Salvatore De Meo
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Nel corso dei lavori della commissione parlamentare sull’Agricoltura sono ritornato a sollecitare il commissario Wojciechowski sull’importanza dei centri agroalimentari all’ingrosso e sulla necessità di definire meglio il loro ruolo strategico nella filiera. “I centri agroalimentari all’ingrosso svolgono una funzione decisiva nella transizione verso i sistemi alimentari sostenibili” – ho esordito durante la seduta in Commissione al Parlamento europeo di Bruxelles – “Questi moderni centri logistici possono essere degli strumenti utili per il raggiungimento degli obiettivi declinati nella strategia Farm to fork e nell’attuazione della nuova Politica Agricola Comune. Sono il luogo naturale dove si concentrano e si valorizzano le produzioni agricole e dove è possibile garantire tracciabilità, sicurezza alimentare e trasparenza nella formazione del prezzo. La recente crisi Covid ha evidenziato la loro capacità di resilienza ed essi hanno garantito a tutti i cittadini europei un servizio eccellente di approvvigionamento e distribuzione dei prodotti ortofrutticoli freschi. Le chiedo di voler confermare la volontà di lavorare, insieme anche agli Stati membri, per poter riconoscere il ruolo dei centri logistici all’ingrosso nel raggiungimento degli obiettivi per rendere le comunità rurali più resilienti e garantire un coinvolgimento maggiore degli agricoltori e dei grossisti nella catena della filiera agroalimentare”. A tale domanda il presidente Wojciechowski ha risposto di essere d’accordo sulle mie considerazioni “perché lo sviluppo e la promozione di tali mercati è sicuramente importante e quindi deve essere favorito dall’Unione europea e dai fondi della stessa”. Ha appoggiato pienamente la mia proposta sottolineando però che “tanto dipende dai Paesi membri nella misura in cui terranno conto di tale necessità nei loro piani strategici, ma la Commissione è completamente aperta in merito”. E’ evidente che per poter riconoscere il ruolo strategico dei mercati all’ingrosso dovranno essere gli Stati membri, quindi anche il Governo italiano, a dover proporre all’Unione Europea una nuova classificazione da poter considerare i mercati quali soggetti attuatori delle politiche agricole comunitarie.

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