Con il Decreto Agosto il Governo ha confermato un approccio lento e timido alla grave crisi economica in corso. In questi mesi sono stati stanziati 100 miliardi che però non hanno finora avuto un impatto sull’economia reale. Il rischio dei licenziamenti purtroppo è concreto perché molte saranno le chiusure di attività e, più che bloccare i licenziamenti, è preferibile aiutare le aziende a non licenziare. Per questo l’UE ha sostenuto concretamente le politiche italiane su lavoro e occupazione stanziando il primo pacchetto di 81 miliardi del programma Sure: 27 miliardi per l’Italia, l’importo maggiore fra quelli assegnati. Sarà come una cassa integrazione europea che aiuterà chi è stato colpito dalla crisi pandemica. Il problema è capire se il governo italiano farà fare a questa liquidità la stessa fine della cassa integrazione italiana o no visto che, ancora oggi, mentre ad alcuni è stata estesa, per altri è ancora un’utopia. Il paradosso diventa lampante quando buttiamo l’occhio sulle altre opportunità che l’Europa offre e che possono essere attivate subito mentre il governo italiano continua a mettere seriamente a rischio la nostra sanità ignorando e non utilizzando i fondi europei del Mes. Si fa finta di non capire quanto la liquidità immediata del Mes possa dare respiro alla nostra sanità che sicuramente non versa nelle migliori condizioni, soprattutto a fronte di una crescente ed oggettiva preoccupazione che i contagi possano risalire nel prossimo autunno. Così come siamo ancora in attesa di capire cosa ne sarà del Recovery Fund per l’Italia. Questo fondo, come ha anche sottolineato il presidente Mattarella, rappresenta “un’occasione di storico rilancio, un appuntamento da non perdere”. Peccato che dal governo non ci sia stato, anche in questo caso, nessun cenno di apertura al confronto parlamentare che rimane l’unica strada per condividere da subito quelle riforme, non più rinviabili, che bisogna avere il coraggio di fare.