Salvatore De Meo
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INTERVISTE E RASSEGNA STAMPA

INTERVISTE E RASSEGNA STAMPA

Qui potrai guardare tutte le mie interviste, i miei interventi al Parlamento europeo a Bruxelles, in plenaria a Strasburgo e nelle varie trasmissioni televisive e radiofoniche. Potrai, inoltre, ascoltare i miei podcast e leggere la rassegna stampa con gli articoli di giornale che mi riguardano.

INTERVENTI / INTERVISTE

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GIORNALI

DIECI SETTORI IN CUI L’EUROPA POTREBBE FARE DI PIÙ PER TUTTI NOI

DIECI SETTORI IN CUI L’EUROPA POTREBBE FARE DI PIÙ PER TUTTI NOI

Da un recente studio si rileva che l'Europa ha identificato dieci settori chiave in cui potrebbe intervenire per migliorare la vita dei cittadini e affrontare le sfide globali come i cambiamenti climatici, i conflitti geopolitici, l'erosione dei principi democratici e le disuguaglianze sociali.

Una risposta collettiva, infatti, potrebbe generare benefici fino a 3.000 miliardi di euro all'anno per l'UE, circa il 18% del PIL dell'UE corrispondenti a circa 6.700 euro all'anno per ogni cittadino.

Questi i dieci settori: 

Mercato Unico e Trasporti: Eliminare ostacoli normativi significherebbe un risparmio fino a 1.400 EUR a persona, migliorando l'integrazione del mercato unico e riducendo la burocrazia.

Trasformazione Verde: Accelerare la trasformazione dei sistemi energetici verso la neutralità carbonica entro il 2050 potrebbe generare un risparmio fino a 980 EUR a persona, con l'introduzione del prezzo del carbonio e il sostegno ai gruppi sociali vulnerabili.

Trasformazione Digitale: Sostenere la digitalizzazione delle PMI farebbe risparmiare fino a 860 EUR a persona, facilitando l'accesso a finanziamenti e competenze necessarie.

Occupazione e Coesione: Migliorare la spesa per la coesione porterebbe a risparmiare fino a 750 EUR a persona, riducendo le disuguaglianze regionali e affrontando lo spopolamento nelle zone rurali.

Unione Economica e Monetaria: Una gestione responsabile delle risorse di bilancio potrebbe farci risparmiare fino a 720 EUR a persona, aumentando gli investimenti e coinvolgendo il Parlamento nelle decisioni economiche.

Parità di Genere e Diritti Civili: Promuovere la parità di genere ci farebbe risparmiare fino a 630 EUR a persona, attraverso il sostegno finanziario per chi fornisce assistenza non retribuita e investimenti in strutture di assistenza.

Salute: Con una politica sanitaria comune risparmieremmo fino a 460 EUR a persona, con servizi sanitari essenziali disponibili a tutti e programmi di promozione della salute.

Azione Esterna e Difesa: Creare una forza di difesa comune potrebbe generare un risparmio fino a 380 EUR a persona, razionalizzando la spesa e massimizzando l'efficacia.

Giustizia e Stato di Diritto: Combattere la corruzione significherebbe risparmiare fino a 340 EUR a persona, aumentando le risorse per le agenzie anticorruzione e garantendo la trasparenza.

Ricerca, Istruzione e Cultura: Potenziare gli investimenti in ricerca e cooperazione su scala europea potrebbe darci un risparmio fino a 180 EUR a persona, migliorando il vantaggio competitivo in settori strategici.

Queste azioni potrebbero migliorare significativamente la vita dei cittadini europei e portare l’Europa ad affrontare le sfide emergenti senza richiedere modifiche ai Trattati. Ognuno di questi settori, infatti, offre un potenziale significativo per affrontare le sfide emergenti al meglio e guardare al futuro in modo lungimirante, ambizioso e concreto.

I GIOVANI E L’EUROPA: TUTTE LE OPPORTUNITA’

I GIOVANI E L’EUROPA: TUTTE LE OPPORTUNITA’

Per i giovani l’Europa deve continuare a lavorare in maniera lungimirante e concreta. Diversi sondaggi, su tutti la Conferenza sul futuro dell’Europa, infatti, hanno evidenziato come i giovani europei percepiscano l'Europa non più così lontana, ma bisognosa di essere rinnovata e di essere avvicinata ad essi. Mentre alcuni, infatti, vedono nell'UE una possibilità di futuro prospero, altri sono preoccupati per tensioni nazionali e incertezze economiche.
C’è la richiesta di un'Europa più inclusiva e orientata al benessere sociale, che offra opportunità per tutti.
Tanto si chiedono cosa faccia di concreto l’Europa per le sue nuove generazioni e come si avvicini fattivamente ad esse. Nel contesto dell'impegno dell'UE nei confronti dei giovani, è evidente il suo ruolo attivo nell'istruzione, nella formazione professionale e nello sport, con azioni mirate a sostenere, coordinare o integrare le politiche degli Stati membri. La Strategia dell'UE per la gioventù per il periodo 2019-2027 si concentra su tre settori chiave: mobilitare, collegare e responsabilizzare i giovani. Questa strategia ha definito 11 obiettivi europei per i giovani, affrontando questioni trasversali che influenzano le loro vite.
Il dialogo tra Europa e giovani è un processo articolato che promuove la partecipazione attiva di essi nelle decisioni politiche dell’UE, attraverso consultazioni e attività organizzate a livello nazionale, coinvolgendo una vasta gamma di giovani, inclusi quelli con minori opportunità.
L'UE sostiene i giovani attraverso programmi strategici come il sistema di garanzia per i giovani, l'iniziativa per l'occupazione giovanile e Erasmus Plus, che offre opportunità di studio e formazione all'estero. Il 2022 è stato proclamato l'Anno europeo dei giovani per celebrare, sostenere e coinvolgere i giovani, in linea con la Strategia dell'UE per la gioventù. Numerose attività sono state coordinate per raggiungere questi obiettivi.
In Italia, il coordinamento dell'Anno europeo dei giovani è stato affidato al Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza mira a supportare i giovani italiani attraverso diverse iniziative volte a mitigare gli effetti della disoccupazione giovanile e a valorizzare le nuove generazioni.
L'UE si impegna a ridurre la percentuale di giovani NEET (quelli che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi formativi) entro il 2030 offrendo altre iniziative come il Portale europeo per i giovani e tirocini presso le istituzioni europee.
Inutile nascondere che i giovani rappresentano il futuro per l’Europa e una scommessa per il nostro presente, investire su di essi significa investire per un’Europa più forte, lungimirante, innovativa e ambiziosa.

LA PROTESTA DEGLI AGRICOLTORI È UN CAMPANELLO DI ALLARME PER L’EUROPA

LA PROTESTA DEGLI AGRICOLTORI È UN CAMPANELLO DI ALLARME PER L’EUROPA

Le proteste degli agricoltori in Europa sono un campanello di allarme che non va sottovalutato ed è urgente interrogarsi sulle motivazioni che hanno determinato questo forte risentimento nei confronti dell’Unione europea e, soprattutto, delle sue ambiziose e rigorose politiche ambientali del Green Deal che, va ricordato, sono state definite e approvate prima di eventi globali come la pandemia e i due importanti scenari di guerra in Ucraina e in Medioriente che hanno alterato il contesto economico e sociale del pianeta, ivi comprese le stesse strategie ambientali europee.
Questo è, in sintesi, il contenuto della nota che con tutta la delegazione di Forza Italia al Parlamento europeo ha scritto alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, alla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, e al presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. Era doveroso sottolineare che gli agricoltori protestano contro condizioni produttive assolutamente svantaggiose, ma anche contro chi negli anni li ha "demonizzati" e descritti come i nemici della natura ed i soli responsabili dei cambiamenti ambientali ignorando, invece, che essi hanno garantito e garantiscono ogni giorno la resilienza del nostro mercato alimentare, la sicurezza dei prodotti ed assicurano che le zone rurali e montane rimangano attive e popolate.
È evidente che l'insoddisfazione espressa in queste settimane dal settore agricolo è destinata ad allargarsi anche ad altri settori minacciando seriamente l'idea stessa di Europa, soprattutto in vista delle elezioni europee del prossimo giugno. È importante che la Commissione abbia mostrato concretamente un segnale di apertura verso gli agricoltori, ma, a nostro avviso, è necessario estendere tale approccio a tutte le politiche in corso di definizione per evitare divisioni e strumentalizzazioni.
Le politiche ambientali, sebbene importanti e condivisibili, devono essere attuate con pragmatismo per ridurre il divario tra le istituzioni e il mondo produttivo. È essenziale che ogni strategia del Patto ambientale tenga conto delle sfide socioeconomiche e promuova la sostenibilità in tutti i suoi aspetti non solo ambientali, ma anche sociali ed economici.
Gli agricoltori sono i primi e più preziosi ambientalisti poiché sono consapevoli che i suoli degradati e le alterazioni dei cicli naturali influenzano le rese e la qualità dei prodotti. Quindi, in effetti, sono loro le prime vittime dei cambiamenti climatici e dell'inquinamento. È un grande risultato per il settore agricolo ottenuto da Forza Italia. Forza Italia è sempre stata accanto a tutto il settore produttivo agricolo italiano mostrando solidarietà agli agricoltori ed un concreto impegno ad ascoltare le loro difficoltà sostenendo un approccio incentrato sulla transizione energetica e la tutela dei settori produttivi, riconoscendo l'importanza della filiera agricola per la coesione sociale del continente. Un’ulteriore prova che Forza Italia compie azioni concrete, non parole, per sostenere gli agricoltori.

