cui, alla già presente crisi energetica, si aggiunge l’inasprimento delle relazioni con la Russia, uno dei principali fornitori di gas del continente europeo. L’Italia rientra tra i principali consumatori di questo combustibile in quanto viene impiegato per la produzione di quasi metà dell’energia prodotta in un anno, elemento che la rende vulnerabile alle fluttuazioni di prezzo e di offerta. Ciò è in parte dovuto alla mancata lungimiranza di alcune scelte del passato i cui effetti però, grazie al Green Deal, avranno sempre meno influenza sul mercato energetico europeo. L’Ue potrà contare sugli aiuti provenienti dall’alleanza atlantica per risolvere questa crisi energetica e dalle forniture di gas provenienti dagli altri Paesi asiatici ed africani che riforniranno l’Europa mediante i gasdotti costruiti degli ultimi decenni. Nel medio-lungo periodo, invece, anche grazie ai finanziamenti del Next Generation EU e ai provvedimenti della Commissione, come quello sulla tassonomia energetica, l’Europa potrà rendere il suo mercato energetico più verde e più indipendente da influenze straniere. 

NUOVE NORME PER PROTEGGERE I LAVORATORI DALLE SOSTANZE CANCEROGENE

NUOVE NORME PER PROTEGGERE I LAVORATORI DALLE SOSTANZE CANCEROGENE

Nell’emiciclo di Strasburgo abbiamo largamente discusso e approvato la Relazione per una strategia europea contro il cancro affinché l’Unione europea rafforzi le sue azioni di ricerca, di prevenzione e di cura per combattere questa insidiosa malattia. Abbiamo tutti riconosciuto come la lotta al cancro sia una priorità e abbiamo condiviso la necessità di fare di più. Nel frattempo, come ho voluto sottolineare nel mio intervento durante i lavori della plenaria, bisogna tenere conto e fare doverose riflessioni sui milioni di europei che continuano ad ammalarsi o a morire di cancro. Dopo l’approvazione della Relazione BECA per una Strategia europea contro il cancro, il Parlamento, a distanza di pochi giorni, è stato chiamato ad esprimersi su un altro provvedimento che, seppur apparentemente diverso, ha visto proprio nel cancro l’elemento di collegamento facendoci capire quanto sia necessario intervenire su più fronti per debellare questa malattia. Il cancro è pericoloso soprattutto per i modi e i tempi in cui si sviluppa. La prevenzione diventa quindi l’arma più efficace per combatterlo insieme ad un potenziamento della ricerca e di azioni comuni che possono essere meglio affrontate con un’azione congiunta dell’Unione e una legislazione a livello europeo capace di adattarsi ai nuovi pericoli a cui sono esposti i lavoratori.  Secondo le stime, le norme che abbiamo approvato ridurranno di circa un milione l’esposizione dei nostri lavoratori europei alle sostanze chimiche cancerogene. Nel provvedimento ho apprezzato l’attenzione che è stata data ai lavoratori del comparto ospedaliero, da due anni in prima linea nella pandemia. Proprio gli operatori sanitari, infatti, hanno quotidianamente a che fare con medicinali pericolosi, metà dei quali reprotossici, ed è quindi necessario avere un’adeguata formazione per maneggiare questi prodotti. Con la quarta modifica apportata alla Direttiva contro il cancro non solo aggiorniamo l’elenco delle sostanze cancerogene, che andrebbe ulteriormente rivisto con un lasso temporale minore, ma fissiamo anche un livello europeo di limiti di esposizione ad esse. Questo rappresenta un altro passo in avanti per proteggere cittadine e cittadini europei che, anche sui luoghi di lavoro, devono sentirsi sicuri grazie ad un’Europa che c’è e tutela la loro salute.

