La ThyssenKrupp, famoso gruppo industriale tedesco con il focus sulla lavorazione dell’acciaio, avrebbe deciso di vendere AST – Acciai Speciali Terni, una delle fabbriche italiane più famose nella lavorazione dell’acciaio inossidabile. Da mesi i sindacati hanno chiesto invano un incontro con la proprietà e di conseguenza hanno promosso una fase di agitazione finalizzata ad avere le giuste rassicurazioni sul futuro di questa importante realtà industriale. Insieme ad altri parlamentari europei sono stato invitato ad un incontro webinar con i sindacati dei lavoratori che ci hanno illustrato le motivazioni del loro stato di agitazione in previsione di un’annunciata vendita dell’impianto di Terni e del rischio che, approfittando anche dell’emergenza Coronavirus, si potrebbe arrivare ad un ridimensionamento degli impianti, della produzione e quindi dell’occupazione. Purtroppo sono stati già fermati alcuni lavoratori interinali e si prevede una pausa estiva degli impianti. Nel mio intervento ho voluto innanzitutto esprimere la vicinanza di tutta la delegazione di Forza Italia ai lavoratori e alle loro famiglie perché stanno vivendo un momento di incertezza per il futuro ed è necessario da parte di tutti profondere ogni sforzo per difendere una delle eccellenze italiane del settore siderurgico. Pur non seguendo direttamente le politiche industriali, grazie all’amico e deputato di Forza Italia, Raffaele Nevi, ho potuto apprezzare le specificità e le potenziali delle Acciaierie di Terni e e grazie a lui Forza Italia è sempre stata vicina alle varie problematiche del sito industriale. Purtroppo devo sottolineare che anche in questo caso si paga lo scotto di non avere elaborato negli anni una politica industriale seria, credibile ed integrata né a livello nazionale né a livello europeo, basti pensare che le produzioni europee sono fortemente penalizzate da quelle extra UE con una concorrenza spietata. Forza Italia ritiene che il settore siderurgico, in quanto asse strategico della nostra economia, debba essere maggiormente protetto (l’Italia è il secondo produttore europeo) e rilanciato con una politica industriale integrata che faccia ripartire l’edilizia, le infrastrutture pubbliche e private e il settore auto. Nel merito abbiamo proposto subito un tavolo di concertazione con il Governo sperando che non voglia trattare Terni come una delle tante crisi aziendali per le quali in passato proprio per l’assenza di una politica industriale abbiamo visto chiudere impianti e perdere migliaia di posti di lavoro. Le Acciaierie Speciali di Terni sono una risorsa della nostra Nazione e dobbiamo scongiurare qualsiasi ipotesi di ridimensionamento, anzi in questa fase di vendita annunciata il Governo dovrebbe lavorare per elaborare un piano industriale con il quale efficientare gli impianti e consolidare la produzione.