ANTONIO TAJANI SEGRETARIO NAZIONALE DI FORZA ITALIA

ANTONIO TAJANI SEGRETARIO NAZIONALE DI FORZA ITALIA

Il primo congresso di Forza Italia, senza la presenza di Silvio Berlusconi, ha proclamato il segretario del partito, Antonio Tajani, insieme ai quattro vicesegretari: Deborah Bergamini, Alberto Cirio, Roberto Occhiuto e Stefano Benigni.
Durante il suo discorso davanti ai rappresentanti e delegati provenienti da tutta Italia, Tajani ha reso omaggio a Berlusconi per la sua abilità nel costruire il futuro del partito ed ha delineato le priorità di Forza Italia in vista di un presente caratterizzato da un contesto storico difficile e di un futuro decisamente ambizioso.
Tajani ha ribadito l'unità del centrodestra, intervenendo su vari temi come quello della separazione delle carriere nella magistratura ed ha espresso rispetto per il ruolo della magistratura, criticando gli eccessi politici di alcune procure.
Ha condannato la mafia come il male assoluto e ha elogiato coloro che combattono la criminalità organizzata. Inoltre, ha sostenuto le privatizzazioni come strumento per migliorare l'efficienza economica e ha difeso il ruolo della famiglia tradizionale senza discriminazioni. Il segretario nazionale ha anche criticato Putin per la situazione di Navalny affermando il continuo impegno di Forza Italia per la pace.
Il discorso di Tajani ha messo in evidenza l'importanza della continuità politica, il sostegno al governo attuale e la determinazione nel combattere la criminalità promuovendo riforme economiche. A livello europeo e globale, invece, ha rafforzato l’importanza di essere parte integrante dell’Unione europea e di una visione democratica che tuteli la pace e la libertà.
Al segretario nazionale Tajani ed ai quattro vice segretari ho augurato un lavoro proficuo, fiducioso che con il loro impegno il partito sarà in grado di rappresentare efficacemente gli interessi del Paese e dei suoi cittadini.

CONGRESSO NAZIONALE DI FORZA ITALIA: I NOSTRI OBIETTIVI E LE NOSTRE SFIDE

CONGRESSO NAZIONALE DI FORZA ITALIA: I NOSTRI OBIETTIVI E LE NOSTRE SFIDE

Il 23 e 24 febbraio scorsi si è tenuto il Congresso Nazionale di Forza Italia a Roma, un evento che ha rappresentato un crocevia di idee innovative e riformiste per il nostro Paese con numerose proposte trattate per stimolare l'economia, sostenere le imprese e alleggerire il fardello fiscale che grava su famiglie e aziende riducendo le aliquote fiscali, il numero di tributi e velocizzando gli adempimenti. Si è lavorato su riforme fondamentali per il bene degli italiani e per la competitività del nostro sistema Paese a livello internazionale.
Il Congresso è stato l’occasione anche per riaffermare gli obiettivi e i valori del partito, ma, soprattutto, ha lanciato la nuova visione di Forza Italia. Come ha più volte affermato il nostro segretario nazionale, Antonio Tajani, Forza Italia si sta impegnando per offrire risposte concrete ai cittadini perché ci attendono numerose sfide, ma siamo dalla parte giusta: quella degli italiani.
È lecito dire adesso che anche gli italiani sono dalla parte di Forza Italia: un sondaggio riportato recentemente da “La Repubblica”, infatti, dà il partito azzurro al 10%, una crescita significativa che premia la coerenza e il lavoro di tutti, soprattutto del nostro presidente Berlusconi che ha avuto il merito di costruire una classe dirigente capace di poter portare nel futuro Forza Italia, con i suoi valori e i suoi principi. Un movimento politico, ma anche una grande comunità di persone. Donne e uomini capaci, che hanno dalla loro la forza delle idee e l’amore per la libertà.
Durante il Congresso significativi sono stati gli interventi del leader del PPE, Manfred Weber, della Presidente Ursula von der Leyen e della Presidente Roberta Metsola che, oltre ad elogiare il neo segretario nazionale Antonio Tajani per la sua leadership, hanno sottolineato il ruolo fondamentale di Forza Italia nel contesto europeo e la grande eredità di Silvio Berlusconi, convinto sostenitore dell’Unione europea e dei suoi principi e valori ispiratori.
Forza Italia sa che il nostro futuro sarà caratterizzato da traguardi ambiziosi verso i quali bisognerà puntare con determinazione e ambizione partendo subito dalle prossime elezioni europee dove c’è bisogno di una forza politica seria, credibile, affidabile e responsabile. Forza Italia, è giusto sempre ricordarlo, è l’unico partito che fa parte della famiglia del Partito Popolare Europeo, il partito più grande al Parlamento di Bruxelles, e per questo sarà l’unico voto utile per dare più forza e più voce all’Italia in Europa.

INTERVISTE E RASSEGNA STAMPA

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VIGILI DEL FUOCO: LA MIA INTERROGAZIONE ALLA COMMISSIONE EUROPEA PER IL RICONOSCIMENTO DEL LORO RISCHIO AD ESPOSIZIONE AMIANTO

VIGILI DEL FUOCO: LA MIA INTERROGAZIONE ALLA COMMISSIONE EUROPEA PER IL RICONOSCIMENTO DEL LORO RISCHIO AD ESPOSIZIONE AMIANTO

È sempre più alta la frequenza con cui i Vigili del fuoco sono esposti a rischi di contaminazione nello svolgere quotidianamente il loro lavoro. Questi, infatti, così come tutti coloro che si occupano delle attività di soccorso e spegnimento, sono a rischio di contaminazione da amianto e dalle sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) durante le operazioni in edifici e strutture in cui tali sostanze sono presenti. Non è un mistero il fatto che l’esposizione a tali sostanze possa provocare gravi patologie come il mesotelioma, il cancro al polmone o al rene.

Purtroppo molte normative nazionali non prevedono le loro figure tra i soggetti colpiti dalle malattie professionali derivanti dall'esposizione ad amianto e alle sostanze Pfas escludendoli dai benefici previdenziali e dalle altre tutele previste in caso di inabilità. I soccorritori, infatti, intervengono indossando specifici dispositivi di protezione individuale (DPI), che possono comunque non essere sufficienti a proteggere dalle inalazioni di sostanze nocive. Inoltre, l'utilizzo di schiumogeni negli incendi può rappresentare un'ulteriore fonte di contaminazione.

La Direttiva del 2023 approvata dal Parlamento europeo prevede l'obbligo per gli Stati membri di attuare misure di tutela per l'esposizione all'amianto entro il 2025. Tuttavia, molte normative nazionali non prevedono i Vigili del fuoco tra i soggetti colpiti dalle malattie professionali derivanti dall'esposizione ad amianto e Pfas. Proprio per questo, le rappresentanze sindacali, in particolare la FNS CISL, hanno rappresentato la necessità di un riconoscimento dei Vigili del fuoco tra le categorie professionali esposte a rischio contaminazione da amianto e Pfas.

A tal proposito, insieme ai colleghi della delegazione di Forza Italia e del Gruppo del Partito popolare Europeo, ho posto un’interrogazione alla Commissione europea con risposta scritta al fine di sapere quali iniziative intendesse promuovere per uniformare in tutti gli Stati membri il riconoscimento della malattia professionale per i Vigili del fuoco derivante dall'esposizione all'amianto e al Pfas, anche nell'utilizzo di specifici DPI.