PIÙ SICUREZZA PER I GIOCHI DEI BAMBINI: IL MIO INTERVENTO A STRASBURGO

PIÙ SICUREZZA PER I GIOCHI DEI BAMBINI: IL MIO INTERVENTO A STRASBURGO

Tempo fa leggevo di una notizia di un orsacchiotto di peluche interattivo che permetteva di inviare messaggi tra bambini e adulti. Questo giocattolo è stato hackerato e ha consentito a persone malintenzionate di acquisire immagini, video e audio privati, ma, soprattutto, riferiti a minori. È solo uno degli spiacevoli scenari a cui si va incontro se non saranno assicurati maggiori ed adeguati standard di sicurezza nella produzione di giocattoli e di dispositivi elettronici per i bambini. Nel mio intervento durante i lavori della plenaria ho voluto evidenziare come non siano da sottovalutare gli insidiosi pericoli derivanti dai giocattoli sempre più connessi in rete che interagiscono quotidianamente con i nostri piccoli. I giocattoli smart possono raccogliere una quantità infinita di dati sensibili e il problema è che spesso non si conosce dove siano memorizzati e se il produttore del giocattolo intelligente li venda o li ceda a terzi e per quale utilizzo. Sono contento che, durante i lavori all’emiciclo di Strasburgo, tutti abbiano condiviso la necessità di aggiornare l’attuale legislazione in materia di sicurezza per adeguarla a quelli che sono i notevoli e potenziali rischi presenti sul mercato. In particolare, nella fase di produzione, in merito alla presenza di sostanze chimiche o sintetiche, ho ritenuto necessario sottolineare l’importanza di stabilire requisiti e valori chiari e aggiornati anche alle nuove risultanze scientifiche per garantire soglie di sicurezza che escludano ogni forma di pericolo. Ho voluto concludere il mio intervento sottolineando come sia necessario prevedere, in generale, regole più stringenti per i giocattoli provenienti da Paesi extraeuropei e, soprattutto, per quelli venduti sulle piattaforme online sia per garantire gli standard qualitativi sia per non esercitare una concorrenza sleale nei confronti dei nostri produttori europei. 

LA RIFORMA DELLE CONCESSIONI BALNEARI: IMPORTANTE TUTELARE LE IMPRESE ITALIANE

LA RIFORMA DELLE CONCESSIONI BALNEARI: IMPORTANTE TUTELARE LE IMPRESE ITALIANE

In merito alle concessioni balneari, come Forza Italia abbiamo preso atto della proposta di riforma presentata dal Consiglio dei ministri, dopo la recente sentenza del Consiglio di Stato, ma riteniamo fondamentale approfondire alcuni aspetti, proseguendo il confronto propositivo con gli operatori e con le rispettive associazioni di categoria per un miglioramento del provvedimento. Innanzitutto, visto che migliaia di chilometri di spiagge risultano ancora non concessionate, nella fase di ricognizione e mappatura del demanio è necessario verificare se oggettivamente c’è la scarsità della risorsa, presupposto base della richiesta concorrenza della Direttiva Bolkestein. Inoltre, nel riordino della materia crediamo sia indispensabile prendere in considerazione anche le normative di altri Stati europei, vedi Spagna o Portogallo, che sono state già ritenute compatibili con la suddetta Direttiva. Sicuramente il Parlamento dovrà procedere ad una necessaria riforma nel rispetto della normativa comunitaria, ma dovrà anche considerare che le imprese balneari italiane, in gran parte a conduzione familiare, sono state e sono un valore aggiunto per il settore turistico, con migliaia di posti di lavoro, e non possono essere né svendute né esposte ad eventuali interessi della criminalità organizzata. 

NESSUNA ETICHETTA SANITARIA SUL VINO: NECESSARIO DISTINGUERE TRA USO E ABUSO DI ALCOL E FARE LA CORRETTA INFORMAZIONE SU UN CONSUMO RESPONSABILE

NESSUNA ETICHETTA SANITARIA SUL VINO: NECESSARIO DISTINGUERE TRA USO E ABUSO DI ALCOL E FARE LA CORRETTA INFORMAZIONE SU UN CONSUMO RESPONSABILE

