Salvatore De Meo
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Il 16 maggio in Parlamento abbiamo approvato il Regolamento di transizione alla PAC per dare continuità e certezza agli agricoltori. Le disposizioni approvate garantiscono una transizione graduale dalle attuali norme della PAC, in scadenza alla fine dell’anno, a quelle future, estendendo l’applicazione delle norme esistenti. Si è garantito così il mantenimento dei pagamenti agli agricoltori e beneficiari dello sviluppo rurale garantendo stabilità a tutto il settore. La durata del periodo transitorio, che inizia il 1° gennaio 2021, sarà di un anno, ma è stato introdotto un meccanismo flessibile per prolungare questo periodo eventualmente di un altro anno, da attivare automaticamente. In questo modo abbiamo ribadito la netta contrarietà del Parlamento a qualsiasi taglio di bilancio relativo alla PAC, insistendo sul fatto che il finanziamento della politica agricola dell’UE-27 debba essere mantenuto allo stesso livello di quello del 2014-2020 in termini reali. Gli agricoltori, infatti, hanno bisogno di stabilità, continuità finanziaria e di una chiara prospettiva per i prossimi due anni. L’approvazione del Regolamento di transizione è stata apprezzata da Agrinsieme che ha espresso “soddisfazione per l’importante risultato ottenuto al Parlamento europeo grazie anche all’azione degli eurodeputati italiani che hanno sventato una manovra che avrebbe fatto tardare le misure transitorie della PAC con il rischio di livellare i pagamenti diretti Ue a danno degli agricoltori italiani e non solo”. Siamo riusciti, infatti, a contrastare l’iniziativa promossa e sostenuta da circa 150 deputati che volevano rinviare a giugno il voto sul Regolamento transitorio della PAC, introducendo modifiche che avrebbero potuto mettere a repentaglio anche l’assetto dell’agricoltura italiana. E’ stato importante intervenire subito: molte aziende probabilmente non ce l’avrebbero fatta a ripartire se si fosse aspettato ancora e altre non avrebbero potuto affrontare nessuna prossima sfida futura. E’ comunque necessario dimostrare più coraggio nel rivendicare maggiori risorse e più attenzione per l’Agricoltura quale politica strategica ed identitaria per il futuro dell’UE stessa. 

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