LA FORZA DELL’UNIONE: GLI EVENTI ORGANIZZATI PER AVVICINARE L’UE A TUTTI

LA FORZA DELL’UNIONE: GLI EVENTI ORGANIZZATI PER AVVICINARE L’UE A TUTTI

In questi anni ho cercato di spiegare ai più scettici come l’Europa sia una grande opportunità per tutti e come tutti dobbiamo sentirci di farne parte integrante e attiva. A volte però, come spesso ho sottolineato, l’Europa viene percepita lontana, distante dalle necessità e dalle problematiche reali che abbiamo. Sicuramente ci sono state anche decisioni europee che non avevano un senso logico, ma spesso abbiamo assistito a dibattiti politici nazionali strumentalizzati e poco oggettivi sui temi europei.

Per questo motivo ho deciso di promuovere sui territori un dibattito che ho denominato “La forza dell’Unione”. Si tratta di una serie di incontri nei quali parlo di come viene finanziato il bilancio Europeo, delle regole del patto di stabilità, del MES, della Politica Agricola Comune, delle varie strategie ambientali connesse a quelle industriali, di politica estera, del patto per l’immigrazione, di Erasmus + e di ogni altro elemento mi venga chiesto di chiarire dai tanti partecipanti. Ovviamente nelle mie presentazioni non ho mai nascosto le varie criticità che l’Europa presenta e che, a mio avviso, vanno prima conosciute nel merito per capire come poterle superare.

La “Forza dell’Unione” intende rappresentare la necessità di dover rafforzare concretamente l’integrazione europea se vogliamo essere pronti ad ogni sfida e lo possiamo fare solo se coinvolgiamo i cittadini e rilanciamo il progetto europeo dal basso.

La più grande soddisfazione la sto avendo quando, alla fine degli incontri, molti partecipanti mi confermano di non aver avuto in passato la possibilità di entrare nel vivo di alcune tematiche europee che troppo spesso vengono declinate sull’onda dell’emotività del momento e sulla base di ragionamenti sommari ed eccessivamente semplificati in slogan.

In questi mesi continuerò a parlare di Europa e lo faccio nella consapevolezza che sia l’unico modo di spiegare l’importanza del prossimo appuntamento elettorale di giugno dove ognuno, con il suo voto, può e deve scegliere a chi affidare responsabilmente il compito di rappresentarlo in Parlamento. 

La “Forza dell’Unione” perché insieme si può.

I MIEI IMPEGNI AL PARLAMENTO EUROPEO

I MIEI IMPEGNI AL PARLAMENTO EUROPEO

Rappresentare a Bruxelles Forza Italia all’interno del Gruppo del Partito Popolare Europeo è stato per me un privilegio, ma anche un impegno quotidiano e costante nelle varie riunioni di Commissione, di Plenaria, del Gruppo. Riunioni in cui lavoro per dare voce ad ogni cittadino italiano, ad ogni impresa o associazione, ad ogni territorio. In questi anni ho sempre cercato di avvicinare i cittadini all’Europa, purtroppo percepita ancora troppo lontana anche per colpa di un dibattito politico nazionale nel quale sono stati evidenziati maggiormente gli aspetti critici rispetto a quelli positivi. È più facile raccontare e strumentalizzare le criticità che spiegare le opportunità.

Dal momento del mio insediamento in parlamento ho lavorato in modo particolare in  commissione Agricoltura, affrontando vari temi tra cui il ruolo dei Mercati all’ingrosso nella filiera agroalimentare, la battaglia italiana contro il Nutriscore a difesa delle eccellenze Made in Italy, il Regolamento imballaggi che rischia di distruggere l’industria italiana del riciclo, oltre a stravolgere le nostre abitudini, la revisione del Regolamento per promozione del consumo di frutta e verdura nelle scuole. 

Ho potuto seguire anche molte relazioni nelle Commissioni Industria e Mercato Unico dove ho più volte avuto il ruolo di relatore.

Sicuramente la mia attività parlamentare si è significativamente intensificata dopo l’elezione a presidente della Commissione affari costituzionali, ruolo che mi ha portato a lavorare sulla revisione del Regolamento di auto condotta dei parlamentari, all’indomani dei noti e gravi fatti del Qatargate, ma, soprattutto, sulla proposta di riforma dei Trattati che il Parlamento ha approvato lo scorso dicembre 2023. 

Attualmente sono nel gruppo di lavoro per la proposta di modifica del Regolamento per il funzionamento del Parlamento, fortemente voluta dalla presidenza Metsola, per fare in modo che nella prossima legislatura ci siano regole più chiare e, soprattutto, una maggiore funzionalità del Parlamento.

Alle attività parlamentari ho sempre affiancato, con la stessa passione ed il medesimo impegno, anche le attività politiche sul territorio, incontrando amministratori locali, aziende o semplici cittadini per i quali ho rappresentato un punto di riferimento istituzionale e politico.

Inoltre, il presidente Berlusconi, su proposta dell’attuale Segretario nazionale, Antonio Tajani, mi ha nominato anche Responsabile Nazionale del Dipartimento Italiani all’estero di Forza Italia permettendomi di conoscere un’altra Italia, quella al di fuori dei confini nazionali, rappresentata non solo dai 6 milioni di italiani iscritti all’AIRE, ma dagli oltre 50 milioni di italiani, di prima e seconda generazione, che hanno perso la cittadinanza  o che non ne hanno fatto richiesta per le complessità normative e burocratiche ed hanno comunque continuato a rappresentare l’Italia con la loro laboriosità e creatività. Il Presidente Berlusconi ha sempre definito gli italiani all’estero i veri ambasciatori dell’Italia.

L’anno appena trascorso, è stato un anno intenso, ma ricco di impegni e soddisfazioni. Da poche settimane ne è partito uno nuovo, con grandi sfide all’orizzonte tra cui le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo previste per l’8 e il 9 giugno, nelle quali sarò nuovamente candidato con Forza Italia nella circoscrizione Italia centrale (Lazio, Umbria, Marche e Toscana) per proseguire in continuità il lavoro fatto in questi anni e rafforzare ancora di più la voce dell’Italia. Nessuno può mancare questo appuntamento che deve vederci necessariamente tutti protagonisti: io con voi, voi con me, tutti con determinazione e con ambizione per continuare ad essere insieme in Europa.

FORZA ITALIA, LA VOCE PIU’ IMPORTANTE DELL’ITALIA IN EUROPA

FORZA ITALIA, LA VOCE PIU’ IMPORTANTE DELL’ITALIA IN EUROPA

L’Europa sta vivendo un momento delicato e le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo del prossimo 8 e 9 giugno saranno fondamentali per dare all’Ue un rinnovato slancio, più ambizioso e concreto. In questo scenario Forza Italia, unico partito politico italiano della grande famiglia del Partito Popolare Europeo, si presenta con un’idea chiara di un’Europa che deve saper ritrovare le ragioni dello stare insieme in modo concreto e, soprattutto, ascoltando la voce e le esigenze dei cittadini e delle imprese.

Tante le sfide cruciali a cui l’Europa deve essere in grado di rispondere in maniera coesa e risolutiva. Forza Italia è pronta a dare il suo contributo credendo fermamente nella necessità di politiche che promuovano una sostenibilità ambientale che non sia solo ideologica, ma che sappia aiutare concretamente la crescita e l’innovazione delle imprese. C’è bisogno di un Europa che sappia interrogarsi anche su ciò che non ha funzionato a partire da una possibile e necessaria revisione dei Trattati per garantire una maggiore reattività e resilienza a fronte di qualsiasi altra emergenza o sfida globale.

Forza Italia sostiene convintamente una politica agricola comune, vicina ai nostri agricoltori, che garantisca la sicurezza e l’autonomia alimentare, salvaguardando le eccellenze italiane del Made in Italy ed è da sempre promotrice di una cooperazione più stretta tra gli Stati membri finalizzata ad una politica estera e di difesa comune per affrontare le minacce alla sicurezza, la gestione delle migrazioni e per garantire la stabilità e la protezione dei cittadini europei. L’impegno di Forza Italia è anche nella promozione della coesione sociale, in una politica basata su valori di democrazia e rispetto per i diritti umani.

Ci aspettano sfide decisive e per questo sabato 8 e domenica 9 giugno sarà importante esprimere un voto utile a favore di Forza Italia: l’unica forza politica italiana che, insieme alla famiglia del PPE, è impegnata nel rafforzare l'Ue attraverso una guida responsabile e un impegno concreto, guardando al futuro con determinazione e fiducia, senza dimenticare le sue radici, mettendo al centro della sua azione politica i cittadini quale unica strada per avere un'Europa forte, prospera e ambiziosa.

I PROSSIMI MESI TRA ELEZIONI E OBIETTIVI

I PROSSIMI MESI TRA ELEZIONI E OBIETTIVI

Il 2024 ci vedrà tutti impegnati in prima linea nel rafforzare gli obiettivi di Forza Italia cominciando proprio dall’appuntamento più importante: il Congresso Nazionale di Forza Italia programmato per il 23 e 24 febbraio. Sarà però, soprattutto, l’anno delle elezioni europee, previste l’8 e il 9 giugno.