È stato un importante risultato quello raggiunto dalla delegazione di Forza Italia – PPE a Strasburgo in difesa del comparto vitivinicolo italiano. Il Parlamento europeo, dopo aver istituito una Commissione speciale per la lotta al cancro, ha elaborato una relazione con cui indica alla Commissione una serie di indirizzi per implementare la strategia europea contro il cancro. Grazie agli emendamenti presentati dalla delegazione di Forza Italia – PPE, siamo riusciti a far approvare le proposte di modifica alla citata relazione escludendo il pericolo di un’etichettatura sulle bottiglie di vino con informazioni fuorvianti e inappropriate salvaguardando così il comparto vitivinicolo europeo, ma, soprattutto, il nostro vino che rappresenta un’eccellenza del Made in Italy in tutto il mondo. Condividiamo la Strategia approvata che porterà l’Unione europea a rafforzare ulteriormente le azioni di prevenzione e di cura del cancro, e siamo consapevoli che l’abuso di alcol rappresenta un fattore di rischio, ma è stato fondamentale precisare la distinzione tra “uso” e “abuso” di alcol evidenziando come un consumo moderato e responsabile non costituisce un rischio per la nostra salute né per l’emergere di patologie tumorali. Alla fine è prevalso il buon senso ed è stato salvaguardato il comparto vitivinicolo europeo, ma, soprattutto, il vino italiano che rappresenta una delle eccellenze Made in Italy nel mondo. Siamo riusciti, inoltre, ad eliminare dalla relazione anche il riferimento al Nutriscore, il sistema di etichettatura a semaforo degli alimenti non approvato dall’Ue e adottato solo da alcuni Stati membri, che riteniamo altamente fuorviante per il consumatore in quanto lo condiziona e al quale l’Italia sta contrapponendo il sistema NutrInform battery, un sistema che, invece, lo informa e lo tutela poiché considera tutti i valori nutrizionali della singola porzione e non di 100 ml/mg. Con l’approvazione di questi emendamenti abbiamo scongiurato l’ennesimo attacco alle eccellenze agroalimentari europee ed italiane e difeso il sano regime nutrizionale rappresentato dalla dieta mediterranea riconosciuta dalla Organizzazione Mondiale della Sanità quale migliore modello per la salute in quanto considera tutti gli alimenti, ma in modo integrato ed equilibrato. Forza Italia continuerà a sostenere l’importanza di difendere le varietà e tipicità alimentari europee che sono identitarie delle nostre tradizioni e dei nostri territori.

ATTACCO ALL’UCRAINA: DECISIONE INGIUSTIFICATA E INGIUSTIFICABILE

ATTACCO ALL’UCRAINA: DECISIONE INGIUSTIFICATA E INGIUSTIFICABILE

Le esplosioni e gli attacchi russi a Kiev e in altre città ucraine la notte del 24 febbraio sono state la triste prova della durissima dichiarazione di guerra da parte della Russia che ha, di fatto, violato tutti i principi della Carta Onu e lasciato inorridito il mondo intero. Nelle scorse settimane, uno dopo l'altro, quasi tutti i Paesi membri, i leader mondiali, i gruppi politici, le Istituzioni e addirittura il Papa sono intervenuti per condannare l'uso, o meglio l’abuso, di ogni forma di forza militare, dialettica o economica per sottrarsi al confronto ed imporre la propria posizione in modo unilaterale. Da più fronti è stata invocata la diplomazia prospettando anche possibili sanzioni contro la Russia se non ci fosse stato un passo indietro. È evidente che tutto questo non ha fermato minimante il piano di Putin. Formalmente il presidente russo ha parlato di "demilitarizzare, ma non occupare" e della volontà di “denazificare” la capitale ucraina, ma poi ha brutalmente detto che a chiunque provi a interferire o a minacciare la Russia la risposta sarà immediata e porterà a “conseguenze mai sperimentate nella storia”. Il mondo si trova ora davanti a un momento di grande pericolo e non possiamo negare che l'intero sistema internazionale è messo alla prova. Dobbiamo superare questo momento mettendo in campo tutta la diplomazia per un cessate il fuoco immediato. La decisione di Putin è ingiustificata e ingiustificabile rispetto ai negoziati e alle diplomazie in corso che, mi auguro, possano proseguire per far cessare gli attacchi e scongiurare scenari peggiori. La storia insegna e dalla storia si può imparare: la condanna da parte del mondo intero è netta e non lascia dubbi sulla responsabilità di quanto sta avvenendo. La crisi ucraina evidenzia ancora una volta la necessità di una politica estera e di difesa comune dell’Unione europea.

