La strada regionale 148 Pontina è una delle opere che il Decreto “Semplificazioni” ha sbloccato, augurandoci che non ci siano sorprese dalla clausola “salvo intese” inserita nel citato Decreto. Ho espresso a tal riguardo la mia soddisfazione perché finalmente quest’opera che interessa il tratto da Roma a Latina potrà essere realizzata garantendo condizioni di sicurezza su una delle strade più pericolose d’Italia, ma, allo stesso tempo, credo che la Regione Lazio debba necessariamente prendere atto che la mancanza di infrastrutture sta penalizzando fortemente lo sviluppo di molti territori, tra i quali quello pontino che non finisce a Latina. Questi territori sono di fatto isolati quando, invece, potrebbero esprimere al meglio le proprie potenzialità. Nei mesi scorsi il senatore Claudio Fazzone aveva sollecitato Governo e Regione Lazio affinché, nell’annunciata programmazione di infrastrutture per il territorio regionale, venissero previste altre opere strategiche per il rilancio delle province. Tutti ricordiamo il progetto del Corridoio Tirrenico, previsto dal governo Berlusconi nella Legge Obiettivo del 2001, con il quale era considerata anche la parte a sud di Latina. Bisogna purtroppo prendere atto che, a distanza di tanti anni, Governo e Regione continuano a non considerare questa importante area geografica, nonostante la presenza di numerose realtà industriali, turistiche ed agroalimentari come, ad esempio, il Mof nonché il porto di Gaeta che potrebbe rappresentare un volano logistico per lo sviluppo turistico e produttivo. Questo isolamento sta mortificando non solo le potenzialità economiche della provincia di Latina, ma anche le tante bellezze storiche e naturalistiche, la cui messa in rete con adeguate infrastrutture le renderebbe valore aggiunto per tutta la regione. In previsione dell’utilizzo delle risorse europee del Recovery Fund è necessario prevedere un piano straordinario di infrastrutture che tenga conto anche dei territori provinciali.