L’obiettivo di Forza Italia, sulla scia di quanto lasciatoci in eredità dal presidente Berlusconi, è quello di costruire puntando al futuro, ma, soprattutto, è quello di fare di Forza Italia un grande punto concreto e ambizioso per milioni di italiani.

Viviamo un momento storico delicato e complicato in cui è fondamentale rafforzare la credibilità non solo dell’Italia, ma anche dell’Unione europea, sia all’interno degli Stati membri sia nello scacchiere globale se vogliamo recitare un ruolo da protagonista insieme alle grandi potenze.

La sfida delle prossime elezioni europee deve vederci tutti coinvolti nel sostenere i principi ed i valori di Forza Italia per essere ancora più forti nel Partito Popolare Europeo e poter rappresentare maggiormente l’Italia in Europa. È importante rivendicare la nostra identità politica quale partito ispirato ai valori della tradizione liberale, cristiana, garantista, europeista e atlantista.

Sono consapevole del grande lavoro che ci aspetta nei prossimi mesi, ma anche dell’impegno che continuerò e che continueremo a mettere in ogni campo e attività politica tenendo sempre a mente una citazione del presidente Berlusconi che condivido con voi come augurio ed esortazione per l’anno nuovo: “…andiamo avanti così, con convinzione, entusiasmo, passione”.

L’8 e il 9 giugno, quando saremo chiamati ad eleggere il nuovo Parlamento europeo, saranno date fondamentali per consolidare e rafforzare i valori di Forza Italia all’interno del PPE. Ci aspettano sfide ardue, ma decisive. Ci aspettano scelte difficili, ma risolutive. Ci aspettano obiettivi da centrare e altri da modificare. Ci aspettano mesi di lavoro e abnegazione, verso una sola, grande meta: insieme in Europa 2024.

A BRUXELLES FORZA ITALIA È IMPEGNATA PER UNA AGRICOLTURA GIUSTA E NON IDEOLOGIZZATA

A BRUXELLES FORZA ITALIA È IMPEGNATA PER UNA AGRICOLTURA GIUSTA E NON IDEOLOGIZZATA

Le proteste degli agricoltori in questi giorni rappresentano un campanello d'allarme che non va sottovalutato, ma anzi, ascoltato; un allarme che Forza Italia - PPE ha sollevato più volte a Bruxelles per sottolineare come gli ambiziosi obiettivi ambientali del Green Deal potranno essere raggiunti solo coinvolgendo gli agricoltori anziché andare contro di essi. Noi sosteniamo da tempo, infatti, che la transizione verde debba avvenire attraverso un processo graduale nel quale gli agricoltori non debbano sopportare ulteriori costi ed oneri burocratici, ma debbano essere aiutati per diventare sempre più protagonisti nella lotta ai cambiamenti climatici. Con questa consapevolezza, l'UE, tramite la PAC, si è impegnata a sostenere gli agricoltori italiani nel periodo 2021/2027 con un finanziamento significativo di circa 40 miliardi di euro per promuovere la biodiversità, migliorare la qualità delle produzioni, utilizzare le nuove tecnologie e promuovere le nostre eccellenze. Purtroppo, non possiamo ignorare come alcune strategie europee, riconducibili al Green Deal, pur avendo premesse ed obiettivi condivisibili, prevedano modalità attuative eccessivamente onerose e vengono sostenute da alcune forze politiche in modo teorico e ideologico. Tutti siamo a favore di azioni che garantiscano un ambiente migliore, ma noi di Forza Italia insistiamo su una sostenibilità "pragmatica" che non significa rinunciare agli obiettivi di sostenibilità ambientale, ma significa raggiungere, insieme agli agricoltori e all'intero sistema produttivo, una sostenibilità coniugata anche con gli aspetti economici, sociali e produttivi. L'errore più grande che si può commettere in questo senso è quello di risolvere le problematiche guardando la pagliuzza e non considerando minimamente la trave. Abbiamo l'obbligo assoluto di salvaguardare agricoltori e aziende da decisioni dissennate, figlie di ideologie avulse dalla reale condizione dell'agricoltura europea e italiana che si è già contraddistinta per buone pratiche ambientali ancor prima del famoso "patto verde". È necessario ricordare che Agricoltura e Ambiente non sono in contrapposizione, ma sono alleati perché il miglior amico dell'ecosistema è proprio l'agricoltore, una vera e propria sentinella ecologica e convinto sostenitore della regola della tripla A: Alleanza, Ambiente, Agricoltura.

30 ANNI DI FORZA ITALIA: GRAZIE PRESIDENTE

30 ANNI DI FORZA ITALIA: GRAZIE PRESIDENTE

"L'Italia è il Paese che amo" – questo l’incipit che, 30 anni fa, il 26 gennaio 1994, caratterizzò il discorso della discesa in campo di Silvio Berlusconi e quello che poi ha formato il DNA di Forza Italia. Un patto con gli italiani, quello del Presidente, una promessa assolutamente mantenuta che segnò in maniera imprescindibile la politica liberale del centrodestra italiano. “Non voglio vivere in un Paese illiberale” – dichiarava Berlusconi – “governato da forze immature e da uomini legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare". Parole ambiziose che puntavano ai valori fondanti di Forza Italia per un Paese, come diceva spesso il Presidente Berlusconi, “più moderno, efficiente, ordinato e sicuro”.

In questi giorni festeggiamo 30 anni di traguardi, ma anche di difficoltà, di vittorie e di contestazioni che hanno segnato in maniera importante la storia della politica italiana. Tante sono le date importanti da ricordare in cui il nostro Presidente ha lasciato il segno nella storia: il G7 a Napoli nel 1994, il 28 maggio 2002 con la famosa stretta di mano tra Putin e Bush a Pratica di mare, esortata proprio dal presidente Berlusconi, passando per il discorso del Predellino ed a quello fatto al Congresso USA, fino al suo ultimo messaggio, il 6 maggio del 2023, poche settimane prima della sua scomparsa, in cui non è mancata la sua esortazione a tutti noi nell’impegnarci per un’Italia sempre libera e democratica.   

Forza Italia è un partito vivo in cui c’è entusiasmo e l’idea di futuro che non dimentica però le proprie radici. Siamo il perno dell’azione di governo in Italia e la forza che in Europa è destinata a contare sempre di più poiché noi siamo l’unico partito italiano nella grande famiglia del Partito popolare europeo.

Come ha detto il nostro segretario nazionale, Antonio Tajani, dal palco della kermesse per i 30 anni dalla discesa in campo del nostro Presidente, “non esiste l'erede di Berlusconi, c'è un solo presidente. Ci sono tanti eredi e quelli siete voi”. Condivido in pieno questo pensiero: gli eredi di Berlusconi sono soprattutto i sindaci, i consiglieri, gli assessori, gli attivisti, i giovani, gli uomini e le donne che portano avanti quotidianamente i valori del nostro partito perché rappresentano essi stessi le sue fondamenta. Gli eredi di Berlusconi siamo tutti noi e noi abbiamo la responsabilità di proseguire sul cammino da lui tracciato, sulla base dei valori fondanti del nostro partito, impegnandoci ogni giorno a spiegare l’importanza di Forza Italia quale forza politica moderata e centrale nel panorama nazionale ed europeo.

In queste settimane di congressi in giro per la mia circoscrizione, ho avuto il piacere di vedere tanti volti nuovi, soprattutto giovani, che stanno dando maggior vigore e rinnovata ambizione al partito. Ora più che mai gli obiettivi di Forza Italia sono grandi e audaci per il nostro Paese, per tutti i nostri cittadini e le nostre imprese. Approfitto per rinnovare il mio personale in bocca al lupo a tutti i coordinatori e le coordinatrici provinciali eletti in queste settimane che, sono certo, rappresenteranno, con dedizione e competenza, i valori fondamentali del nostro partito.

INTERVISTE E RASSEGNA STAMPA

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USO SOSTENIBILE DEI PESTICIDI, L’IPOCRISIA DI VERDI E SOCIALISTI IN EUROPA

USO SOSTENIBILE DEI PESTICIDI, L’IPOCRISIA DI VERDI E SOCIALISTI IN EUROPA

Nei mesi scorsi in Parlamento c’è stata una lunga ed animata discussione sulla proposta del Regolamento “SUR” per l’uso sostenibile dei pesticidi. Dopo i vari passaggi nelle relative Commissioni competenti, il testo è arrivato in plenaria dove sono stati approvati molti emendamenti del Gruppo del PPE che hanno reso la proposta credibile e pragmatica nell’ottica di voler realmente raggiungere una riduzione ed un miglior utilizzo dei fitofarmaci. Purtroppo, il testo finale, emendato dalla maggioranza dei deputati, non ha visto alla fine un voto favorevole perché i gruppi dei “Verdi” e dei “Socialisti” lo hanno ritenuto troppo poco ambizioso rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea.