L’EUROPA INTERVENGA SULLA VICENZA DAPHNE CARUANA GALIZIA E FONDI UE ELECTROGAS

L’EUROPA INTERVENGA SULLA VICENZA DAPHNE CARUANA GALIZIA E FONDI UE ELECTROGAS

Daphne Caruana Galizia, è stata una giornalista e blogger maltese, curatrice di uno dei blog più seguiti di Malta, impegnata in numerose inchieste e attiva contro la corruzione. Ha perso la vita in un attentato dinamitardo il 16 ottobre 2017. Da fonti di stampa maltesi, abbiamo appreso che Yorgen Fenech, sotto processo per l'omicidio di Caruana Galizia, sospettato di essere la mente ed il mandante dell’assassinio, potrebbe beneficiare di fondi europei destinati a finanziare un gasdotto maltese che fornisce gas alla centrale elettrica di cui lui stesso è azionista. Prima del suo assassinio, la giornalista stava indagando sulla stessa centrale elettrica e, secondo la polizia maltese, l'omicidio è stato motivato dalle sue indagini sulla centrale elettrica. Nelle parole di Matteo Caruana Galizia, figlio di Dafne, questo è semplicemente "intollerabile". L'Unione Europea, infatti, ha più volte elogiato l'attività della compianta Caruana Galizia, istituendo anche il “Premio Daphne Caruana Galizia per il giornalismo”. Il finanziamento indiretto di fondi europei all'uomo accusato del suo omicidio non solo sarebbe gravemente incoerente, ma sarebbe anche irrispettoso per la sua memoria. A tal proposito, ho firmato, insieme a tutta la delegazione forzista del Partito popolare europeo, una interrogazione parlamentare perché si faccia chiarezza sui fondi destinati a Electrogas. Riteniamo che questa vicenda sia ingiusta ed irrispettosa, ma, soprattutto, che l’Europa debba intervenire in maniera chiara e decisa.

INDIA E MYANMAR, L’UNIONE EUROPEA DEVE MOBILITARSI SUBITO

INDIA E MYANMAR, L’UNIONE EUROPEA DEVE MOBILITARSI SUBITO

La realtà quotidiana per 309 milioni di cristiani, in molte parti del mondo, è purtroppo quella di essere perseguitati. Alla fine del 2021, sono state segnalate con particolare asprezza due situazioni: India e Myanmar. Le notizie che sono arrivate, infatti, sono state terribili e inaccettabili. In India c’è stato il caso clamoroso del blocco dei conti delle Missionarie della Carità di santa Teresa di Calcutta, che ha lasciato le religiose, e soprattutto 22mila tra dipendenti e ospiti dei loro centri, in grande difficoltà. Le autorità parlano di presunte "irregolarità". L'altro fronte caldo è il Myanmar. Da quando, il 1° febbraio del 2021, i militari guidati dal generale Min Aung Hlaing hanno preso il potere con un colpo di Stato, il terzo dall’indipendenza del 1947, destituendo il presidente Win Myint e la consigliera di Stato, nonché premio Nobel per la Pace, Aung San Suu Kyi, le cose sono sempre più andate peggiorando. In coincidenza con lo scorso Natale, sia in India che in Myanmar, si sono verificati fenomeni di odio contro diverse comunità cristiane che, in parte, persistono. Chiese devastate, preti picchiati e spiati, omicidi, stupri, cure mediche negate come l'accesso ai pozzi. Una serie di episodi aumentati nel 2021, come non accadeva da anni, del 40,8% nella sola India. Tutto questo ai danni di una comunità che offre istruzione e cure gratuite ai più̀ poveri. Il 24 dicembre passato, inoltre, nello Stato orientale del Kayah in Myanmar, dove metà della popolazione è cristiana, sono stati uccisi brutalmente 38 passeggeri in transito, tra cui un bambino e due operatori umanitari dispersi. Alla luce di questi condannabili avvenimenti e di altri che stanno accadendo in diverse parti del mondo, ho chiesto, insieme al Presidente Berlusconi e tutta la delegazione di Forza Italia a Bruxelles, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza quali azioni intenda adottare per rispondere a questi violenti e continui fenomeni di odio nei confronti di tantissimi cristiani, civili e religiosi, che sono impegnati in tante azioni di cooperazione e di aiuto ai più bisognosi.

