Salvatore De Meo
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Uno degli argomenti più trattati del mese di giugno è stato senza dubbio quello degli Stati generali dell’economia organizzati a Villa Pamphilj a Roma dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Forza Italia, così come tutto il centrodestra, non ha partecipato perché la maggioranza del governo italiano, soprattutto il premier Conte, con questa messa in scena ha volutamente continuato a delegittimare il Parlamento. Conte, tra l’altro, lo ha fatto già nel periodo di emergenza con un uso spropositato dei suoi numerosi DPCM, a volte anche di difficile interpretazione, e lo ha rifatto respingendo tutte le proposte migliorative di Forza Italia e del centrodestra sia al decreto legge Cura Italia, sia a quello Crescita che per la tempistica abbiamo definito “decreto ritardo”. Le proposte di Forza Italia avrebbero sicuramente dato maggiori risposte concrete alle imprese e alle famiglie italiane. Nonostante questo, ed ovviamente ciò non è stato puntualizzato dal premier, se non ci fosse stato il voto del centrodestra, non sarebbe stato possibile attuare gli scostamenti di bilancio necessari a sbloccare le risorse. Risorse che purtroppo tardano ad arrivare. Gli Stati generali hanno solo confermato lo stato confusionario con cui il governo ha incontrato le parti sociali ed economiche del Paese dimenticando però che chi governa deve confrontarsi, ma prima deve maturare una propria visione politica che non può che essere la sintesi del dialogo parlamentare. Il premier Conte, invece, ci ha abituato solo alle sue dirette televisive e social: grandi attese da parte di tutti i cittadini italiani nella speranza che dicesse qualcosa di concreto e, invece, è stato un continuo rinvio alla successiva diretta. Ho trovato imbarazzante ascoltare i commenti post diretta che hanno confermato un distacco da parte del governo dalla realtà quotidiana dell’Italia: migliaia di lavoratori da tre mesi in attesa di cassa integrazione, imprenditori che aspettano di sapere se le banche concederanno loro il prestito annunciato dal governo ad aprile o albergatori che devono anticipare ai turisti il famoso bonus vacanza senza sapere quando il fisco poi li rimborserà. Senza parlare, inoltre, delle purtroppo tantissime persone che hanno perso il lavoro o delle tante attività che hanno definitivamente abbassato le proprie serrande. Il presidente Conte, come se non bastasse, si è presentato alla Camera e al Senato il 17 giugno per una mera informativa, senza contraddittorio né voto, su ciò che era già noto a tutti: l’Europa ha proposto il Recovery fund, il Next Generation EU, per il quale lui stesso ha auspicato una convergenza di tutti gli Stati membri. Ha detto che l’Italia non deve farsi trovare impreparata e che, al contempo, bisogna essere uniti. Il Recovery plan italiano, a suo dire, sarà presentato a settembre. Quando sarà pronto verrà portato all’esame del Parlamento quindi, fortunatamente, almeno in questa occasione, sembra abbia compreso il ruolo importante e centrale che ricopre il Parlamento italiano. Probabilmente però queste sue dichiarazioni erano rivolte più alla sua maggioranza perché Forza Italia ha sempre dimostrato un grande senso di responsabilità nei confronti del Paese e lo continuerà a fare. Prova ne è il lavoro che il partito di Silvio Berlusconi sta facendo a Bruxelles dove, con il vice presidente Antonio Tajani, siamo tutti impegnati nel dialogo con i leader europei per confermare il Recovery fund e il Next Generation EU quale unica soluzione per superare la crisi post Covid e, soprattutto, per rilanciare il progetto europeo. Il Governo impegnato negli Stati Generali, invece, non si è reso nemmeno conto che è drammatica la previsione dell’Ente nazionale del turismo secondo cui solo la metà dei visitatori internazionali dell’anno scorso varcherà i nostri confini questa estate, con danni ingenti per hotel e strutture turistiche, ma anche per ristoranti e negozi. Io spero che non voglia pensare che il bonus vacanza di 500 euro per le famiglie italiane possa essere sufficiente a compensare la grave perdita dei turisti stranieri. C’è bisogno subito di un piano di promozione internazionale della nostra meravigliosa Italia. Alla fine cosa ha deciso quindi il Governo negli “Stati Generali dell’Economia”? Praticamente nulla: la crisi in Italia è aumentata e l’inaffidabilità della maggioranza anche.

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