Sono del parere che il voto contrario del Parlamento sia stato un passo indietro sulla strada della sostenibilità. Credo, infatti, che la transizione verde debba essere giusta ed inclusiva e le emergenze ambientali debbano essere affrontate con gli agricoltori e non contro gli agricoltori. La proposta iniziale del Regolamento SUR prevedeva target irrealistici e misure che avrebbero messo a rischio anche l’intera sicurezza alimentare europea.

Il Gruppo del PPE ha espresso fin da subito le sue perplessità sul testo presentato dalla Commissione europea che mancava di pragmatismo e metteva a rischio il sistema agricolo europeo. Abbiamo cercato la via del dialogo senza trovare riscontro e, quando la maggioranza dei membri eletti ci ha dato ragione votando a favore di alcuni emendamenti che hanno reso il testo equilibrato e credibile, la sinistra ha reagito bocciando il testo, mettendo di fatto fine alla possibilità di vedere realmente una riduzione nell’uso dei pesticidi in un prossimo futuro. 

Questo voto è una sconfitta per tutti, soprattutto per l’ambiente.

 

ETICHETTE PIÙ TRASPARENTI PER I CONSUMATORI

ETICHETTE PIÙ TRASPARENTI PER I CONSUMATORI

Nell’ottica di garantire i consumatori in acquisti responsabili e consapevoli di prodotti alimentari, recentemente l’Europa ha introdotto alcune novità.
Innanzitutto, entro il 2025 sarà obbligatorio per alcune tipologie di frutta e verdure inserire nell’etichetta il paese d'origine e, facoltativamente, anche la regione di produzione. Si tratta di una novità importante sia per garantire una maggiore trasparenza e informazione per i consumatori sia per permettere loro di sostenere l'agricoltura locale o prodotti di regioni specifiche per motivi di qualità o sostenibilità.
Inoltre, l’Europa ha deciso che sarà obbligatorio indicare in etichetta il Paese di provenienza del miele e questo inevitabilmente rappresenta un grande passo in avanti per la tutela del miele europeo, ma, soprattutto, italiano.
La Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale, di cui sono membro effettivo, si è riunita nelle scorse settimane per votare la proposta di modifica di una Direttiva che, tra gli altri, regolamenta proprio il comparto del miele. Tra le proposte approvate ci sono state anche quelle dei miei emendamenti relative all'etichettatura con cui ho chiesto che venga espressamente dichiarata la provenienza geografica del miele e le sue eventuali miscelazioni, soprattutto per proteggere i consumatori, assicurando che durante l'acquisto non siano ingannati, ma possano effettuare scelte informate.
L'obbligo di indicazione della provenienza del miele è una misura positiva che tutela non solo i consumatori, ma anche i produttori di miele contribuendo anche a ridurre le frodi alimentari e a garantire la trasparenza delle informazioni sugli alimenti.
Purtroppo, secondo un rapporto del marzo 2023, quasi la metà del miele importato in Europa è falso, cioè composto da sciroppo ricavato da grano, riso e barbabietola da zucchero. L'Italia è uno dei principali produttori di miele in Europa, ma la sua produzione è stata pesantemente colpita dal cambiamento climatico e dal caro energia. In tal senso, l'obbligo di indicazione della provenienza del miele rappresenta una tutela per i produttori italiani, che potranno competere in modo più equo con i produttori di miele di altri Paesi.

LA REVISIONE DEI TRATTATI: UN’OPPORTUNITÀ PER RILANCIARE L’EUROPA

LA REVISIONE DEI TRATTATI: UN’OPPORTUNITÀ PER RILANCIARE L’EUROPA

Il Parlamento europeo nella plenaria di novembre ha approvato la proposta di revisione dei Trattati presentata dalla Commissione Affari Costituzionali da me presieduta.
Si tratta di un risultato importante e rappresenta una grande opportunità per riflettere sull’importanza dell’Europa, sulle sue potenzialità e sulle sue criticità. È l’inizio di un percorso complesso e sicuramente tortuoso ma può essere l’inizio di una pagina importante della storia della nostra istituzione e dell’Ue. I cittadini lo hanno chiesto a gran voce ed il Parlamento ha ascoltato e agito: serve un’Unione europea diversa, un’Europa che abbia gli strumenti per reagire alle crisi con determinazione, che sia forza di unione, non di divisione e che sia un luogo dove ciascuno Stato membro possa prosperare da un punto di vista sociale, economico e culturale senza essere schiacciato da rigide regole economiche ormai datate.
Per raggiungere questo obiettivo però è necessario un cambiamento e questo cambiamento deve esserci adesso. L’integrazione europea è un percorso a tappe che ormai è fermo da troppo tempo, da quel Trattato di Lisbona del 2007 che necessita oggi di essere rilanciato con forza e convinzione.
La nostra proposta di revisione offre tanti spunti per una discussione sul futuro dell’Europa a partire dalla necessità di rafforzare la nostra democrazia attraverso il riconoscimento di iniziativa legislativa del Parlamento europeo e del ruolo di co-legislatore sul bilancio. Dobbiamo anche guardare però al ruolo dell’Ue sulla scena internazionale e accrescere la nostra credibilità come attore mondiale tramite, ad esempio, una Comunità Europea della Difesa.
La proposta del Parlamento adesso passa all’esame del Consiglio e spero che gli Stati Membri abbiano il coraggio di intraprendere mettendo da parte pregiudizi e nazionalismi che non vanno confusi con le identità nazionali e che trovano proprio nell’Europa il loro riconoscimento e punto di forza.

IMBALLAGGI: IL PARLAMENTO EUROPEO MODIFICA L’ASSURDA PROPOSTA DELLA COMMISSIONE

IMBALLAGGI: IL PARLAMENTO EUROPEO MODIFICA L’ASSURDA PROPOSTA DELLA COMMISSIONE

Lo scorso 22 novembre il Parlamento europeo ha approvato, a larga maggioranza, la proposta del regolamento europeo sugli imballaggi. Il provvedimento riguarda tutti i contenitori e tutto ciò che serve per trasportare e mettere in vendita un prodotto, dai sacchetti di plastica agli imballaggi industriali, ma, soprattutto, prevede obiettivi generali di riduzione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggi.
La proposta iniziale della Commissione europea aveva generato una serie di oggettive preoccupazioni per i suoi obiettivi eccessivamente ambiziosi con cui si voleva indirizzare, o meglio obbligare, cittadini ed imprese verso il riutilizzo degli imballaggi senza considerare minimamente il sistema del riciclo a cui l’Europa stessa ci ha orientato ed educato con risultati assolutamente positivi.
Grazie ad un intenso lavoro della delegazione di Forza Italia e del gruppo del Partito Popolare Europeo, siamo riusciti a portare a casa risultati importanti per i consumatori e per le aziende italiane ed europee. Purtroppo c’è stato chi in questi mesi ha demonizzato tutti i tipi di imballaggi, senza fare distinzioni, e ha cercato di sostenere un sistema basato sul riuso anziché il riciclo, in cui l’Italia è il paese europeo più virtuoso.
Con questo voto abbiamo confermato che riciclo e riuso sono entrambe soluzioni virtuose se applicate nei giusti modi ed al giusto contesto. Era impensabile voler cambiare intere catene del riciclo dopo aver spinto e sostenuto economicamente per anni aziende ad investire in ricerca ed innovazione ed aver favorito tra i cittadini lo sviluppo di una forte cultura del riciclo.
Il testo approvato dal Parlamento, più credibile e coerente, tiene conto delle diverse realtà nazionali e consente agli Stati membri di scegliere la strategia più adatta per ridurre gli imballaggi e incentivare il riciclo.
È stata una vittoria importante anche per il settore dell’agroalimentare perché, grazie agli emendamenti presentati da me e sottoscritti da tantissimi colleghi di diversi gruppi politici, il comparto agroalimentare potrà continuare ad utilizzare gli imballaggi necessari per garantire la sicurezza, la freschezza e la longevità dei nostri cibi. Nessun divieto quindi per gli imballaggi monouso sotto 1,5 kg e per quegli imballaggi utilizzati nel settore dell’HO.RE.CA. che possono facilmente essere riciclati. Importante anche l’esenzione di vino e bevande alcoliche dai target di riuso delle bottiglie che avrebbero comportato enormi problemi ad un settore chiaramente indirizzato all’export.
Infine, un sospiro di sollievo anche per quegli imballaggi flessibili che sono a diretto contatto con gli alimenti e che sono necessari per il loro trasporto come, ad esempio, le buste asettiche per le passate di pomodoro.
Se fosse passato il testo originale della Commissione europea sarebbero state distrutte intere filiere produttive, quindi persi migliaia di posti di lavoro, ed i cittadini avrebbero visto stravolgere negativamente le loro abitudini utilizzando e riutilizzando imballaggi che non avrebbero garantito, per esempio, la sicurezza e la salubrità degli alimenti.
Il voto del Parlamento sul Regolamento imballaggi conferma che c’è bisogno di un’Europa razionale che sappia considerare realmente le esigenze e le aspettative dei cittadini e delle imprese senza far prevaricare preconcetti e ideologismi che rischiano, come stava per accadere, di mettere in discussione la sua esistenza.

