L’intelligenza artificiale è quella tecnologia informatica che ha rivoluzionato il modo con cui l’uomo interagisce con le macchine e le macchine tra di loro fornendo ad un robot qualità di calcolo che gli permettano in poco tempo di compiere operazioni e ragionamenti complessi, fino a poco fa caratteristiche esclusive del ragionamento umano. Oggi l’intelligenza artificiale è ovunque e la nostra società non saprebbe più farne a meno, anzi, ne diventa ogni istante più dipendente: parliamo e leggiamo di intelligenza artificiale per l’esplorazione spaziale, per la finanza, la produzione industriale, l’agricoltura, i trasporti, l’energia, la sanità, le comunicazioni o per la cultura. Il 19 febbraio 2020 la Commissione europea ha pubblicato il Libro bianco sull’intelligenza artificiale ed in questi mesi sono state avviate le attività di legislazione competente. Sono stato indicato dal Partito Popolare Europeo come relatore ombra nel rapporto sull’uso dell’intelligenza artificiale nei settori dell’educazione, della cultura e dell’audiovisivo e questo mi ha permesso di condividere, nella fase delle negoziazioni con gli altri partiti europei, una proposta legislativa che possa rendere più accessibile la cultura, permettendo per esempio ai musei di digitalizzarsi e alle università di dotarsi di sistemi tecnologici moderni. Abbiamo salvaguardato i diritti degli utenti, ma anche quelli dei produttori di contenuti creativi, dando allo stesso tempo la giusta responsabilità alle grandi piattaforme online di diffusione di musica, film, ed ogni altro contenuto audiovisivo. L’intelligenza artificiale deve servire anche per avere un internet più affidabile e sicuro che possa rappresentare una risorsa per l’educazione dei nostri figli e non un luogo non regolato e privo di salvaguardie. Nella programmazione finanziaria in corso, l’Europa intende investire molto in ricerca e digitalizzazione. L’Italia deve recuperare il suo gap digitale ed utilizzare le risorse europee per saper cogliere i vantaggi offerti dalle tecnologie a favore delle nuove generazioni perché solo in questo modo si potranno creare condizioni di maggiore competitività e solidità della nostra economia.