LA RIPARTENZA DEI LAVORI IN COMMISSIONE AGRI: PESTE SUINA E ACCAPARRAMENTO DELLA CINA

LA RIPARTENZA DEI LAVORI IN COMMISSIONE AGRI: PESTE SUINA E ACCAPARRAMENTO DELLA CINA

Sono ripresi i lavori parlamentari, dopo la pausa natalizia, e nel corso dell'audizione del Commissario europeo all’agricoltura, Janusz Wojciechowski, ho evidenziato due questioni importanti e di attualità per il settore e per l’Italia. Innanzitutto, il tema dell’aumento dei prodotti agricoli che, secondo una stima dell’ONU, nell’ultimo anno hanno avuto un rialzo del 30%. Tale aumento è stato determinato da approvvigionamenti massivi, diretti e indiretti, da parte della Cina delle scorte alimentari di riso, mais e grano. A riguardo, Forza Italia ha già presentato un’interrogazione per chiedere un maggior controllo sugli investimenti extraeuropei nei nostri settori strategici, tra cui l’agricoltura, e per sollecitare iniziative finalizzate ad aumentare le scorte europee anche con un sistema di stoccaggio come avvenuto con i vaccini. In secondo luogo ho voluto segnalare il problema dei possibili contagi di peste suina africana, una malattia che non si trasmette agli esseri umani, ma è molto contagiosa per suini e cinghiali e rischia di mettere in ginocchio un importante comparto degli allevamenti. È necessario che l’Europa intervenga per garantire il rispetto del principio di regionalizzazione, impedendo quindi divieti assoluti di esportazione per quei Paesi nei quali, se accertata la presenza della malattia, sia isolata a pochi casi e comunque relegata ad una determinata e specifica area territoriale e non a tutto il territorio nazionale.

INNOVARE I NOSTRI MERCATI E I SERVIZI DIGITALI

INNOVARE I NOSTRI MERCATI E I SERVIZI DIGITALI

Da tempo l’Europa lavora per un insieme comune di norme sugli obblighi e la responsabilità degli intermediari all'interno del mercato unico con nuove opportunità per quanto riguarda l'offerta di servizi digitali oltrefrontiera garantendo nel contempo un elevato livello di tutela a tutti gli utenti, indipendentemente dal luogo in cui risiedono nell'UE. Le norme promuovono l'innovazione, la crescita e la competitività e facilitano l'espansione delle piattaforme più piccole, delle PMI e delle start-up. Le responsabilità degli utenti, delle piattaforme e delle autorità pubbliche sono riequilibrate in base ai valori europei, ponendo al centro i cittadini e la loro sicurezza. Proprio in merito alla Legge sui servizi digitali sono intervenuto durante la plenaria a Strasburgo commentando anche il lavoro svolto negli scorsi mesi da tutti i gruppi politici e dalla Commissione IMCO. Pur riconoscendo gli ottimi risultati ottenuti, ho ritenuto che in alcuni passaggi si sia andati oltre quello che era lo scopo iniziale del testo elaborato: rendere tutto ciò che è illegale offline anche online. Ho voluto porre l’attenzione anche sull’importanza di non ledere la libertà di espressione e di informazione, soprattutto da parte dei media e dei giornali. L’obiettivo comune era creare un ambiente dove la burocrazia non schiacciasse le imprese e dove i requisiti troppo stringenti impediscano al business di fiorire sul nostro continente. Come ci ricordava il Presidente Sassoli, l’Europa deve innovare la propria legislazione, garantendo la protezione dei consumatori ed il rispetto dei diritti fondamentali, diventando così un esempio da seguire per altri Paesi nel mondo anche in questo settore. Dovevamo puntare ad innovare i nostri mercati e i servizi digitali creando un modello per gli altri e ponendo le basi per un’Europa più democratica e sicura per le future generazioni. Successivamente, il 20 gennaio, durante l’assemblea plenaria, è stato definitivamente votato il testo del Digital Services Act (Dsa) che ha risposto alle nostre osservazioni ed imposto alle grandi piattaforme online, come Google, Apple, Facebook e Amazon, una maggiore responsabilità sul controllo e la moderazione dei contenuti. Tra le principali misure, ci sono anche la rimozione diretta dei contenuti illegali o nocivi, la responsabilità legale per le Big Tech nei confronti degli utenti, più opzioni per negare il consenso alla pubblicità mirata e una maggiore trasparenza sugli algoritmi. Il Dsa ha istituito, inoltre, un nuovo meccanismo per le notifiche e l'esenzione da alcuni obblighi per le micro e piccole imprese ed ha rafforzato le misure sulla pubblicità mirata. Sono stati previsti nel testo approvato anche maggiore una trasparenza nell'uso degli algoritmi e il diritto al risarcimento da parte degli utenti.

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