VIOLENZA SULLE DONNE, UNA VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI

VIOLENZA SULLE DONNE, UNA VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI

In queste settimane sta avendo un grande successo il film di Paola Cortellesi sul diritto del voto alle donne: una grande conquista che le donne italiane hanno raggiunto nel 1946. In questi quasi 80 anni abbiamo fatto enormi passi avanti, ma se pensiamo ai dati sulle violenze contro le donne è come se non ci fossimo proprio mossi.
Il 25 novembre, soprattutto quest’anno dopo il brutale omicidio di Giulia Cecchettin, ha visto l’organizzazione di migliaia di eventi che hanno confermato la necessità e l’urgenza di fare di più, tutti insieme, nessuno escluso, e non solo il 25 novembre, ma ogni giorno.
Purtroppo i dati sono impressionanti e ciò che più allarma è che la violenza avviene spesso tra le mura domestiche o sul posto di lavoro, ad opera di persone care o conosciute, in situazioni in cui, paradossalmente, una donna dovrebbe sentirsi maggiormente tutelata e rispettata
I casi di violenza nei confronti delle donne sono in continua crescita e sono una delle violazioni dei diritti umani più diffuse nel mondo. Nonostante questo, solo a maggio scorso il Parlamento europeo ha votato, con molte astensioni, l'adesione dell'Unione europea alla Convenzione di Istanbul, in vigore dallo scorso 1 ottobre in tutta Europa.
La Convenzione di Istanbul definisce giuridicamente la violenza contro le donne e stabilisce un quadro completo di misure giuridiche e politiche per prevenire le violenze, sostenere le vittime e punire gli autori.
Attualmente in Europa non esiste una legge unica che tratti allo stesso modo, in tutti gli Stati, la violenza contro le donne. Il Parlamento europeo ha chiesto più volte una legislazione europea specifica per stabilire standard giuridici comuni e sanzioni penali minime, classificando la violenza come reato comunitario, equiparandolo al terrorismo o alla tratta di esseri umani.
Per questo motivo, lo scorso settembre, la Commissione europea ha proposto una direttiva che però è ancora in fase di negoziato in merito al discusso principio del consenso. Può sembrare strano ma, nonostante numeri che fanno rabbrividire, siamo ancora nella fase della discussione per armonizzare le norme di molti degli Stati membri in cui la definizione legale di stupro non fa alcun riferimento al principio del consenso.
Tutti ricorderete il forte appello della presidente Ursula von der Leyen che nel suo ultimo discorso sullo stato dell’Unione, riferendosi al tema della violenza, ha ricordato e sottolineato che “no significa no”, ovvero il sesso senza consenso è stupro e va riconosciuto come tale.
Certo è un obbligo ed un dovere dell’Europa continuare ad incoraggiare gli Stati membri nell’adozione di misure necessarie per prevenire la violenza sulle donne e per garantire protezione e sostegno efficaci a tutte le vittime, ma a qualsiasi nuova legge o pena più severa bisogna accompagnare un profondo e radicale cambiamento culturale di tutti perché parliamo di donne e queste donne sono mogli, mamme, figlie, nonne, nipoti e compagne. Ebbene, solo quando ciascuna di esse non vivrà più nell'insicurezza, nella paura e nella violenza quotidiana potremo dire di vivere in una società veramente equa, giusta, forte, ambiziosa e paritaria.

AL VIA I CONGRESSI DI FORZA ITALIA

AL VIA I CONGRESSI DI FORZA ITALIA

È partita con grande entusiasmo la stagione dei congressi provinciali di Forza Italia in previsione del congresso nazionale che si terrà il 23 e 24 febbraio 2024 a Roma. Attraverso i congressi Forza Italia sta compiendo un passo importante per il suo rinnovamento e rafforzamento sui territori con cui mantenere vivo un rapporto all’insegna dei valori con cui il Presidente Silvio Berlusconi nel 1994 diede inizio a questa grande esperienza politica che ha dato forma nel nostro Paese al grande ed unico Partito di centro, moderato, liberale, cattolico, inclusivo, garantista e convintamente europeista ed atlantista.
La scomparsa del Presidente Berlusconi ci ha sicuramente addolorato, ma, allo stesso tempo, ha rinvigorito in ognuno di noi l’orgoglio di far parte di un grande partito nel quale continuare a lavorare ed impegnarsi, con responsabilità, sulla strada tracciata dal suo fondatore che ci ha lasciato uno straordinario patrimonio politico da amministrare e valorizzare.
I congressi provinciali seguono una campagna di tesseramento che ha visto oltre 100 mila soci aderire ad un movimento destinato ad essere il punto di riferimento di milioni di italiani che stanno riscoprendo l’importanza di un partito equilibrato, che fa politica con proposte e contenuti e non attraverso slogan, che preferisce sempre e comunque l’ascolto ed il confronto per poter corrispondere alle reali aspettative ed esigenze dei cittadini.
In questa delicata fase di riorganizzazione del partito è doveroso ringraziare innanzitutto il segretario nazionale Antonio Tajani che, di giorno in giorno, con la sua instancabile attività istituzionale e politica, sta rendendo Forza Italia ancora più forte, credibile ed affidabile nel panorama nazionale ed internazionale. Voglio ringraziare anche tutti i coordinatori regionali impegnati attivamente nelle azioni di sensibilizzazione ed animazione politica sui rispettivi territori, ma, soprattutto, i tantissimi amministratori locali, dirigenti e sostenitori che stanno rendendo Forza Italia ancora più viva sconfessando chi pensava che, all’indomani della scomparsa del Presidente Berlusconi, il partito si sarebbe sciolto.
Spiace dover smentire costoro, ma Forza Italia, in ragione del suo passato e guardando al futuro, è più attrattiva che mai tanto da aver registrato moltissime adesioni di parlamentari, consiglieri regionali, sindaci e consiglieri comunali provenienti da altre esperienze politiche.
La stagione dei congressi sarà anche la preparazione e la mobilitazione di tutti per il primo appuntamento elettorale, quello delle europee di giugno 2024, nel quale saremo chiamati, per la prima volta, a dimostrare la nostra forza e la nostra capacità politica senza la presenza del nostro fondatore Silvio Berlusconi.
Tutto questo non ci spaventa, anzi, ci sta incoraggiando a fare di più e meglio proprio per confermare quanto sia stato importante aver avuto nella nostra formazione politica la presenza del Presidente Berlusconi che resterà sempre e comunque al nostro fianco.
Forza Italia è l’unico partito nazionale di centro destra che fa parte della grande famiglia politica del Partito Popolare europeo, oggi alla guida della Commissione, del Parlamento e della Banca centrale europea, e, considerate le grandi sfide che ci aspettano in cui l’Europa sarà determinante, è necessario sostenere Forza Italia affinché possa all’interno del PPE essere ancora più decisiva e determinante.

NON TI FORMI, TI FERMI

NON TI FORMI, TI FERMI

Viviamo in un mondo che cambia continuamente: cambia il contesto storico, l’attualità politica e la cronaca, cambia il nostro modo di percepire le situazioni, spesso cambiano gli obiettivi e le strade da percorrere per ciascuno di noi, indipendentemente dall’età e dal lavoro.
Ciò che non deve mai cambiare è, invece, la visione che noi abbiamo di noi stessi e di ciò che vogliamo rappresentare per soddisfare le nostre aspettative e, se vogliamo, le aspettative di coloro che fanno parte della nostra vita, privata o professionale.
Ogni cambiamento ha in sé uno stimolo che lo motiva che ci porta ad un maggiore impegno, ad una determinazione nuova.
Formarsi ed informarsi è un investimento fondamentale per chi vuole rimanere vicino alle persone, alle loro problematiche, alle loro necessità e alle loro ambizioni, calcando il piede sull’acceleratore, correndo verso il futuro. Conoscersi e rimanere informati sulle reali aspettative e necessità di tutti i cittadini, giovani e meno giovani, donne, uomini, lavoratori o studenti ritengo sia un investimento per chi sceglie di intraprendere una carriera politica mettendosi a disposizione dei cittadini, soprattutto per chi si pone come obiettivo quello di migliorare il rapporto con ognuno di essi, rafforzandolo e rendendolo sempre più solido.
In questo modo siamo in grado di metterci maggiormente a disposizione di tutti offrendo a coloro che ripongono in noi la loro fiducia una rinnovata vicinanza ed un aiuto concreto, contribuendo, in modo più efficace, ad una maggiore fiducia, stima e aggregazione, ad un obiettivo facilmente raggiungibile e ad un risultato migliore per tutti.
Per questo motivo, ti chiedo di compilare il questionario “Non ti formi? Ti fermi!

LINK PER ACCEDERE AL QUESTIONARIO: https://bit.ly/NonTiFormiTiFermi

Compilando il questionario, mi darai modo di conoscerti meglio, ma, soprattutto, mi permetterai di capire le tue reali esigenze e le tue aspettative aiutandomi ad essere informato in maniera mirata e specifica su ciò che ti riguarda.
È un modo per raccogliere le tue esigenze, ascoltare le tue richieste e supportarti al meglio.
Io ci sono, tu ci sei?

INTERVISTE E RASSEGNA STAMPA

INTERVISTE E RASSEGNA STAMPA

Qui potrai guardare tutte le mie interviste, i miei interventi al Parlamento europeo a Bruxelles, in plenaria a Strasburgo e nelle varie trasmissioni televisive e radiofoniche. Potrai, inoltre, ascoltare i miei podcast e leggere la rassegna stampa con gli articoli di giornale che mi riguardano.

INTERVENTI / INTERVISTE

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GIORNALI

ZONE ECONOMICHE SPECIALI: TAVOLO DI LAVORO PER ESTENDERE QUESTE CONDIZIONI ANCHE AI TERRITORI DI LATINA E FROSINONE

ZONE ECONOMICHE SPECIALI: TAVOLO DI LAVORO PER ESTENDERE QUESTE CONDIZIONI ANCHE AI TERRITORI DI LATINA E FROSINONE

Le ZES, le zone economiche speciali, rappresentano un’occasione di sviluppo e attrazione degli investimenti. In Italia furono istituite nel 2017 e identificavano delle aree geografiche nelle quali le aziende già operative o di nuovo insediamento potevano beneficiare di speciali condizioni per gli investimenti e per lo sviluppo economico.
Ho voluto discutere la questione delle ZES a Bruxelles con il Ministro per gli Affari Europei, Raffaele Fitto, al quale ho sostenuto l'idea di ampliare le ZES includendo anche le province di Frosinone e Latina.

Questa espansione è mirata a risolvere i problemi di deficit infrastrutturale e digitale nell'area del basso Lazio, che sta ostacolando lo sviluppo socio-economico del territorio. Il ministro però ha spiegato che è in corso un processo di riorganizzazione giuridica delle precedenti 8 ZES in una sola ed unica ZES e che, al momento, non è possibile ridefinirne la perimetrazione.

In risposta a questa situazione, ho proposto di istituire un tavolo di lavoro con la Camera di Commercio di Frosinone e Latina, il Consorzio Industriale del Lazio e le Associazioni di categoria delle due province per esaminare e individuare soluzioni possibili da presentare alla Regione e successivamente al Governo.
Credo, infatti, che qualsiasi proposta debba essere supportata da uno studio dettagliato che evidenzi le caratteristiche socio-economiche, gli aspetti geografici, i dati storici delle imprese, l'occupazione, le carenze infrastrutturali e l'impatto delle agevolazioni fiscali. L'obiettivo, infatti, deve essere quello di garantire condizioni di connessione e competitività omogenee tra le diverse aree geografiche del Paese.

IMBALLAGGI DI FRUTTA E VERDURA: DELUSIONE SU RISULTATO VOTO, MA LA PARTITA SI GIOCHERÀ IN PLENARIA

IMBALLAGGI DI FRUTTA E VERDURA: DELUSIONE SU RISULTATO VOTO, MA LA PARTITA SI GIOCHERÀ IN PLENARIA

La Commissione Ambiente dell’Europarlamento ha approvato la proposta di Regolamento sulla riduzione dei rifiuti da imballaggio tra le cui novità c’è il divieto di utilizzo di confezioni monouso per frutta e verdura sotto 1 kg oltre all’obbligo dell’etichettatura compostabile per il settore. Non è ancora una decisione definitiva, l’ultima parola spetta, infatti, alla Plenaria della seconda metà di novembre, ma è indubbio che il polverone che si sta alzando non possa passare inosservato.

È chiaro che questa proposta avrà effetti molto negativi su filiere importantissime dell’agroalimentare, inoltre, evidenzia la mancanza di consapevolezza di alcuni gruppi politici riguardo alle possibili e gravi conseguenze che questa misura potrebbe avere sul settore agroalimentare e sulle politiche degli sprechi alimentari.

Mi auguro che durante il voto in plenaria, avremmo l'opportunità di modificare e migliorare il testo.

L’ISTITUTO UNIVERSITARIO EUROPEO VUOLE CAMBIARE NOME AL NATALE: QUESTA NON È INCLUSIONE, È DISCRIMINAZIONE!

L’ISTITUTO UNIVERSITARIO EUROPEO VUOLE CAMBIARE NOME AL NATALE: QUESTA NON È INCLUSIONE, È DISCRIMINAZIONE!

Nei giorni scorsi è balzata agli occhi di tanti la notizia che l'Istituto Universitario Europeo (IUE) di Fiesole ha proposto di cambiare il nome alla festa di Natale rimuovendo il riferimento alla parola "Natale" e allargandone il significato per abbracciare le diverse religioni, trasformandola in "Festa d'inverno".

Già l’anno scorso la Commissaria europea per l'uguaglianza nella Commissione von der Leyen, Helena Dalli, con una circolare interna rivolta ai dipendenti in merito al linguaggio inclusivo da adottare da parte della Commissione aveva proposto di cancellare la parola “Natale” per evitare di urtare altre sensibilità religiose. La circolare è stata poi ritirata! Non dimentichiamoci neanche come molti dirigenti scolastici o insegnanti, sistematicamente, con l’avvicinarsi delle festività natalizie, si avventurano in ragionamenti simili autogiustificandosi che i bambini e le famiglie di altre culture religiose potrebbero sentirsi esclusi.

Io credo che questo approccio da parte di alcuni sia assolutamente sbagliato e costituisca un vero atto discriminatorio nei confronti dei cattolici cristiani perché dimenticano le profonde radici cristiane della nostra Europa sulla cui base oggi siamo un continente aperto, accogliente e rispettoso di tutte le culture. Rispettare ed accettare le altre culture non deve significare rinunciare alla nostra!

Per questo motivo, così come per la circolare della Commissaria Dalli, insieme ad alcuni colleghi di Forza Italia – Gruppo PPE, abbiamo scritto alla Commissione europea chiedendo di valutare la validità della proposta dell'Istituto Universitario Europeo (IUE) di Fiesole. In particolare abbiamo chiesto alla Commissione di esaminare se questa decisione possa essere in linea con gli obiettivi di inclusione etnica e razziale delineati nel piano 2023-2026 nei quali si sottolinea l'importanza di riconoscere e rispettare le diverse osservanze religiose e culturali.

Bisogna anche considerare il rispetto per la libertà di espressione, compreso il diritto delle persone di celebrare le proprie tradizioni e festività religiose come parte della diversità culturale, poiché questo è un valore universalmente riconosciuto.
Pertanto, abbiamo chiesto alla Commissione di condurre una valutazione approfondita e di intervenire presso il presidente dell'IUE esprimendo preoccupazioni o raccomandazioni. In ogni caso, ci aspettiamo che la Commissione agisca nel rispetto della sua politica generale di promozione dell'inclusione e del rispetto della diversità culturale.

RIFORMA DEI TRATTATI UE: UN PASSO IMPORTANTE PER UN’EUROPA DIVERSA E PIÙ VICINA AI CITTADINI

RIFORMA DEI TRATTATI UE: UN PASSO IMPORTANTE PER UN’EUROPA DIVERSA E PIÙ VICINA AI CITTADINI

Dopo mesi di lavoro, la Commissione affari costituzionali dell’Europarlamento, di cui sono presidente, ha adottato, mercoledì 25 ottobre scorso, un progetto di relazione per chiedere formalmente l’apertura di una Convenzione che porti a un processo di riforma dei trattati su cui l’Unione europea si fonda.

Si tratta di un passo importante per rafforzare la capacità dell’Ue di agire di fronte alle sfide comuni come le guerre, i flussi migratori, le crisi economiche ed occupazionali o i cambiamenti climatici. Più rapidità e concretezza nella nostra azione e reazione equivale ad un maggiore ruolo del Parlamento europeo che rivendica il diritto di iniziativa legislativa e chiede un passaggio dall’unanimità al voto a maggioranza qualificata per il Consiglio europeo in ambiti come la politica estera.

La riforma dei trattati è stata richiesta dalla Conferenza sul futuro dell'Europa che si è tenuta nel 2021-2022. La Conferenza ha raccolto le opinioni dei cittadini europei su una serie di questioni tra cui la democrazia, la governance e la politica estera. I risultati della Conferenza hanno evidenziato la necessità di riformare l'Unione europea per renderla più democratica, efficiente e rappresentativa dei cittadini.
Tra le principali proposte di riforma: un aumento del potere del Parlamento europeo, una maggiore trasparenza delle istituzioni europee, una riforma del sistema elettorale europeo ed un rafforzamento dell'Unione europea in materia di politica estera e sicurezza.

Inoltre, la relazione sottolinea l'importanza di coinvolgere maggiormente i cittadini europei nei processi decisionali dell'UE. La proposta della Commissione AFCO sarà portata al voto del Parlamento nella plenaria di novembre a Strasburgo e poi dovrà essere il Consiglio europeo ad avviare la fase di analisi e confronto tra tutti gli Stati membri che mi auguro vorranno considerare l’impegno e la volontà del Parlamento quale unica istituzione eletta democraticamente dai cittadini e dare il via ai lavori per una Convenzione che porti all’effettiva modifica dei trattati.

ISRAELE – HAMAS: LA PACE NON SI COSTRUISCE CON IL TERRORE E CON LA VIOLENZA

ISRAELE – HAMAS: LA PACE NON SI COSTRUISCE CON IL TERRORE E CON LA VIOLENZA

Durante la plenaria del 18 ottobre a Strasburgo, sono intervenuto in merito ai deplorevoli attacchi terroristici di Hamas contro Israele con il Consiglio e la Commissione. Ho ritenuto importante sottolineare come le forti e continue immagini di distruzione, sofferenza e morte causate dalla preoccupante escalation di violenza in Medio Oriente impongano una riflessione: la pace non si costruisce con il terrore e con la violenza.

Il gravissimo atto di aggressione di Hamas ha riacceso decenni di conflitti, dispute territoriali e complessità politiche creando un ciclo di violenza con conseguenze devastanti per tanti.
La pace in Medio Oriente richiede un approccio articolato ed impegnativo che coinvolga la diplomazia internazionale affinché si possa trovare un punto di incontro ed incoraggiare il dialogo costruttivo quale unica via percorribile per una pace giusta e duratura nell’interesse di tutte le parti coinvolte e dell’intera comunità globale.

È necessario che l’Europa riaffermi il suo impegno per una soluzione ai due Stati nel pieno rispetto dei diritti, della sicurezza e della dignità sia degli israeliani che dei palestinesi.
Ho concluso il mio discorso invitando l’emiciclo a guardare al futuro ed a lavorare instancabilmente verso il dialogo, la comprensione e il rispetto che dovranno, imprescindibilmente, al più presto, sostituire il conflitto e la violenza in atto perché la strada della violenza è una non-soluzione che non ha vincitori, ma solo perdenti.

DECRETO “ANTICIPI”: FAVORIRE IL RIENTRO IN PATRIA DEI LAVORATORI ITALIANI

DECRETO “ANTICIPI”: FAVORIRE IL RIENTRO IN PATRIA DEI LAVORATORI ITALIANI

Il Governo ha approvato il cosiddetto “Decreto anticipi”, la norma ora passerà alle Camere per la conversione in legge con eventuali modifiche.
Il Decreto-legge è collegato alla imminente legge di bilancio e già anticipa interventi in materia di pensioni, rinnovo dei contratti pubblici, misure in favore degli Enti territoriali, ma, soprattutto, interventi sulla normativa fiscale relativa al rientro dei lavoratori dall’estero che già ha fatto molto discutere.

Come responsabile Forza Italia per gli italiani all’estero, auspico un miglioramento del decreto legge “Anticipi” per favorire il rientro in Patria dei lavoratori italiani e non bloccare il “trend” positivo in corso.
Ritengo, infatti, che il decreto in questione, così come proposto, incida in modo sostanziale sull’attuale regime di tassazione agevolata temporaneo che è riconosciuto ai lavoratori che trasferiscono la residenza in Italia e che si è finora rivelato efficace per favorire il rientro in Patria di migliaia di lavoratori italiani all’estero.

Spero in un miglioramento in fase di conversione e, in particolare, dovrebbe essere eliminata ogni possibile forma di retroattività della norma che aprirebbe la strada a possibili discriminazioni a tutela delle centinaia di famiglie che hanno già scelto di rientrare in Italia negli ultimi mesi grazie agli incentivi e che rischierebbero, invece, di trovarsi improvvisamente sotto un regime fiscale totalmente diverso e più penalizzante rispetto a quello che li aveva incentivati a rientrare.

Secondo le ultime statistiche sulle dichiarazioni fiscali relative al periodo di imposta 2021 pubblicate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, il numero dei cervelli “in rientro” in Italia (e non più in fuga) è in costante crescita, e ciò si deve soprattutto alle agevolazioni fiscali dedicate a questa particolare categoria di lavoratori. Le agevolazioni hanno infatti interessato 19.400 lavoratori con un reddito lordo medio di 131.920 euro, in forte crescita rispetto ai circa 15 mila lavoratori rientrati nel 2020.

Gli italiani all’estero sono una risorsa fondamentale per il Paese e, nonostante gli attuali vincoli di bilancio, l’obiettivo di legislatura del Governo rimane il rafforzamento di tutti gli strumenti necessari a valorizzare a pieno il potenziale delle comunità italiane nel mondo, ivi comprese le opportunità di trasferire il proprio lavoro e la propria famiglia in Italia dopo anni di lavoro all’estero.

FORZA ITALIA A PAESTUM: «SIAMO LA GRANDE CASA DEI MODERATI, IL CENTRO DELLA POLITICA ITALIANA»

FORZA ITALIA A PAESTUM: «SIAMO LA GRANDE CASA DEI MODERATI, IL CENTRO DELLA POLITICA ITALIANA»

Il 29 settembre scorso Silvio Berlusconi avrebbe compiuto 87 anni, da qui la scelta di far coincidere l’avvio della tre giorni di Forza Italia a Paestum con il compleanno del compianto Presidente proprio per rafforzare la volontà di mantenere vivo il rapporto con il suo pensiero, ma, allo stesso tempo, evidenziare l’esigenza di guardare avanti rilanciando il partito. Le parole del nostro Ministro degli esteri e Segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, hanno racchiuso fin da subito l’essenza della tre giorni: “Vogliamo rafforzare la grande casa dei moderati, il centro della politica italiana, una grande storia, un futuro di libertà, e per riuscirci non bisogna avere lo sguardo rivolto al passato ma guardare avanti”.

Durante la manifestazione sono stati condivisi ricordi e testimonianze di amici e protagonisti della vita politica, sportiva, economica, culturale e sociale del nostro Paese ed il tema centrale è sempre stato la Libertà, celebrata con la lettura del discorso che Berlusconi ha pronunciato al Congresso americano nel 2006.
Sono poi stati affrontati i temi politici e economici più importanti per Forza Italia tra cui la stabilità politica, l'occupazione, la pubblica amministrazione, le imprese, l'ambiente, il sistema giudiziario, le infrastrutture e le grandi opere, l'energia nucleare e la migrazione.

Interessanti sono stati gli interventi della presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, e del Presidente del PPE, Manfred Weber, che hanno confermato e rafforzato lo stretto legame tra il Partito Popolare europeo e Forza Italia, l’unico movimento italiano a far parte della grande famiglia del PPE.

Le conclusioni della manifestazione sono state affidate ai tre capigruppo di Forza Italia (Senato, Camera, Parlamento europeo), che hanno sottolineato la vitalità e la visione politica del partito, ma, soprattutto, l’ambizione di crescere in ottica futura.
Il prossimo congresso di Forza Italia ci sarà a febbraio 2024 e sarà una nuova occasione per consolidare i principi e gli obiettivi di un partito che guarda al futuro e all’Europa con slancio e propositività.